Siti di scommesse con licenza: la concessione si controlla, non si deduce
Aggiornato al 31 Ottobre 2026; dati su concessioni, strumenti di tutela e termini contrattuali verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS).

Una concessione non è un marchio e non è un dominio. È un numero, assegnato a un sito, intestato a una società che quasi mai porta il nome che il giocatore legge in home page. Lottomatica è l’ADM n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a.; Betsson è l’ADM n. 16027 di Azzurri Limited. Chi cerca «AAMS» nel footer trova una scritta. Chi cerca il numero trova una persona giuridica che risponde di quel conto di gioco davanti a un’autorità italiana, e questa è l’unica differenza che, quando qualcosa va storto, si traduce in qualcosa di concreto: un reclamo a cui qualcuno deve rispondere, un saldo che resta prelevabile, un registro che vale anche altrove.
Il controllo è breve. Il resto della faccenda — cosa la concessione copre davvero, cosa resta fuori, quanto costa la comodità di un .it — è più lungo, e sta in questa pagina.
Fondamenti della concessione: sito per sito, non marchio per marchio
La legge dice una cosa semplice: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi possiede una concessione dell’ADM (ex AAMS), e per sapere se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia. Non è un albo di opinioni né una lista di gradimento. È un prospetto amministrativo, e va letto con l’occhio di chi legge un prospetto.

La conseguenza numero uno è che la concessione si assegna per sito, non per azienda. La compagnia che ha vinto la gara può gestirne più d’uno: Eurobet Italia S.r.l. compare con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre righe e tre siti sotto un solo soggetto. Per il giocatore cambia poco in apparenza — sono tre conti di gioco separati con tre condizioni contrattuali separate — ma cambia nel momento in cui serve sapere chi sta dall’altra parte di un prelievo lento.
La conseguenza numero due è più scomoda, e va detta senza addolcirla: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive. La concessione per il gioco a distanza può coprire, in qualsiasi combinazione, scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange betting e bingo. Ci sono brand noti in Italia che sono in primo luogo casinò e hanno un bookmaker come reparto secondario. Che l’operatore offra davvero scommesse sportive lo dimostra il suo sito o la sua app, non la riga dell’elenco.
Da qui un corollario che vale più di mezza pagina di spiegazioni: una posizione in una classifica, in un comparatore o in una pagina come questa non è una concessione. Sono due cose diverse, e la prima non produce nessuno degli effetti della seconda.
Il decreto del 2024 e i nove anni
Il quadro attuale è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane si chiamano concessioni e si assegnano per gara pubblica, non a sportello: non è un permesso che si chiede quando si vuole, è un titolo che si vince.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli (lett. a); totalizzatori sportivi e ippici (lett. b); giochi di ippica nazionale (lett. c); giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d); scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e); bingo (lett. f).
Il comma 3 dello stesso articolo fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): è la ragione per cui chi vince una gara a settembre 2025 sa già, a settembre 2027, quanto pagherà di imposta unica.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Quattordici codici di differenza tra l’ultimo e il primo, in un arco di 52 posti: la numerazione non è una graduatoria, e chi la legge come tale si costruisce una gerarchia che non esiste.
Il palinsesto: la concessione apre la porta, non sceglie il menù
C’è un secondo strato, e quasi nessuno lo conosce. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto»: il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.
Il lettore che si chiede perché quel torneo minore non compaia nella sua app ha qui la risposta: non è un dispetto commerciale, è un evento che deve ancora passare dall’approvazione. E il lettore che confronta due bookmaker sulla profondità dell’offerta deve sapere che sta confrontando due palinsesti diversi, non due copie dello stesso listino.
La stessa norma riconosce le scommesse su eventi simulati (art. 2, lett. v): eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono dentro la concessione delle scommesse sportive, e nei siti compaiono sotto l’etichetta «Virtuali». Le corse dei cavalli, invece, sono due cose distinte: le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lett. a); i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Che un brand porti i totalizzatori di ippica nazionale online non risulta.
