Siti di scommesse in Italia, scelti con la concessione in mano
Chi cerca un elenco di siti di scommesse utilizzabili in Italia si imbatte sempre nella stessa scena: una classifica, dieci nomi, e nessuna indicazione di chi abbia davvero il titolo per raccogliere quella giocata. Il titolo esiste, si chiama concessione, e in Italia non si compra al mercato. L’Autorità lo assegna per asta pubblica e per singolo sito, e il numero di concessione finisce nei termini e condizioni di ogni operatore autorizzato. Quella riga — non la posizione in una lista — è il primo dato da leggere.

Il quadro cambia di continuo. Il riordino del settore è arrivato con il D.Lgs. 41/2024, l’asta di settembre 2025 ha distribuito 52 concessioni a 46 società su 93 domande, e il regime nuovo è partito il 13 novembre 2025. Chi lavora su questi numeri sa che l’elenco di un anno prima non serve più. Le dieci piattaforme confrontate qui sotto hanno tutte una concessione in corso e un sito .it proprio, e ognuna ha una fisionomia diversa: c’è il bookmaker generalista, la casa nata sul casinò che ha aggiunto il palinsesto sportivo, il marchio che vive di negozi oltre che di app. Scegliere significa capire quale di queste fisionomie somiglia al modo in cui si gioca, non quale sta più in alto in una tabella.
Verificato il 31 Ottobre 2026: numeri di concessione e società concessionarie sono stati confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.
Concessione, non classifica: cosa significa davvero essere nell’elenco
La parola che circola ancora è AAMS, ma l’autorità che rilascia e controlla le concessioni di gioco a distanza è oggi l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ex AAMS). Cambio di sigla, continuità di funzione: il mercato regolato resta lo stesso edificio, con un portiere diverso sulla porta.

La concessione è un titolo che si ottiene partecipando a una gara pubblica, non una licenza che si richiede e si ottiene. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca cosa si può offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Lo stesso articolo, al comma 3, dice che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Chi partecipa deve essere una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, presentare un piano di investimenti e impegnarsi sui limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), mentre condizioni di concessione e regime fiscale restano fermi per tutta la durata del titolo (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).
Il punto che quasi tutte le liste sbagliano è la granularità. La concessione è per sito, non per società. L’elenco di ADM letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una stessa società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale sotto righe distinte. Un concessionario può poi detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Da qui una conseguenza pratica che vale più di dieci classifiche: l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi quella riga copre. Leggere che un nome è nell’elenco significa che quel sito può operare in Italia. Non significa che offra scommesse sportive — quello lo mostra il sito, il palinsesto e l’app dell’operatore.
Allo stesso modo, una presenza in un confronto non è una concessione, e viceversa. Le liste di confronto includono spesso marchi internazionali privi di titolo italiano: al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe. L’elenco di ADM non è nemmeno esaustivo del mercato inteso come offerta: altri concessionari esistono oltre a quelli trattati qui, e un marchio assente da questa pagina non è per questo privo di titolo.
Vale anche il contrario, ed è il lato che nessuna classifica racconta: un concessionario può avere il titolo per il casinò e non per le scommesse, o per le scommesse e non per l’ippica nazionale. Il betting exchange, per esempio, è un gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e), e art. 2, lett. u) lo descrive come il gioco in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti. Betfair, con concessione 16028, viene descritta come la prima a portarlo in Italia, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere con certezza.
Per chi vuole verificare da sé, il percorso è breve: si prende il nome commerciale, si apre la pagina dei termini e condizioni dell’operatore, e si cerca la riga in cui dichiara numero di concessione e società concessionaria. Se quella riga non c’è, il resto non conta.
Cosa si può giocare davvero: palinsesto, live e Virtuali
Il palinsesto non è una vetrina libera. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. E una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner. Quali sport e quali tipi di giocata contenga in concreto quel programma non è materia pubblica, e cambia da operatore a operatore.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’art. 2, lett. v): sono le scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione oppure con un evento reale preregistrato, ammesse all’interno di una concessione per le scommesse sportive. Sulla pagina degli operatori questo mondo si chiama «Virtuali», e ha una sua logica: non c’è attesa tra una corsa e l’altra, non c’è meteo, non c’è un infortunio che cambia la partita. C’è un margine più alto e un ritmo che invita a ripetere la giocata. Chi entra nei Virtuali per noia dovrebbe saperlo prima, non dopo.
L’ippica, poi, è due cose diverse nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris e le giocate di tipo quarté e quinté (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale è, ancora una volta, una domanda a cui si risponde guardando quel sito.
Il live lo offre ormai ogni operatore di dimensione nazionale, e le regole ADM su mercati in diretta, ritardi e gestione degli eventi non sono note. Le app dei dieci marchi trattati qui dicono molto su cosa aspettarsi partita per partita. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare seguendo la partita. Planetwin365 elenca i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più Champions, Europa e Conference League, e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Eurobet allarga il campo fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e poi a eventi di spettacolo come musica, cinema, tv e reality show e a eventi di politica come le elezioni.
