Scommesse non AAMS in Italia 2026 — concessione, blocchi e conseguenze per chi gioca

Updated Ottobre 2026
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Verificato al 31 Ottobre 2026, incrociando le concessioni dichiarate dai bookmaker con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Un sito di scommesse senza concessione italiana è un sito che nessuno controlla. Non è una questione di gusti né di bandiere: è la differenza tra un operatore che risponde a un’autorità, che versa i suoi dati a un registro, che lascia al giocatore gli strumenti per fermarsi, e un dominio che, quando le cose vanno storte, non ha un tribunale italiano davanti a cui rispondere. La parola «AAMS» vive ancora nel linguaggio comune, ma l’autorità che assegna le concessioni del gioco a distanza è oggi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ADM (ex AAMS), e la lista pubblicata da ADM è l’unico test che conta: un nome c’è o non c’è.

Il resto della pagina racconta cosa succede dopo, nell’ordine in cui le cose succedono. Prima cosa significa stare fuori dal sistema, poi come si riconosce chi ci sta dentro, poi cosa perde chi gioca senza strumenti di tutela, e infine i dieci concessionari che abbiamo messo uno accanto all’altro, con numero di concessione, società titolare e quello che le loro stesse condizioni dicono. Ogni numero di questa pagina viene dalle condizioni degli operatori, dalle app che pubblicano sui propri store o dai documenti ADM; le quote sono esempi aritmetici, non prezzi rilevati su un mercato.

Perché esiste un mercato «non AAMS» in Italia

L’espressione «non AAMS» nasce da una separazione molto semplice da osservare e molto complicata da raccontare: esistono operatori che hanno ottenuto una concessione italiana per il gioco a distanza e operatori che non l’hanno ottenuta, e i secondi accettano comunque giocate da indirizzi italiani. Sono i «siti esteri», i «siti stranieri», i domini .com che compaiono in cima ai risultati di ricerca con una licenza di Curaçao, di Malta o di Anjouan stampata a piè di pagina. La parte che aiuta leggerli è che nessuno di questi marchi viene nominato qui: non è prudenza editoriale, è la conseguenza dell’articolo 4 della legge 401/1989, che ADM ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024, e su cui torniamo fra poco.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Chi cerca queste piattaforme cerca quasi sempre due cose: un palinsesto che i concessionari italiani non hanno, o un bonus che quelli italiani non possono pubblicizzare. Il secondo punto merita una precisazione, perché è il malinteso più diffuso della categoria. Il divieto pubblicitario introdotto dal Decreto Dignità colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un concessionario italiano può avere un bonus di benvenuto, semplicemente non può andare a raccontarlo in televisione, allo stadio o su un banner. Il bonus manca all’appello visivo, non al conto di gioco. Se un lettore sceglie un sito senza concessione perché «solo lì ci sono le promozioni», sta pagando un prezzo molto alto per una informazione sbagliata.

E poi c’è la meccanica, che è la parte che nessuno spiega mai. Un operatore con concessione italiana lavora su un sito .it, con un conto di gioco identificato, all’interno di un palinsesto approvato da ADM. Un operatore senza concessione lavora su un dominio che ADM può inibire, e che ADM inibisce davvero.

Cosa significa «oscurati» quando lo vedi sul tuo schermo

Un dominio inibito non produce un messaggio d’errore generico. Dal 2007 ADM blocca i siti privi delle autorizzazioni previste e reindirizza i domini verso una pagina di avvertenza che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Il metodo è cambiato forma nell’aprile 2026: i siti inibiti vengono ora indirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione, e l’ultimo elenco dei siti inibiti risulta aggiornato al 13 ottobre 2026. Il blocco agisce a livello DNS, alcuni fornitori di connettività arrivano in ritardo, e il risultato pratico è quello che l’ambiente chiama «oscurati». Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta. I mirror riappaiono nel giro di ore.

Questa è la prima conseguenza concreta, e non è quella che il giocatore immagina. Non è «il sito chiude e perdo i soldi»: è che il saldo sta su un dominio che può sparire dalla risoluzione DNS mentre il conto resta aperto altrove, e nessuno ha l’obbligo di avvisarti. Chi scommette su un sito inibito non riceve una comunicazione, riceve un indirizzo che non risponde più.