La verifica in pratica: tre controlli e cosa ciascuno dimostra
Il primo controllo è la riga sull’elenco. Si apre il prospetto ADM, si cerca il nome del sito — non quello della società, che spesso non coincide — e si legge il codice di concessione accanto. Se il nome non c’è, la ricerca è finita e la risposta è no; se c’è, si è dimostrato che quel sito è autorizzato, e nient’altro.
Il secondo controllo è il numero nei termini, perché un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nelle condizioni del conto di gioco. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito. È la forma corretta: numero, autorità, sito. Un footer che dice «AAMS» senza numero, senza società e senza riferimento al sito non è una verifica, è arredamento. E il numero è utile proprio perché è specifico: si può confrontarlo con l’elenco riga per riga.
Il terzo controllo è il dominio. La concessione è legata a un sito .it, e i dieci marchi trattati in questa pagina vivono tutti su un dominio italiano. Un brand che accetta italiani da un .com con licenza straniera non è coperto da nessuno dei tre controlli, e la licenza estera — per quanto rispettabile nel paese che l’ha rilasciata — non ha alcun valore in Italia.
Perché un dominio italiano e non un internazionale? Perché l’elenco dei concessionari autorizzati è costruito così: una riga, un codice, un sito. Lo Stato non autorizza un marchio a operare ovunque; autorizza un sito a raccogliere giocate in Italia, e quel sito è identificabile. È una scelta che sembra burocratica e ha un effetto pratico immediato: il giocatore non deve indovinare quale interfaccia, tra le molte dello stesso gruppo internazionale, sia quella rivolta a lui.
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non stanno nell’elenco
Sono quattro nomi che compaiono nei risultati di ricerca accanto alla parola «licenza», e nessuno dei quattro figura tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Se ne deduce quello che si può dedurre e nient’altro: alla data indicata non risultano concessionari in Italia. Il che non è un giudizio sulla loro solidità come aziende — alcune sono grandi gruppi quotati — ma è esattamente il giudizio che serve al giocatore italiano, perché la concessione non è un premio di qualità, è il titolo che attiva una serie di tutele.
Vale anche il rovescio: l’elenco non è il mercato. Altri concessionari esistono oltre ai dieci marchi trattati qui, e un brand che non compare in questa pagina non è per questo privo di licenza. La tentazione di leggere una classifica come una mappa completa è il primo errore di chi cerca un bookmaker legale.
Cosa resta quando la concessione non c’è
Il conto si fa per differenza, perché è per differenza che si vede.
Con la concessione arrivano il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori, il prelievo del saldo anche in autoesclusione e un foro italiano. Senza concessione non arriva niente di tutto questo. Non è una questione di sfumature contrattuali: è la differenza tra avere un interlocutore e non averlo.
Il primo effetto è il RUA. Il Registro Unico degli Autoesclusi mette in blocco tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, non solo quella presso cui ci si è esclusi. Un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso vi rimane perfettamente libero di giocare. La protezione che ha scelto per sé non lo segue: è l’esempio più chiaro di cosa significhi «non coperto».
Il secondo effetto è la lista dei siti inibiti. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS, alcuni fornitori sono più lenti di altri, un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini — secondo la ricostruzione della stampa di settore, con l’ordinanza del 24 settembre 2025 — e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta. Gli specchi riappaiono in poche ore. In una parola: oscurati.
Il terzo effetto riguarda il giocatore in prima persona, e non è un’ammenda teorica. ADM, il 28 febbraio 2024, riassume la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 con queste parole: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda non è noto, e non è noto alcun procedimento contro un giocatore. Ma la regola che ADM stessa enuncia mette il partecipante, non solo l’organizzatore, dentro il perimetro della sanzione. Chi gioca su un bookmaker straniero lo fa sapendo questo, non immaginando una zona grigia.
Pubblicità: vietata, e questo cambia la lettura di ogni offerta
Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Lo stesso testo promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Il comunicato ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di licenza può attirare provvedimenti AGCOM anche sui media che ospitano la pubblicità.
Lo stato dell’arte, secondo la stampa di settore: nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali pendono davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica della norma). Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio del 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese — non è legge, e non se ne è trovato l’esito.