C’è una differenza di sostanza fra questi tre profili, e non è la lunghezza della lista. Sisal e Lottomatica vendono soprattutto profondità su ciò che il pubblico italiano guarda davvero: campionato, coppe, motori. Eurobet vende ampiezza, e l’ampiezza ha un prezzo nascosto — su un mercato di nicchia il bookmaker ha meno concorrenza nel formare la quota, quindi il margine tende a essere meno generoso che su un 1X2 di Serie A dove ogni operatore deve stare allineato. Chi scommette solo sui grandi campionati troverà la differenza quasi invisibile; chi cerca il volley o il golf la troverà.
Sugli esports il palinsesto approvato dice o non dice, e non è dato saperlo. Sulle scommesse relative a eventi che coinvolgono minori esiste un provvedimento dirigenziale ADM che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che contano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.
Chi ha la concessione, chi no: verificare e riconoscere l’offerta illegale
L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il punto non è retorico. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga da un lato l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e dall’altro quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Nella pratica il sistema ha i suoi tempi. Il blocco opera a livello di DNS e qualche fornitore resta indietro. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore per l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta. I mirror, però, ricompaiono nel giro di ore. La parola che gli operatori del settore usano per il risultato è «oscurati», e descrive l’effetto, non una vittoria definitiva: la conseguenza per il giocatore è che un sito raggiungibile non è per ciò stesso un sito lecito.
Sul lato del giocatore la norma è più aspra di quanto si immagini. ADM, in una nota del 28 febbraio 2024, richiama la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: la legge «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione che ne dà l’autorità stessa. L’importo dell’ammenda, e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori, non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.
Il confronto onesto sta qui. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com privo di titolo non porta nulla di tutto questo: è esposto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore, e vanno letti per quello che sono: una zona senza protezione, senza RUA, senza limiti imposti e senza un’autorità a cui rivolgersi. Nessun nome, qui, serve.
Il filtro pratico è quello che ADM mette a disposizione: l’elenco dei concessionari autorizzati, con 52 righe e codici da 16000 a 16051, incrociato con la pagina dei termini dell’operatore. Chi vuole chiudere la questione in trenta secondi cerca il numero di concessione nella pagina dei termini. Se non c’è, ha già la risposta.
Autoesclusione, limiti e RUA: le tutele che esistono solo qui
Questa è la parte della normativa italiana che un operatore estero non può replicare, e vale più di qualunque bonus.
L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il conto di gioco richiede poi l’identificazione piena. Il percorso classico è il modulo con copia di un documento, ma esiste la via digitale: BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale, e anche Goldbet offre la CIE attraverso un fornitore SPID. Chi non usa SPID deve comunque validare il conto entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni passano in fretta quando si è caricato il conto e si aspetta la prima vincita.
L’art. 15, comma 1 fissa il catalogo delle tutele: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile.
Il dettaglio che quasi nessuno legge al momento giusto è l’asimmetria fra abbassare e alzare. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e nei suoi termini un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni. Quel ritardo è una scelta di sistema, ed è deliberate. Serve a proteggere il giocatore da sé stesso nella sera in cui ha perso; il costo è che chi vuole alzare il tetto per un evento pianificato deve muoversi una settimana prima. Vale la pena saperlo prima di averne bisogno.
Sull’autoesclusione la materia è in movimento, e qui la data conta. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi che convivono, quindi: chi legge le condizioni oggi trova il secondo, chi le ha lette prima del febbraio 2026 trova il primo. La fonte dell’effetto esteso è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, che blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore, e una testata di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
La conseguenza più importante non è nell’elenco delle tutele, è nel suo perimetro. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com privo di titolo non è protetto da nulla: l’esclusione che ha chiesto vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e su quelle soltanto. Chi ha chiesto l’autoesclusione dovrebbe sapere che il gesto non lo segue fuori dal perimetro.
Sul versante dell’informazione ai giocatori, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta rispetto al volume del settore, ma è una cifra obbligata, e su questo l’Italia ha una regola che molti mercati europei non hanno.
Anche gli operatori mettono a disposizione strumenti propri, e vanno letti uno per uno perché non coincidono. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Chi ha bisogno di un numero da chiamare lo trova lì, e questa è l’informazione più utile che un’app di scommesse possa mettere in pagina.
Calendario, torneo, giocata: come leggere l’offerta sportiva
L’elenco dei giocatori, l’elenco delle partite, l’elenco delle competizioni: chi cerca le scommesse sul calcio italiano finisce spesso per confondere tre elenchi diversi. La domanda utile è un’altra, ed è più stretta: su questa partita, su questo campionato, con questo tipo di giocata, l’operatore ha il mercato che serve?