Il secondo anello della catena riguarda chi sta in mezzo: fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violino l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come prevede l’articolo 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41. Non è una multa simbolica, e il fatto che il legislatore l’abbia dimensionata così dice quanto poco il sistema consideri il fenomeno una zona grigia tollerata. Lo stesso articolo prevede una regolamentazione, concordata con la Banca d’Italia, per fermare i prestatori di servizi di pagamento che gestiscono denaro di gioco per operatori privi di concessione; la data di entrata in vigore di quella parte non risulta confermata.

La legge: cosa rischia chi gioca, non solo chi incassa

Qui la pagina deve dire una cosa scomoda, perché riguarda il lettore e non l’operatore. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero, e — questa è la parte che molti non hanno mai letto — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è una interpretazione di un commentatore: è la formulazione che ADM stessa ha ripreso nel comunicato del 28 febbraio 2024. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti effettivamente avviati contro un giocatore non sono noti; la norma, però, c’è ed è scritta così.

Conviene leggere la frase con calma, perché contiene una asimmetria che vale la pena capire. Il rischio che un giocatore finisca davanti a un giudice per una singola schedina su un sito estero è, con ogni probabilità, remotissimo nella pratica. Ma il fatto che il testo lo preveda cambia la posizione del giocatore in una discussione: se il saldo viene bloccato, se un prelievo non arriva, se il servizio clienti smette di rispondere, il giocatore non è un consumatore che ha subito un disservizio — è, nella lettura della norma, un partecipante a un’attività che la legge italiana non ammette. Non esiste un percorso semplice per far valere un credito nato da un rapporto che l’ordinamento non riconosce.

Perché la licenza estera non sposta niente

Curaçao, Malta, Anjouan: sono giurisdizioni reali, con autorità reali, che rilasciano licenze reali. Nessuna di queste licenze ha però alcun valore in Italia, e la ragione è strutturale. La concessione italiana per il gioco a distanza non è un’autorizzazione che si richiede e si ottiene: è un titolo che viene assegnato con gara pubblica. Il D.Lgs. 41/2024, all’articolo 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione — scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’articolo 6, comma 3 fissa in nove anni il tetto di durata della concessione, senza rinnovo: si scade e si partecipa di nuovo.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza consultato il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Non serve un corso per capire cosa significa: chi non ha partecipato alla gara, o ha partecipato e non è stato ammesso, non ha titolo per raccogliere giocate in Italia, e la licenza di un’autorità straniera non colma quel vuoto — riguarda un altro ordinamento e un altro territorio.

Un dettaglio che sfugge quasi sempre: la concessione è per sito, non per società. Una stessa azienda può detenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — mentre altri marchi che il lettore percepisce come un unico gruppo operano attraverso società diverse sulla stessa lista, come Azzurri Limited per Betsson e StarCasinò. E soprattutto: l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo. Stare sulla lista non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. A dimostrarlo è il sito stesso, con il suo palinsesto e la sua app. È il motivo per cui, in questo confronto, il numero di concessione è il punto di partenza di ogni scheda e mai il punto di arrivo.

Il tetto ai depositi che scegli tu, e il registro che ti chiude tutte le porte

Il sistema italiano ha una logica diversa da quella che un lettore abituato ai siti esteri si aspetta. Non esiste un tetto statale in euro alle puntate nelle scommesse sportive; gli strumenti che mordono sono due, e sono il limite di deposito scelto dal giocatore e i suoi auto-limiti. L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Il valore del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.

Poi c’è il pezzo che rende il sistema italiano difficile da lasciare: il Registro Unico degli Autoesclusi, il RUA, attivo dal 2018. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta, e copre anche le sale fisiche. Chi si esclude non si esclude da un bookmaker: si esclude da tutti. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso che approda a un dominio estero non è protetto da nulla — il suo gesto di autotutela più forte non lo segue.

Le forme parziali di esclusione, secondo quanto riporta la stampa di settore, partono il 1° febbraio 2026. I periodi e le forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina ADM indicano, e nella pratica variano da piattaforma a piattaforma: su AdmiralBet l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate, mentre dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Cosa perdi, in pratica, su un sito senza concessione

La lista delle cose che non ci sono è più corta di quanto si creda, ed è per questo che fa più male. Su una piattaforma con concessione ADM il giocatore ha: il RUA che lo blocca su tutta la rete autorizzata; un conto di gioco identificato, con SPID o CIE o documento caricato; un limite di deposito scelto da lui, modificabile al ribasso in un istante; l’accesso a un canale di contatto con obblighi di apertura; e un foro italiano, cioè un’autorità amministrativa e un giudice del proprio paese davanti ai quali far valere una pretesa. Su un dominio .com senza concessione non c’è niente di tutto questo. Il conto si apre con quello che l’operatore decide, l’autoesclusione vale per quel solo marchio, il limite di deposito non è previsto da nessuna norma applicabile, e la sede del contenzioso è quella che sta nelle condizioni — spesso una giurisdizione che il giocatore non ha mai sentito nominare e nella quale non andrà mai.