Due precisazioni che il lettore usa subito. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: i «bonus di benvenuto» continuano a essere offerti, e ciò che è vietato è farne pubblicità. E non esiste alcun tetto di legge al bonus né ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi cerca una regola statale che protegga dai requisiti capestro non la troverà, perché quella regola non c’è.
Prevenzione: gli strumenti che entrano in funzione prima del problema
ADM non si limita a dare o togliere il titolo: l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone al concessionario una serie di strumenti. Limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).

La protezione si attiva dall’ADM o dal concessionario, e il RUA è la parte che vale di più
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure riferita a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Le tre forme non sono intercambiabili, e la scelta tra loro è la prima decisione realmente importante che un giocatore prende su questo terreno: escludersi solo dalle scommesse a quota fissa lascia aperti casinò e slot, che è spesso esattamente il contrario di ciò che serve.
La durata può arrivare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; l’autoesclusione a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. Chi sceglie 270 giorni li sceglie tutti: è un impegno, non una pausa con ripensamento incorporato. Il limite più basso è di 7 giorni.
La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Chi preferisce non passare da un’identità digitale trova comunque la strada dal proprio conto di gioco. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco, e bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 tra i propri strumenti di gioco responsabile.
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il dettaglio del prelievo conta più di quanto sembri: il denaro non viene sequestrato dall’esclusione, e chi si esclude non deve scegliere tra proteggersi e recuperare il proprio saldo.
Il limite di deposito lo sceglie il giocatore, e il verso in cui lo cambia è asimmetrico
Qui sta la parte che nessuna pubblicità spiega. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; un limite aumentato richiede un’attesa di sette giorni. Le pagine degli operatori mostrano la richiesta del limite settimanale già in fase di iscrizione, e Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, applicando poi la stessa asimmetria: riduzione subito, aumento dopo 7 giorni.
L’esperienza insegna che un freno si allenta più facilmente di quanto si stringa, e la norma lo sa: sette giorni servono a separare la decisione serale dalla decisione del mattino successivo. È una frizione progettata, e funziona nella misura in cui il giocatore non la considera un ostacolo.
Il tetto che ADM stabilisce nel bando non è noto, e importi obbligatori uguali per tutti non ne risultano. Non risulta nemmeno un tetto legale in euro sulle puntate sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una norma che gli impedisca di puntare troppo in una singola giocata sta cercando una cosa che in Italia non esiste; chi vuole un freno efficace deve impostarlo, non aspettarlo.
Il conto di gioco, l’identità e i trenta giorni
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e la registrazione con SPID; Goldbet consente anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Per aprire il conto, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, principio che l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 richiama come «tutela dei minori di età» e che le condizioni di concessione traducono nell’esclusione dei minori dal gioco.
Chi non usa SPID deve sapere come finisce la storia: secondo le pagine degli operatori, senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano molti e passano in fretta quando si apre il conto prima di una partita. Il deposito, nel frattempo, è già stato fatto: ecco perché conviene chiudere l’identificazione prima di versare, non dopo.
Il conto economico della trasparenza
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola, ed è utile saperlo quando si legge un messaggio di gioco responsabile firmato dal bookmaker: è previsto da una norma, non è una cortesia.
Dove finisce la tutela: pagamenti, ricariche e il caso crypto
Le ricariche hanno una regola propria, che vale la pena conoscere perché riguarda i contanti. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche» — tabaccai, ricevitorie — tenuti in un registro ADM la cui iscrizione costa 100 € all’anno. Il punto vendita ricarica il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, usando gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure contanti per un massimo di 100 € a settimana complessivi. Non può pagare vincite né erogare saldo.
Il tetto dei 100 € settimanali in contanti è il numero da ricordare: definisce quanto si può alimentare un conto di gioco senza passare da uno strumento tracciato. Non è una misura contro il giocatore, è una misura sulla provenienza del denaro, e ha un effetto collaterale pratico — chi è abituato a ricaricare in tabaccheria scopre presto il limite, e scopre anche che il prelievo deve passare altrove.
Gli operatori ADM mostrano nei comparatori carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni.