Il calendario decide l’offerta prima ancora del bookmaker. Sul campionato italiano, sulle coppe europee e sui grandi tornei la copertura è praticamente uniforme tra i dieci marchi trattati qui, perché su quegli eventi nessun operatore può permettersi un buco. La differenza si sposta sul tipo di scommessa, e lì la forbice si apre.
Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. SNAI offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, sempre con Cash Out, e la funzione My Combo che combina più pronostici sulla stessa partita e unisce più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Betfair Sport propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo dedicata a combo e mercati unici a quote maggiorate. Goldbet mette a disposizione schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Eurobet gioca singole, multiple e sistemi e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets. Lottomatica aggiunge i Virtuali con calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con giocate come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. SNAI spinge più lontano, con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno tra calcio virtuale con clip reali, corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo; Sisal ne conta oltre 3.000 dalle 7 del mattino alle 3 di notte; Eurobet, nella sua sezione Virtual, propone partite di calcio simulate tra Campionato, Big Match e Derby, Galoppo, Levrieri Reali e Palline 2.0.
Qui va detta una cosa scomoda per chi ama i nomi altisonanti. Il Cash Out e le combo su misura sono strumenti di gestione, non strumenti di valore. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare la quota che il bookmaker propone in quel momento, su un mercato dove la sua posizione la conosce lui e non il giocatore. Una combo costruita a mano su due mercati della stessa partita, poi, ha un pregio e un difetto: il pregio è che si sceglie cosa combinare, il difetto è che le quote delle singole selezioni vengono ricomposte in un prezzo che l’operatore fissa, e non è detto che sia la somma dei pezzi. Conviene guardare la quota finale come un prezzo unico e giudicarla per quella, non per le parti.
StarCasinò, per la sua parte, permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È una descrizione che va letta con attenzione, perché dice due cose insieme: c’è un’offerta sportiva, e non è il centro del marchio.
Un’ultima nota sul calendario dei tornei. Le grandi competizioni internazionali concentrano l’attenzione e i volumi, e in quelle settimane gli operatori aprono mercati speciali che il resto dell’anno non esistono. Chi scommette tutto l’anno trova lì il momento in cui la profondità dell’offerta conta meno e la quota di testa conta di più; chi scommette di rado trova lì il momento in cui la scelta dell’operatore pesa di meno, perché sulla partita di cartello tutti i prezzi sono allineati.
Le quote e il margine: la cifra che non compare mai in vetrina
Ecco il calcolo che nessuna pagina promozionale mette in evidenza. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato — la somma degli inversi è 1 ÷ 1,90 + 1 ÷ 1,90, che dà un ritorno del 95,0 % e un margine del 5,0 %. Se le quote scendono a 1,85, il ritorno cala intorno al 92,5 % e il margine sale al 7,5 %. In un mercato equilibrato il margine di un bookmaker sta quindi tra il 5 % e il 7,5 %, a seconda di quanto è generoso il prezzo di testa: sotto il 5 % si comincia a parlare di operatore aggressivo sul prezzo, sopra l’8 % di operatore che si fa pagare la comodità del palinsesto. L’assunzione è che le due quote siano davvero equilibrate e che gli esiti siano due: su un mercato a tre esiti, come l’1X2, la stessa aritmetica va fatta su tre quote, e il margine che ne esce non è quello di un’altra partita né quello di un’altra disciplina.
Vale la pena fermarsi sul significato di quel numero. Il margine non è una commissione addebitata al momento della giocata: è una proprietà del prezzo, e si paga solo nella misura in cui il prezzo è sotto quello che sarebbe giusto. Un margine del 5 % su un mercato a due esiti significa che, in media, ogni 100 € puntati su quel mercato ne tornano 95 € ai giocatori e 5 € restano a chi ha formato la quota. Detto in altro modo: a parità di intuito, due bookmaker con margini diversi non fanno guadagnare o perdere allo stesso modo. La differenza tra il 5 % e il 7,5 % è metà del margine, ed è la cifra che separa un elenco di nomi da una scelta ragionata.
Eppure nessun operatore pubblica il proprio margine. Non è un obbligo di legge e non è una pratica commerciale che convenga a qualcuno. Il margine si ricostruisce, e la ricostruzione richiede trenta secondi: si prendono le quote di tutti gli esiti di un mercato sulla stessa partita, si divide 1 per ciascuna, si somma, e si guarda quanto il totale supera 1. Quel valore in più è il margine. Farlo su due o tre partite dello stesso campionato dà una misura più affidabile di qualsiasi pubblicità, perché il margine varia partita per partita e il singolo caso racconta poco.