Identificazione: la porta che il conto estero tiene socchiusa

Un conto di gioco italiano richiede un’identificazione piena. Le strade sono tre: il modulo classico con copia del documento, SPID, o CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. AdmiralBet apre il conto con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Goldbet, per quello che le sue pagine indicano, copre anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.

C’è una conseguenza poco intuitiva in questa architettura, e vale la pena dirla perché è controintuitiva: l’identificazione obbligatoria è il motivo per cui, su un concessionario italiano, un prelievo è un’operazione tracciata verso un conto che è tuo. Il conto estero che accetta un documento caricato senza verifica non ti sta facendo un favore: sta rinunciando all’unica verifica che ti proteggerebbe nel momento in cui il conto viene contestato, sospeso o chiuso per una ragione che le sue condizioni si riservano di decidere.

Ricariche, prelievi e il punto vendita sotto casa

L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: tabaccai e ricevitorie iscritti a un registro ADM che, su richiesta del titolare del conto e dopo identificazione, ricaricano il conto di gioco con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno al punto vendita. È una infrastruttura che esiste solo dentro il perimetro concessorio, e che spiega una cosa che i confronti online trascurano: la presenza fisica sul territorio è, per una fetta di giocatori, la ragione principale per stare su un concessionario anziché su un dominio estero. Non è una preferenza nostalgica. È la differenza tra poter mettere 50 € sul conto il sabato pomeriggio al tabaccaio sotto casa e doverli mandare con un metodo che il sito estero accetta e che il tuo istituto di credito, un giorno, potrebbe decidere di rifiutare.

Le rotaie che i concessionari ADM mostrano nei loro confronti sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria tramite servizi come SisalPay e Mooney; l’elenco proprio di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta e non risulta una norma che nomini le rotaie approvate.

Prevenzione: chi protegge cosa, e a chi non arriva niente

Il gioco responsabile nel sistema italiano non è un capitolo di buone intenzioni: è una voce di costo per il concessionario. L’articolo 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 obbliga ogni concessionario a spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Si può discutere quanto questo produca, ma la struttura del meccanismo è quella: una quota di ricavo vincolata per legge a un uso che non è commerciale. Un operatore senza concessione non ha nulla di simile, perché non ha nessuno che glielo imponga.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Il secondo strumento è la leva personale. I limiti di deposito scelti alla registrazione, gli auto-limiti su tempo, spesa e perdita, i messaggi automatici su quanto si è giocato e per quanto tempo, il canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno: sono gli strumenti che l’articolo 15, comma 1 mette in capo ai concessionari, e sono l’unica architettura di prevenzione che esista per chi gioca online in Italia. Il Terzo è il RUA, e nella pratica è quello che pesa di più, perché è l’unico che non dipende dalla buona volontà di nessuno: è un registro di Stato, l’esclusione registrata vale su tutte le piattaforme autorizzate, e riaprirla richiede i tempi che le condizioni dell’operatore prevedono.

Sul fronte del supporto concreto, bet365 indica tra i propri strumenti di gioco responsabile i periodi di pausa, i limiti di versamento, gli avvisi sull’attività di gioco e l’auto esclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero è il punto di contatto che esiste a prescindere dal bookmaker su cui si gioca, ed è l’unica riga di questa sezione che valga la pena ricordare a memoria.

Dove la tutela si interrompe

Il punto esatto in cui l’architettura italiana smette di funzionare è l’esclusione. Un giocatore che ha chiesto l’autoesclusione nel RUA ha chiuso con tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e ha chiuso anche con una parte di sé che, in un momento difficile, avrebbe probabilmente cercato un’altra porta. I siti inibiti non sono collegati a quel registro. Un dominio estero non lo è per definizione, perché non è parte del sistema che lo alimenta e non ha alcun obbligo di consultarlo. Il risultato è che la protezione più efficace del sistema italiano ha un confine, e quel confine coincide esattamente con la categoria di siti di cui parla questa pagina. È l’argomento più forte che esista contro il «non AAMS», e non è un argomento morale: è tecnico.