Sul crypto presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e nessuna norma che nomini strumenti approvati risulta. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata. Chi deposita in criptovaluta su un sito italiano sta usando un rail che nessuno ha ancora normato: la prudenza qui non è un consiglio morale, è la lettura della lacuna.
Valutazione e criteri: come sono ordinati i dieci marchi
L’ordine che segue non è una graduatoria di qualità. È un ordine di lettura, e la logica è quella della concessione: prima i titoli che si verificano in modo diretto, poi i reparti sportivi che le condizioni e le app descrivono. Il criterio portante è il numero di concessione e la società che lo detiene, perché è l’unico dato che il giocatore può controllare da sé in due minuti. Subito dopo viene ciò che le condizioni dell’operatore dicono sul suo terreno specifico — limiti, bonus, requisiti — perché è lì che un’offerta smette di essere identica alle altre.
I dieci marchi trattati sono tutti concessionari ADM con sito .it. Questo è il punto di partenza comune, non un merito distintivo: la concessione è la condizione minima per operare, non un plus che differenzia. Chi legge una tabella di dieci nomi tutti con lo stesso tipo di titolo sta leggendo dieci risposte alla stessa domanda — chi ha il diritto di stare qui — e deve poi cercare altrove le differenze che contano.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | n. 16008 — Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| Sisal | n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Accesso al conto gioco con Touch ID e piazzamento delle scommesse da mobile |
| SNAI | n. 16032 — Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento |
| William Hill | n. 16044 — William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € immediato con SPID; bonus di verifica da 5 € dopo invio documenti entro 96 ore con registrazione manuale |
| bet365 | n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; Telefono Verde Nazionale 800 55 88 22 |
| Planetwin365 | n. 16007 — Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con mercati unici a quote maggiorate; punta e banca sull’exchange |
| Lottomatica | n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita |
| AdmiralBet | n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. | Limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco impostati in registrazione; autoesclusione 30, 60 o 90 giorni o indeterminata |
| Betsson | n. 16027 — Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
L’ultima colonna è deliberatamente disomogenea, e non è un difetto: mette a confronto ciò che gli operatori scrivono di sé su materie diverse perché è così che le condizioni contrattuali si presentano nella realtà. Chi legge le prime due colonne ha un controllo di legalità in dieci righe. Chi legge la terza ha un elenco di cose da verificare nel momento in cui quella materia gli servirà davvero — un prelievo bloccato, un bonus da incassare, un limite da stringere.
Il lettore attento noterà che nella tabella il numero più basso è 16007 e il più alto 16048. Non c’è un significato nascosto: sono codici amministrativi assegnati in una gara. Il numero non dice quanto un operatore sia grande, quanto paghi, quanto sia affidabile.
Un caso che vale la pena guardare: Betfair e l’exchange
La lett. e) dell’art. 6, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 ammette, come gioco separato, le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte dello scommettitore o del bookmaker, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. È un prodotto strutturalmente diverso dal bookmaker tradizionale, e Betfair è la concessionaria n. 16028 descritta come la prima a portarlo in Italia.
Le regole sono le proprie di un exchange: la documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non risulta.
Sul terreno delle giocate comuni, l’app Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La parola «maggiorate» merita una pausa: una quota maggiorata è tale rispetto a una quota di riferimento che l’operatore non pubblica nella stessa schermata, e il modo di valutarla è confrontarla con il margine che il resto del mercato lascia al giocatore. Il giudizio su Betfair è che l’exchange sia la parte interessante e il resto sia un bookmaker nella media: chi cerca il solo prodotto classico non trova qui un vantaggio che non trovi altrove, chi vuole provare a fare la parte della banca trova un prodotto che in Italia esiste in pochi posti.