C’è poi un dettaglio che i confronti trascurano: il margine su cui si forma quasi sempre il giudizio è quello del mercato di testa, l’1X2 della partita più seguita. Il giocatore esperto non scommette quasi mai lì. Su mercati come il risultato esatto, i cartellini, i tiri in porta o il numero di goal, la quota di ritorno scende e il margine sale, e su alcune tipologie può avvicinarsi o superare il 10 %, perché il bookmaker ha meno riferimenti di mercato e meno concorrenza nel fissare il prezzo. Ecco perché un operatore generoso sull’1X2 può non esserlo sulle giocate che contano davvero per un giocatore specifico, e perché la sezione sul palinsesto viene prima di questa: prima si stabilisce cosa si gioca, poi si guarda il prezzo di quello.
Un secondo dettaglio riguarda i Virtuali. Lì il margine può salire ancora, per la ragione meccanica che il giocatore non ha un riferimento esterno per valutare il prezzo: su una corsa di cavalli reale esistono i partenti, la forma, il terreno; su una corsa simulata no. Chi gioca i Virtuali per ricostruire una quota giusta parte in svantaggio, e non di poco.
Requisiti, puntata minima e scadenze: cosa costa un bonus
Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e l’Italia ha una particolarità che conviene capire subito: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Non risulta un tetto statutario all’importo di un bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, quindi ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dai termini e condizioni di ogni operatore. È lì che va letta la parte scomoda.
Prendiamo due esempi concreti, con le condizioni che le fonti degli operatori riportano. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale da inserire al primo versamento. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è invece pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Stessa forma — percentuale sul primo deposito — e due ordini di grandezza diversi, con requisiti che sono quelli del singolo operatore e non si trasferiscono da un marchio all’altro.
Da qui una distinzione che vale più di qualunque classifica. Un bonus in denaro e un bonus come free bet sono due cose differenti, e la differenza si sente al momento del ritiro. Nel primo caso la somma è accreditata su saldo e si comporta come denaro; nel secondo la puntata gratuita, quando vince, tende a non restituire l’importo della puntata stessa, e quello che si incassa è solo la parte di vincita. Un’offerta che si presenta come «senza rischio» e viene rimborsata sotto forma di puntata gratuita non è un rimborso in denaro, e chi la legge come tale resterà sorpreso. Un premio assicurativo su una multipla non è una promozione, è un’assicurazione; un cashback non è un bonus, è una restituzione parziale. Il tipo di offerta va tenuto per quello che è.
Restano tre condizioni che costano al giocatore, e nessuna è nascosta: sono scritte, semplicemente non in vetrina. La prima è la quota minima per la giocata valida: sotto quella soglia la puntata spesso non conta per i requisiti, e il giro di giocate si allunga. La seconda è il moltiplicatore di rigioco, che trasforma un bonus modesto in un volume di puntate anche dieci o venti volte superiore all’importo ricevuto. La terza è la scadenza: un bonus che dura pochi giorni non è pensato per chi scommette il finesettimana, è pensato per chi gioca tutte le sere, e questo è un fatto di prodotto, non un giudizio.
C’è poi il caso in cui l’offerta c’è ma è legata a un versamento. Il bonus è condizionato alla prima ricarica, quindi non esiste senza deposito: chi vuole provare un operatore senza mettere denaro troverà che questa strada, su questo mercato, non è disponibile. E i termini di un’offerta valgono per quell’operatore e per quella promozione, mai in generale. Un deposito minimo di 20 € è la condizione di quella promozione, non la regola del mercato italiano; una puntata minima di 200 centesimi è la regola di un exchange, non di un bookmaker. Chi costruisce aspettative generalizzando da un singolo operatore sbaglia previsioni, non leggi.
Sul lato fiscale, il giocatore di un concessionario ADM sta in una posizione relativamente comoda. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, come riporta la stampa di settore; le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, descrive il meccanismo come una tassazione alla fonte, con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Il quadro cambia radicalmente fuori dal perimetro. Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
La pubblicità del gioco: perché non vedrete uno spot
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in questi termini: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). La nota di ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM anche sui mezzi che la ospitano.
Lo stato dell’applicazione, secondo la stampa di settore del 2025 e del 2026, è più movimentato di quanto il testo lasci intendere. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notificare il divieto. È proposta, non legge, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; il suo esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Per il lettore la conseguenza è concreta e va detta chiaramente. Su questo mercato la scelta non si fa con la pubblicità, perché la pubblicità non c’è. Niente spot televisivi, niente striscioni allo stadio, niente inserzioni sui quotidiani sportivi. Chi vuole orientarsi ha a disposizione due fonti che nessun divieto tocca: i termini e condizioni dell’operatore, che contengono concessione, limiti e condizioni delle promozioni, e l’elenco dei concessionari autorizzati di ADM. Il divieto, per come funziona, non elimina l’informazione: sposta il compito su chi legge. Ed è un compito più facile di quanto sembri, perché le due fonti sono pubbliche e gratuite.
C’è un’ironia da notare, senza cinismo: il divieto rende il confronto fra operatori un lavoro da fare a mano, e chi lo fa a mano parte da una posizione migliore di chi si affida al primo nome che ricorda. Un marchio non può comprare la propria reputazione in tv; può solo scriverla nei propri termini.