Il test che chiunque può fare in trenta secondi

Il lettore che vuole sapere se un bookmaker ha la concessione ADM non deve fidarsi né di un confronto né di un banner. Deve fare una cosa sola: aprire l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e cercare il nome della società. L’elenco consultato il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna associata a un sito .it. Un marchio non presente tra quelle righe non è un concessionario — e questo è vero anche per nomi noti al pubblico italiano.

Vale la pena nominarli, perché sono la prova che la lista non è lunga come sembra: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sui loro prodotti e non è un invito a dedurne alcunché sui singoli casi: è la fotografia di un elenco pubblico in una data precisa.

Il secondo controllo riguarda la colonna che non c’è. Chi trova la società nell’elenco ha stabilito una cosa sola: che quella società può offrire gioco a distanza in Italia. Non ha stabilito che quel sito offra scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse, al poker, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Il terzo passo, e l’unico che risponde davvero alla domanda, è aprire il sito e cercare la sezione scommesse sportive. Le condizioni dell’operatore, di norma, dichiarano il numero di concessione e la società titolare: è da lì che si parte per il controllo, non da un articolo come questo.

Pubblicità e bonus: il divieto che non vieta il bonus

Il Decreto Dignità, all’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore, e ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024 in una formulazione che vale la pena riportare per esteso: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza spetta ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo.

Lo stato dell’applicazione è meno lineare di quanto sembri. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. In sede politica esiste una proposta, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Da questo quadro discendono due conseguenze per il lettore. La prima: l’assenza di bonus pubblicizzati su un concessionario italiano non significa assenza di bonus. Nessun tetto statale ai bonus e nessun tetto ai requisiti di puntata risulta noto, quindi importi, rigioco e quote minime nascono dalle condizioni di ciascun operatore. La seconda è meno gradevole: la pubblicità di operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, provvedimenti specifici di AGCOM. Cioè, la pagina che stai leggendo non può elencarti un marchio senza concessione con il suo bonus senza esporsi a una conseguenza concreta — il che, in un certo senso, è l’unica informazione di cui hai bisogno su quella categoria di siti.

Le vincite: chi paga l’imposta, e cosa cambia fuori dal perimetro

Sulle scommesse a quota fissa l’imposta unica la versa l’operatore, secondo l’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché l’imposta è già stata prelevata a monte e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione che la stampa di settore riporta e che va trattata come tale: chi ha una posizione fiscale da chiarire la porti a un commercialista, non a una pagina di confronto.

Fuori dal perimetro il discorso cambia natura, e non in meglio. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e un’aliquota IRPEF applicata che non risulta nota. In altre parole le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

C’è un’inversione che vale la pena mettere a fuoco, perché è il contrario di quello che il giocatore si aspetta. Si immagina il sito estero come il posto dove si paga meno. Sul piano fiscale la configurazione è rovesciata: sul concessionario italiano l’imposta è pagata dall’operatore e il giocatore non compila nulla; sul sito estero il giocatore è, nell’interpretazione dell’Agenzia, il soggetto che deve dichiarare l’intero importo ricevuto senza deduzioni. Il risparmio percepito è in realtà un adempimento spostato.

Quanto costa, in media, giocare fuori dal sistema

Vale la pena tradurre tutto questo in un numero, con i limiti di un esempio. Prendiamo un giocatore che sceglie alla registrazione un limite di deposito di 100 € a settimana e li gioca una volta sola, su un mercato a due esiti proposto a quota 1,90 e 1,90. Questa non è una quota rilevata su un mercato reale: è una coppia di prezzi simmetrica scelta per mostrare il meccanismo. Sommando gli inversi delle due quote, 1 diviso 1,90 più 1 diviso 1,90, si ottiene 1,0526; la quota di payout del mercato è 1 diviso quel valore, cioè il 95 %, e il margine del bookmaker è il complemento, il 5 % circa.

Quel margine è il costo medio dell’operazione. Se il giocatore ripete la giocata per un anno — 100 € di puntate ogni settimana per 52 settimane, quindi 5.200 € di turnover — il costo atteso è il 5 % di quel turnover, ovvero circa 260 € l’anno. Su una singola settimana il costo atteso è intorno ai 5 € sui 100 € giocati.