La classifica: dieci concessionari, uno per uno
1. BetFlag: il conto si apre prima di giocare, non dopo
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., su sito .it proprio. È uno dei marchi che ha costruito l’ingresso sul riconoscimento dell’identità: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Da questo discende una conseguenza che il giocatore sente prima di qualunque altra. Chi entra con SPID salta la fase in cui si carica il documento e si aspetta la validazione; chi sceglie la registrazione classica entra nel percorso in cui, secondo le pagine degli operatori, il conto va validato entro 30 giorni oppure viene sospeso con i prelievi bloccati. BetFlag non è il più rapido né il più lento su questo punto; è il più esplicito nel mettere l’identificazione in vetrina, e l’esplicitezza di solito risparmia un pomeriggio di attesa.
La verifica del titolo è quella standard: il nome del sito compare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e il numero dichiarato nei termini coincide. Non c’è, in questa scheda, alcun elemento che riguardi le condizioni economiche dell’offerta: chi valuta BetFlag per un bonus o per un limite di deposito trova quei dati nelle sue condizioni contrattuali, non qui.
Un titolo verificato e un ingresso con identità digitale sono una buona combinazione per chi apre un conto una volta sola e non vuole tornarci. È la scheda di un operatore che ha fatto della procedura il proprio argomento.
2. Sisal: app curata, verifica che resta la stessa
Sisal è concessionaria ADM n. 16020 tramite Sisal Italia S.p.a., su sito .it proprio. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
I numeri del reparto sportivo sono i più espliciti della lista: oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out chiude la giocata prima che l’evento finisca.
Un palinsesto di quella ampiezza ha un effetto che vale la pena nominare: più eventi significa più occasioni di trovare il mercato che si stava cercando, ma significa anche più schermate in cui perdersi. La diretta streaming gratuita non è un dettaglio da app: guardare la partita dentro l’app mentre si tiene aperta la schedina riduce il salto tra la decisione e la giocata, il che è comodo e, per qualcuno, è esattamente il problema.
La concessione è verificata e il numero coincide. Sisal è la scelta di chi passa molto tempo in app e vuole il calcio, il volley e il basket in diretta nella stessa schermata; per chi gioca due singole a settimana è un apparato che non serve.
3. SNAI: la schedina costruita a mano
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, su un dominio .it proprio. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
La parola «sistemi» è quella che distingue la scheda. Una multipla è una catena: basta un errore e non paga nulla. Un sistema distribuisce la stessa selezione su più combinazioni, così un errore non azzera tutto — al prezzo di una spesa più alta e di una quota complessiva più bassa, perché il sistema compra quella tolleranza rinunciando a parte del guadagno potenziale. Sono due prodotti diversi, e SNAI è tra i marchi della lista che li nomina entrambi.
I mercati sul risultato esatto, sui cartellini e sui rigori sono poi quelli in cui il margine del bookmaker tende a pesare di più, perché sono mercati con meno occhi addosso e meno confronti disponibili. Il Cash Out aggiunge una decisione in più da prendere sotto pressione, in genere a un prezzo che l’operatore fissa da solo e che conviene guardare due volte prima di accettare.
Chi costruisce schedine ragionate e non ama le catene fragili trova in SNAI un prodotto coerente. Il titolo è verificato; tutto il resto si giudica nelle sue condizioni.
4. William Hill: un bonus immediato e uno che non lo è
William Hill opera su concessione ADM n. 16044, di William Hill Malta Plc, su un dominio .it proprio. È il marchio su cui i termini contrattuali sono più espliciti, e la scheda si legge tutta qui.
Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Due percorsi, due importi, e una differenza che il gioco vale: la metà del bonus dipende dal metodo di identificazione, non dalla generosità. Chi apre con il documento caricato a mano prende la metà, e il conto gli si sblocca dopo la verifica.
Poi c’è la parte che il lettore deve leggere due volte. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Il tetto dei 100 € per singola giocata dice una cosa precisa: il credito bonus non si scarica in una puntata sola su una quota alta per poi incassare, ma entra nel conto a pezzi. E la precisazione sul rigioco toglie di mezzo la parola «subito»: il bonus è accredito immediato, non disponibilità immediata.
Il quadro che risulta è di un’offerta piccola, i cui due importi dipendono da come ci si identifica e il cui incasso dipende da quanto si gioca. Su questa scheda i termini contrattuali contano più dell’importo: chi non intende girare il credito secondo le regole trova nel bonus un saldo che non può prelevare.