Normativa e vigilanza: cosa cambia per chi gioca
Il riordino del 2024 non è una riscrittura cosmetica. Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha ridisegnato il modo in cui si diventa concessionari in Italia. Prima esistevano le licenze a sportello; ora esistono le concessioni assegnate per gara pubblica, con un numero finito di titoli, una durata massima di nove anni senza rinnovo e un pacchetto di requisiti che comprende l’assetto societario, il piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito fissati nel bando.

I numeri dell’asta raccontano la selettività del sistema. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società, su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni ciascuna, e il regime nuovo è partito il 13 novembre 2025. Le domande respinte sono state quasi la metà del totale: è un dato che dice più di qualunque elenco su quanto selezionato sia il mercato italiano, e spiega anche perché un marchio internazionale noto al pubblico straniero possa non avere alcun titolo per operare qui.
Sul piano della vigilanza, l’architettura è a tre gambe. ADM tiene i due elenchi pubblici — siti legali e siti inibiti — e rilascia le concessioni; la Guardia di Finanza concorre al controllo e alla tenuta degli elenchi; AGCOM vigila sulla pubblicità. La conseguenza pratica è che il giocatore ha un’autorità a cui rivolgersi se qualcosa non funziona, cosa che su un sito estero non si verifica.
Un profilo che pochi considerano riguarda i pagamenti. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Quei punti non possono pagare vincite né restituire il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale con una funzione precisa: permettere la ricarica senza rendere il punto vendita un luogo di incasso. Tra i sistemi di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM ci sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco effettivo di ogni operatore sta nei suoi termini. Il conto gioco di Lottomatica, per esempio, accetta tra i metodi per depositi e prelievi PostePay e PayPal oltre ad altri, con accesso dall’app tramite username e password.
Sul fronte delle criptovalute la posizione presso i concessionari ADM è aperta, e non risulta una norma che nomini circuiti approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Anche questo capitolo ha un riflesso pratico immediato. Un’operazione di prelievo su un concessionario italiano passa attraverso un conto di gioco identificato, con un limite di deposito fissato dal giocatore stesso e una tracciabilità che il fisco e l’autorità possono seguire: è comodità in meno, tutela in più. Su un sito privo di titolo il quadro è l’opposto, e il giocatore lo scopre di solito nel momento peggiore, quando prova a incassare.
Criteri di valutazione: come si costruisce un elenco utile
Un elenco di siti di scommesse ha valore solo se dice con che metro è stato costruito. Le posizioni in classifica, prese da sole, sono un’opinione non motivata; i criteri sono l’unica parte verificabile.
Il primo criterio è il titolo. Il nome del marchio deve comparire nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un numero di concessione e una società concessionaria che l’operatore stesso dichiara nei propri termini. È un controllo binario: c’è o non c’è, e non ammette sfumature. Il secondo criterio è il perimetro del titolo: la concessione è per sito e l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza nell’elenco va incrociata con quello che il sito offre davvero. Il terzo criterio è la sostanza dell’offerta sportiva: quanti campionati, quanti mercati per partita, se c’è il live, se c’è lo streaming, se ci sono i Virtuali e con quale ampiezza.
Il quarto criterio riguarda il prezzo, e va maneggiato con cura perché è quello che i confronti trattano peggio. Non esiste un margine unico per un operatore: esiste il margine di un mercato su una partita in un giorno preciso. Chi costruisce un elenco dovrebbe dire su quali mercati ha guardato, e accettare che la risposta cambi. Il quinto criterio sono le condizioni delle promozioni: tipo di offerta, importo, requisiti di puntata, quota minima, scadenza, e la presenza o l’assenza di un tetto alle vincite. Il sesto è la gestione del conto: metodi di deposito e prelievo, tempi, strumenti di gioco responsabile, qualità dell’assistenza.
Il settimo è meno tecnico e più decisivo: la corrispondenza tra l’operatore e il modo in cui si gioca. Un marchio nato sul casinò, con il calcio in secondo piano, va bene a chi passa dall’una all’altra parte dello stesso conto e trova comodo avere tutto in un posto; va male a chi scommette solo e vuole un palinsesto profondo. Un marchio con radici nei punti vendita premia chi ama la schedina comprata di persona e verificata poi con il telefono; un marchio costruito sull’app premia chi gioca dal divano. Nessuno dei due è superiore: sono due lettori diversi, ed è la ragione per cui un elenco ordinato per posizione dice meno di un elenco ordinato per tipo di giocatore.
L’ultimo criterio è quello che nessuna classifica misura, e che distingue un elenco fatto per il lettore da uno fatto per la pagina: la trasparenza su ciò che non si sa. Un margine non pubblicato, un requisito non dichiarato, un mercato di cui non si conosce l’esistenza sono informazioni che il lettore può verificare in prima persona in pochi minuti, e chi scrive dovrebbe dirgli dove guardare invece di riempire il vuoto con una supposizione. Sul mercato italiano la verifica è a portata di mano: i termini dell’operatore per concessione, limiti e promozioni, l’elenco ADM per il titolo, il palinsesto del sito per i mercati.