5. bet365: capillare sui mercati, e il palinsesto lo dice
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, su un dominio .it proprio. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La partnership racconta meno di quanto sembri: è un accordo commerciale internazionale, non un titolo italiano. Il titolo italiano è il numero di concessione, e quello si verifica allo stesso modo per tutti. Ciò che la scheda aggiunge davvero è la larghezza dell’elenco — sport che altrove scivolano nel fondo del menù: freccette, boxe, golf — e la copertura degli eventi simulati, dove bet365 è indicata dalla stampa di settore come primo partner della Setka Cup autorizzata da ADM nel settembre 2026.
Sul fronte della tutela, l’app richiama periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Strumenti previsti dalla norma e nominati dall’operatore: entrambe le cose vanno dette, perché la norma li impone e l’operatore li rende raggiungibili.
La scheda si chiude su una tensione reale: un listino molto ampio è un vantaggio per chi vuole trovare quel mercato e un invito a giocare di più per chi non lo cerca. Il titolo è verificato; la capacità di trattenere è il rovescio della medaglia, e il limite di versamento è la risposta più diretta.
6. Planetwin365: la copertura dei campionati come argomento
Planetwin365 è concessionaria ADM n. 16007 tramite Pwo S.p.a., su dominio .it proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Il dettaglio che merita attenzione è la Serie C. La maggior parte dell’offerta editoriale si concentra sui grandi campionati; una lista che arriva alla terza serie italiana e alla Coppa Italia dice che l’operatore costruisce il palinsesto dal basso, sul campionato che il giocatore guarda davvero, non solo su quello che fa ascolti internazionali. È una differenza che si sente quando si cerca la partita della propria città e la si trova.
Una copertura così ampia, però, ha lo stesso costo di ogni copertura ampia: più mercati disponibili significa più occasioni di giocare qualcosa che non si sarebbe giocato. Il numero di concessione resta il dato verificabile; il resto è una scelta di prodotto per chi segue il calcio italiano a tutti i livelli.
7. Betfair: l’exchange come prodotto a sé
Betfair Italia S.r.l. è concessionaria ADM n. 16028 su dominio .it proprio, ed è il marchio che la stampa di settore descrive come il primo a portare in Italia il betting exchange. Il titolo è verificato; il prodotto è quello che distingue la scheda.
Sulla parte exchange valgono le regole proprie del gioco: le regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano — come la puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi — sono riportate dalla documentazione dell’operatore, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Chi si avvicina a punta e banca per la prima volta deve aspettarsi una curva: si sceglie una quota, si decide se puntare o bancare, e la commissione sul mercato è la voce che cambia il calcolo rispetto al bookmaker classico.
L’app Sport, per la parte tradizionale, propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. «Quote maggiorate» è la formula da maneggiare con cautela: senza il confronto con il margine di mercato, la maggiorazione resta un’aggettivazione.
Betfair conviene a chi ha già capito cosa sia un exchange e vuole usarlo. Per chi cerca una singola sul 1X2, il vantaggio specifico non c’è.
8. Lottomatica: streaming e dati in tempo reale
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su dominio .it proprio. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La concessione n. 16010 è la più bassa tra i dieci marchi trattati, e vale la pena ripetere che questo non significa nulla sul piano della qualità: i codici vengono da un’unica gara, non da una classifica di merito. Ciò che la scheda offre è la combinazione tra la diretta e il dato aggiornato: F1 e MotoGP accanto al calcio, in un contesto dove il live richiede che la quota si muova insieme all’evento.
Scommettere in diretta mentre si guarda la partita è il formato in cui la distanza tra il vedere e il giocare si riduce al minimo, ed è anche quello in cui il margine del bookmaker tende a essere meno visibile, perché il confronto tra operatori richiede più tempo di quanto l’evento conceda. Il numero di concessione è verificato; il resto è la scelta di chi vuole il live come esperienza principale, con l’avvertenza che un limite di spesa impostato prima vale più di qualsiasi buona intenzione presa durante.
9. AdmiralBet: la scheda dove i termini parlano di limiti
AdmiralBet è l’ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l., su dominio .it proprio. È il marchio i cui termini contrattuali dicono di più su questo terreno, e la scheda si costruisce lì.
Il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la solita asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi nella stessa pagina di termini: chi si esclude deve leggere quale dei due si applica alla propria richiesta, perché la differenza tra 90 giorni e 270 è di mezzo anno.
La concessione n. 16048 è dichiarata e verificata, e il numero è anche quello della scheda d’apertura di questa pagina. Chi apre un conto impostando subito i tre limiti — ricarica, spesa, tempo — si costruisce in anticipo la protezione che altrimenti dovrebbe andare a cercare; chi li salta perché sono un passaggio noioso arriva alla prima serata difficile senza freni.
10. Betsson: volume e mercati, con l’offerta che resta da leggere
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, di Azzurri Limited, su dominio .it proprio — la società che detiene il titolo non porta il nome del marchio, ed è il caso più chiaro di quanto serva guardare la riga della licenza e non il logo. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
L’elenco dei mercati è quello standard di un grande operatore internazionale: 1X2 e Under/Over sono i prodotti a margine più stretto e più confrontabili, marcatori e combo quelli dove il margine tende ad allargarsi e la valutazione diventa più difficile. Il fatto che l’app si chiami «Sportsbook & Casinò» è un’informazione, non un dettaglio di denominazione: il prodotto sportivo convive con un reparto casinò, e chi si pone il problema di quanto gioca dovrebbe sapere che i due reparti stanno nella stessa schermata iniziale.
Il titolo è verificato alla stessa stregua degli altri nove. Il volume è l’argomento della scheda, ed è anche il suo punto discutibile: un catalogo di migliaia di eventi non migliora la qualità di una singola scelta, la moltiplica.
Quanto costa davvero giocare: il margine e un conto da rifare
Prima di guardare l’offerta di benvenuto, il numero che pesa su ogni giocata è il margine del bookmaker, cioè la quota di tutte le puntate che quel mercato non restituisce. Su un mercato a due esiti con quote decimali 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non una quota quotata da alcun operatore — la quota di restituzione è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa il 95 %; il margine è il restante, circa il 5 %. Il 5 % non è una tassa che compare da qualche parte: è già dentro il prezzo, ed è il motivo per cui due operatori che espongono la stessa partita possono restituire al giocatore cose diverse.
Su quel 5 % si costruisce il conto che riguarda la maggior parte dei lettori. Prendiamo un giocatore che sceglie in registrazione un limite di deposito di 100 € e li gioca una volta a settimana su quel mercato a due esiti, sempre alla quota di 1,90: 100 € di giocate a settimana. In un anno sono 52 settimane, quindi circa 5.200 € di puntate complessive, sempre che il limite settimanale venga rinnovato ogni settimana — cosa che il limite non impone e che dipende interamente dal giocatore. Su un giro d’affari di 5.200 €, il margine del 5 % costa in media circa 260 € all’anno; su una finestra di dodici mesi in cui il limite si usa solo metà delle settimane, il giro scende a circa 2.600 € e il costo medio a circa 130 €.
È una stima, non un esito: dice quanto costa in media quel volume di gioco su quel mercato, non quanto vincerà o perderà quel giocatore, che può chiudere l’anno in utile come in perdita. E dice anche che il limite di deposito non è un tetto alla spesa: fissa quanto denaro entra nel conto ogni settimana, non quanto ne esce sotto forma di puntate. Un giocatore che preleva e ricarica, o che ricicla le vincite, può far girare molto più di 100 € a settimana restando formalmente entro il proprio limite. Il freno che conta, quello sulle puntate, non è previsto dalla norma e va impostato altrove, se l’operatore lo mette a disposizione.
Il confronto tra due operatori, allora, si fa così: si prende lo stesso mercato, si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti e si guarda chi restituisce di più. Una differenza di mezzo punto percentuale su quel volume vale qualche decina di euro all’anno. Non è la cifra che decide una scelta; è la cifra che dice se l’offerta di benvenuto sta compensando qualcosa o vendendo un vantaggio che non c’è.