La classifica: dieci concessionari, dieci profili diversi
Ecco i dieci marchi valutati. L’ordine non è una graduatoria di merito: è la sequenza in cui le caratteristiche diventano leggibili, dal generalista puro al marchio che vive di un’altra cosa. Ognuno ha una concessione in corso, un sito .it proprio e una fisionomia che lo distingue dagli altri nove.
La tabella che segue riporta, per ogni marchio, la concessione e la società che la detiene, e quello che i termini dell’operatore dichiarano sulla propria attività. Dove i termini non coprono un punto, la casella lo segnala.
| Marchio | Numero di concessione e società concessionaria | Cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| AdmiralBet | 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco da impostare in registrazione, con autoesclusione da 7 a 270 giorni o a tempo indeterminato |
| Planetwin365 | 16007 — Pwo S.p.a. | Palinsesto su principali campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; regole proprie per i conti sull’exchange italiano |
| StarCasinò | 16026 — Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| NetWin | 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € e conto verificato |
| Sisal | 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito e prenotazione scommesse in negozio |
| Goldbet | 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; registrazione anche con CIE tramite fornitore SPID |
| BetFlag | 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; welcome bonus fino a 5.000 € |
| Eurobet | 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket fino a eventi di spettacolo e di politica; depositi e prelievi dall’app |
| Lottomatica | 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions, Premier League, F1 e MotoGP con streaming; Bet Scanner e Virtuali |
Due letture di quella tabella saltano all’occhio. La prima è che due righe portano la stessa società: Goldbet Better Organization Italy S.p.a. detiene sia la concessione 16009 di Goldbet sia la 16010 di Lottomatica. Non è una svista, è la struttura del mercato: il titolo è per sito, e un gruppo può averne più di uno. Significa che due marchi formalmente distinti possono condividere la stessa regia societaria, il che conta per il giocatore nel momento in cui confronta due offerte pensando di scegliere tra concorrenti che in realtà appartengono alla stessa casa. La seconda è che nessun marchio tra questi dieci può rivendicare un’esclusiva: sono dieci nomi su 52 concessioni assegnate, e altri concessionari operano sul mercato.
Una terza lettura riguarda ciò che nella tabella non compare. Non c’è una colonna sui margini, perché nessun operatore li pubblica e attribuirne uno a un marchio senza averlo misurato su un mercato, una partita e una data sarebbe inventarlo. Non c’è una colonna sui requisiti di puntata delle promozioni, per la stessa ragione: le condizioni existono nei termini di ogni singola offerta, che cambiano nel tempo. E non c’è una colonna sui metodi di pagamento, perché gli elenchi dei singoli operatori stanno nei loro documenti contrattuali e non coincidono. Meglio una tabella con tre colonne solide che una con sei e quattro mezze vuote.
AdmiralBet: il marchio che mette i limiti davanti alla registrazione
La concessione è la numero 16048, intestata a Admiral Bet S.r.l., su un sito .it proprio. AdmiralBet è il marchio che rende più visibile la parte scomoda del sistema italiano: nei suoi termini le tutele non stanno in fondo alla pagina.
Chi apre un conto qui deve impostare in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è un pannello opzionale da scoprire dopo: è un passaggio dell’apertura del conto. La logica dell’asimmetria vale anche qui — un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni — e il giocatore che scopre questa regola nel momento in cui vuole alzare il tetto ha già perso la settimana.
Sull’autoesclusione AdmiralBet offre una scala ampia e, dal 1° febbraio 2026, regolata diversamente: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato secondo il testo precedente, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’effetto è quello che conta più della durata: l’esclusione vale su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Chi la chiede chiude davvero la porta, non solo quella di casa.
Il verdetto. AdmiralBet è il marchio da guardare se si vuole vedere come funziona la gabbia italiana prima di entrarci, perché qui la gabbia è dichiarata all’ingresso e non nascosta nei termini. Chi apre il conto di fretta e si lamenta di essere costretto a fissare un tetto ha ragione a metà: quel tetto è la ragione per cui il mercato italiano è più sicuro di altri, e alzarlo richiede una settimana proprio perché il legislatore ha pensato che non sia una decisione da prendere in cinque minuti.
Planetwin365: il palinsesto costruito sulle coppe
Concessione 16007, società Pwo S.p.a., sito .it proprio. Planetwin365 si presenta con un profilo che punta tutto sulla copertura: i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più Champions League, Europa League e Conference League, e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La lista dice più di quanto sembri. Ci sono la Serie C e la Coppa Italia, competizioni che gli operatori con un palinsesto ridotto trattano in modo superficiale o saltano. È una scelta da bookmaker tradizionale: si punta sulla profondità dentro il mercato italiano invece che sull’ampiezza verso sport esotici. Per il giocatore che scommette la domenica sulla partita di provincia questa è la differenza che si sente; per chi cerca il campionato sudamericano minore non è qui che guarderà.
Il verdetto. Planetwin365 è il posto giusto per chi vive di calcio italiano e vuole trovare la partita che gli interessa anche quando è una partita che nessuno guarda, perché la profondità sui campionati minori è la cosa più costosa da costruire e quella che un operatore generalista non offre. Chi cerca invece varietà di discipline troverà altrove un catalogo più largo.
Betfair: la concessione che copre un gioco diverso
Concessione 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Betfair è un caso a parte nell’elenco, e va spiegato perché la sua specificità è strutturale. Il betting exchange è un gioco distinto all’interno del D.Lgs. 41/2024 (art. 6, comma 1, lett. e), e art. 2, lett. u) lo descrive come il gioco in cui il giocatore può assumere il ruolo di puntatore o di banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti. In un exchange, quindi, il margine non è fissato da un bookmaker che forma la quota: il prezzo nasce dall’incontro tra chi punta e chi banca, e il concessionario guadagna in altro modo. È una logica diversa da quella descritta nella sezione sul margine, dove il prezzo lo fa l’operatore. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e la descrizione di Betfair come prima a portare l’exchange in Italia è ricorrente. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
Il verdetto. Betfair conta se si è capito che lo strumento non è lo stesso degli altri nove, perché un exchange risponde a una domanda che un bookmaker non si pone: non «qual è la mia quota» ma «c’è qualcuno disposto a prendere l’altra parte a questo prezzo». Chi non ha mai usato un exchange troverà l’app meno immediata di un bookmaker classico, e la puntata minima in centesimi ne è il segnale più chiaro.
StarCasinò: il casinò che ha aggiunto le scommesse
Concessione 16026, società Azzurri Limited, sito .it proprio. La descrizione dell’app è esplicita: scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
L’ordine in cui il marchio presenta le sue cose è un’informazione. Il casinò viene nominato insieme alle scommesse, non dopo, e il nome stesso dell’operatore dichiara la sua prima vocazione. Questo non è un difetto, ma è un elemento da pesare: un marchio casino-first tende a costruire l’esperienza attorno ai giochi da tavolo e alle slot, mentre il palinsesto sportivo cresce come secondo pilastro. Sul mercato italiano, dove il divieto di pubblicità ha spinto molti marchi a una comunicazione sobria, la differenza si nota poco; nell’esperienza quotidiana si nota nella disposizione dell’app e nella profondità dei mercati su alcune partite.
Il verdetto. StarCasinò ha senso per chi vuole un solo conto per due attività diverse e non vuole tenere aperte due piattaforme, accettando in cambio un’offerta sportiva che non nasce come priorità del marchio. Chi scommette e basta troverà la propria casa altrove.
NetWin: il bonus piccolo con le regole scritte
Concessione 16035, Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promozionale da inserire al primo versamento.
Tre elementi meritano attenzione, e il terzo è quello che sfugge. Il primo: è un bonus reale, quindi accreditato come denaro e non come puntata gratuita, e questa distinzione vale al momento del ritiro. Il secondo: il tetto di 50 € colloca l’offerta nella fascia bassa del mercato e la rende poco interessante per chi punta cifre alte. Il terzo: il deposito minimo di 20 € e la richiesta del conto verificato significano che il bonus esiste solo dopo identificazione completata e primo versamento. Chi vuole provare l’operatore senza mettere denaro non ha questa strada.
Il verdetto. NetWin è il marchio con l’offerta più onesta nella sua misura: 50 € dichiarati e non gonfiati in un numero che si rivela vuoto al momento dei requisiti. Chi gioca cifre contenute e vuole un tetto chiaro, senza cifre a cinque zeri che generano aspettative sbagliate, trova qui quello che cerca.
Sisal: il marchio che unisce il negozio e l’app
Concessione 16020, Sisal Italia S.p.a., sito .it proprio. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
La parte più interessante non è il catalogo, è l’integrazione tra il punto vendita e il telefono. Con l’app si possono prenotare le scommesse e ricaricare o prelevare nel punto vendita Sisal più vicino; una schedina giocata in negozio si può scansionare con l’app per sapere subito se è vincente. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out per chiudere la giocata prima della fine dell’evento. Il bonus di benvenuto richiede un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e l’accredito si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
Il verdetto. Sisal è il marchio che risolve un problema pratico che nessun operatore solo-digitale risolve: il prelievo in contanti al punto vendita, senza passare da una carta o da un portafoglio elettronico. Per chi non usa strumenti digitali per incassare, questa singola funzione pesa più di qualunque catalogo di mercati.