I bonus vanno letti al contrario
Un «bonus senza rischio» che viene rimborsato in free bet non è un rimborso in denaro: è un credito da rigiocare, con una quota minima e spesso con una scadenza, e la sua free bet di solito non restituisce la quota insieme alla vincita. Un «100 % sul deposito» è un pacchetto legato al deposito, e la cifra che il giocatore legge in grande non è quella su cui il rigioco viene calcolato — il più delle volte il requisito si applica all’intero importo accreditato. Un bonus da 10 € su un conto dove il massimo utilizzabile per singola scommessa è 100 € non diventa 10 € disponibili: diventa 10 € da giocare secondo le regole dell’operatore.
Nessuno di questi meccanismi è illegale o nascosto. Sono clausole, e stanno nelle condizioni che nessuno legge. La domanda che vale la pena farsi davanti a ciascuna offerta è una sola: quanto devo giocare, e a quali quote, prima che questo credito sia denaro mio? Se la risposta non si trova in due minuti, il bonus è più piccolo di come sembra.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM, cercando il nome del sito e non quello della società, che spesso differisce dal marchio. Poi si confronta il numero che l’operatore dichiara nelle condizioni del conto di gioco con quello dell’elenco: devono coincidere.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è assegnata per sito, non per marchio o per azienda: l’elenco ufficiale lega ogni codice a un singolo dominio italiano. Un gruppo internazionale può gestire più siti con più concessioni, come accade a chi detiene Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto la stessa società.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, che blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto; la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca dopo almeno nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono contestualmente limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato; un aumento richiede sette giorni di attesa prima di applicarsi.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna connessione al RUA, quindi un giocatore autoescluso vi resta libero di giocare, nessuna vigilanza ADM, blocco DNS con il dominio oscurato e, come ADM stessa enuncia citando la Legge 401/1989, art. 4, per il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari un’ammenda e l’arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è la lettura riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Diverso il discorso per vincite da siti esteri non autorizzati.
Quello che resta da guardare, e quando
C’è una differenza tra sapere che un operatore ha la concessione e sapere cosa questo comporta, e la distanza si misura in giorni.
Il giorno dell’apertura del conto conta una cosa sola: l’identificazione. Chi entra con SPID si ritrova con il conto pronto; chi carica un documento ha trenta giorni per chiudere la pratica, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati. BetFlag e AdmiralBet mettono la procedura in evidenza, Sisal e gli altri la trattano come una formalità da smaltire, ma il risultato finale è lo stesso per tutti: il conto non è pienamente operativo finché l’identità non è confermata.
Il giorno in cui si vince conta il prelievo. Il saldo è prelevabile — anche durante un’autoesclusione — e le vincite pagate da un concessionario non si dichiarano in capo al giocatore, secondo la lettura riportata dalla stampa di settore. La materia fiscale va comunque verificata con un commercialista quando gli importi sono significativi, perché lo stato del giocatore e quello dell’operatore sono due cose diverse.
Il giorno in cui qualcosa va storto contano il numero di concessione e la società che lo detiene. Sono gli unici due dati che permettono di identificare la controparte davanti a un’autorità italiana, e sono gli stessi due dati che nessuno guarda quando apre il conto di corsa prima di una partita.
Il giorno in cui il gioco smette di essere un passatempo conta il RUA. Si attiva dal portale ADM o dal proprio conto, vale su tutte le piattaforme autorizzate e vieta depositi, giocate e nuovi conti, lasciando libero il prelievo. I tempi sono quelli che il giocatore sceglie — da 7 a 270 giorni, o indeterminati con nove mesi di attesa prima della revoca — e sono l’unico strumento di questa pagina che non si può allentare in una serata.
La concessione n. 16048 di AdmiralBet, la n. 16010 di Lottomatica, la n. 16030 di bet365: numeri noiosi, verificabili in due minuti, e la sola ragione per cui tutto il resto di questa pagina ha un senso. Chi cerca «AAMS» in fondo a una home page sta leggendo una parola. Chi cerca il numero sta leggendo un documento, e il documento è l’unica cosa che, quando serve, risponde.
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