Goldbet: la registrazione come primo filtro
Concessione 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it proprio. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
Goldbet è il marchio dove l’identificazione è trattata come parte dell’esperienza e non come un ostacolo da superare: oltre alla registrazione tradizionale, offre la CIE attraverso un fornitore SPID. È la via che molti giocatori trascurano e che risolve il vincolo dei 30 giorni: chi non usa SPID deve validare il conto entro quel termine, altrimenti l’account viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Passare dall’identità digitale elimina il problema alla radice. Il marchio dichiara inoltre che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, senza che i termini ne specifichino qui l’importo.
Il verdetto. Goldbet è la scelta di chi vuole chiudere la pratica burocratica in dieci minuti con SPID o CIE e non pensarci più, e per questo il suo valore si misura sul risparmio di attrito più che sul palinsesto, che resta quello di un buon generalista italiano.
BetFlag: l’offerta grande e la verifica digitale
Concessione 16008, Betflag S.p.a., sito .it proprio. Sul fronte dell’apertura conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Sul fronte promozionale BetFlag è il marchio con l’offerta più ampia tra i dieci: il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un tetto che si legge in due modi. È un’offerta costruita per chi deposita somme importanti — per raggiungere il massimo servono 5.000 € di primo versamento — e per chi deposita 100 € il tetto è irrilevante, perché riceverà 100 €. Ma un tetto alto è anche un segnale su chi il marchio vuole attirare, e chi entra per l’importo massimo dovrebbe leggere con particolare attenzione i requisiti di puntata e la quota minima che accompagnano l’offerta, perché l’importo del bonus non dice nulla su quanto costi trasformarlo in denaro prelevabile.
Il verdetto. BetFlag è il marchio che accontenta due lettori opposti: chi apre il conto con SPID e vuole un’offerta grande trova la cifra più alta del confronto, ma è anche il marchio in cui la lettura dei termini promozionali conta di più, perché un tetto di 5.000 € alza la posta di ogni condizione che lo accompagna.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Concessione 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio. Il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.
Nella sezione Virtual si scommette su partite di calcio simulate tra Campionato, Big Match e Derby, su corse di cavalli in Galoppo, su Levrieri Reali e su Palline 2.0. Si giocano singole, multiple e sistemi, le schedine in corso o concluse sono raccolte in My Bets, e dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. La società, si è visto, detiene anche altre concessioni nel mercato italiano, comprese Bwin e Giocodigitale.
Il verdetto. Eurobet è il marchio per chi si annoia del calcio e vuole trovare un prezzo su una cosa che non è una partita, dalle elezioni a un programma televisivo, accettando in cambio che su quei mercati la profondità è minore e il margine tende a essere meno generoso che sul campionato. Chi resta sul calcio e sui motori non troverà qui nulla di meno che altrove.
Lottomatica: il marchio che porta il negozio nell’app
Concessione 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito .it proprio. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il dettaglio che distingue Lottomatica dagli altri nove è la funzione Bet Scanner, che permette di conoscere l’esito dei biglietti giocati nel punto vendita. È la stessa idea che Sisal realizza con la scansione della schedina, ma qui arriva da un marchio che condivide la regia societaria con Goldbet: due concessioni, 16009 e 16010, sotto la stessa società. I Virtuali dell’app comprendono calcio, corse di cavalli in trotto e galoppo e corse di levrieri, con scommesse come Vincente, Piazzato, Accoppiata e Trio. Lottomatica prevede bonus per i nuovi iscritti che aprono un Conto Gioco, con una procedura di registrazione descritta come più facile e veloce, e promozioni settimanali; il conto accetta tra i metodi di deposito e prelievo PostePay e PayPal oltre ad altri, con accesso tramite username e password.
Il verdetto. Lottomatica è il marchio che sta a metà tra due modi di giocare: ha la copertura di un operatore digitale e la memoria del biglietto di carta, e per chi ha ancora l’abitudine di giocare in ricevitoria e vuole poi controllare dal telefono è la combinazione più comoda. Chi non mette mai piede in un punto vendita troverà la funzione utile una volta l’anno.
Domande frequenti su elenco siti scommesse e concessione ADM
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dal nome commerciale e si cercano i termini e condizioni sul sito dell’operatore: la concessione è dichiarata lì, con numero e società. Poi si confronta con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota. Con 10 € a quota 2,50 si incassano 25 €, di cui 15 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo, e il ritorno segue la stessa regola sulla puntata complessiva.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prendono le quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, si divide 1 per ciascuna, si somma il risultato e si guarda quanto supera 1. Su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il ritorno è di circa il 95,0 % e il margine intorno al 5,0 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
L’importo lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile. Le condizioni del concessionario stabiliscono poi che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 chiede al concessionario limiti sui depositi in un periodo definito.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta unica cade sul concessionario: la stampa di settore descrive il prelievo alla fonte e la somma ricevuta netta. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non vale lì, non ha gli strumenti di limitazione obbligatori e non ha un foro italiano. Come dichiara ADM richiamando la legge 401/1989, art. 4, anche chi partecipa a scommesse di operatori non concessionari rischia ammenda e arresto fino a tre mesi.
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