La banda, e la condizione, sono queste: il costo atteso di una stagione di giocate sta tra il 4,5 % e il 5,5 % del turnover complessivo se il margine del mercato su cui si gioca sta tra il 4,5 % e il 5,5 %, come accade quando le due quote non sono simmetriche ma una delle due è leggermente più bassa; vale per chi gioca una singola a settimana e molto meno per chi distribuisce lo stesso deposito su più giocate brevi, dove il margine si applica più volte allo stesso denaro. E vale come stima media su molte giocate, non come previsione di una serata: il margine si comporta come una perdita costante nel tempo, e non dice niente su chi vincerà domenica.

Il punto di questa aritmetica è cosa ci sta dentro e cosa no. Nel 5 % è già compreso tutto ciò che il giocatore paga per il servizio: palinsesto, quota, liquidità, la possibilità di incassare. Non è compresa la tutela, perché la tutela non si paga a parte — è compresa nel prezzo. Fuori dal sistema il giocatore paga comunque un margine, sulla stessa partita e con le stesse quote, ma non riceve in cambio il RUA, il limite di deposito scelto alla registrazione, il foro italiano e l’imposta versata a monte dall’operatore. Lo spread è identico, il pacchetto è più magro.

I dieci concessionari, uno accanto all’altro

Qui sotto ci sono dieci operatori che figurano nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con il numero di concessione e la società titolare. L’ordine è quello con cui li abbiamo esaminati, non una graduatoria: la concessione è assegnata per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e la presenza in un confronto non è una concessione né una raccomandazione. Il mercato non finisce qui: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare tra queste schede non è per questo privo di licenza.

Per ogni operatore riportiamo come si apre il conto e cosa le sue condizioni dicono sugli strumenti di tutela, perché sono le due informazioni che decidono se il conto si apre in un pomeriggio e se, quando serve, si chiude davvero. Quello che le fonti consultate non coprono su un singolo marchio resta semplicemente fuori dalla sua scheda: è il motivo per cui le schede non hanno tutte la stessa lunghezza, e vale come avvertenza per chi legge in diagonale cercando la riga che manca.

Bookmaker Concessione ADM e società titolare Cosa dicono le condizioni dell’operatore sulla chiave
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited L’app consente di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo e Supercoppia tra le giocate proposte, oltre a Goal, No Goal e Multigoal; Cash Out per chiudere la giocata prima della fine
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori; Cash Out disponibile
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e politica
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività e auto esclusione, con il Telefono Verde 800 55 88 22 per l’Italia
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; il bonus di benvenuto è collegato a download e registrazione
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 tipi di sport
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione da 30, 60 o 90 giorni o indeterminata, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura del conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni

La tabella va letta per quello che è: una fotografia delle condizioni dichiarate dagli operatori, non una classifica di qualità. La colonna di mezzo è quella che conta di più per chi vuole fare il controllo in autonomia, ed è anche quella che dice una cosa scomoda: due marchi molto diversi tra loro — Betsson e StarCasinò — portano lo stesso numero di società, Azzurri Limited, mentre Eurobet e Bwin fanno capo alla stessa Eurobet Italia S.r.l. Chi crede di distribuire il rischio aprendo conti su più marchi «diversi» potrebbe scoprire che il titolare della concessione è lo stesso.

La colonna di destra, invece, va letta come una impronta e non come una scheda tecnica. Le condizioni e le app di questi operatori parlano di mercati, funzioni e strumenti di tutela, non di requisiti di puntata sui bonus: nessun tetto statale a importi, rigioco o quote minime risulta noto, quindi quei numeri stanno nelle condizioni di ciascun operatore e vanno cercati lì, uno per uno. Un confronto serio dei bonus di benvenuto, oggi, non si fa leggendo una tabella: si fa aprendo dieci pagine di termini e condizioni e prendendo appunti.

StarCasinò: il casinò che ha un bookmaker dentro

StarCasinò è il caso più chiaro di una categoria che in Italia è comune: un marchio che il pubblico conosce per il casinò e che tiene le scommesse sportive come secondo prodotto. La concessione è la ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e il sito è un .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Chi arriva qui cercando una piattaforma dedicata al calcio trova un ambiente dove il calcio condivide lo schermo con altro. È una differenza che conta più di quanto sembri, e conta in modo diverso per due lettori diversi. Chi gioca dieci euro sulla partita del sabato e usa il casinò per riempire il tempo trova in StarCasinò un conto unico, con una sola registrazione e un solo saldo, e non ha nessuna ragione di lamentarsi. Chi invece apre il conto con l’idea di scommettere e basta si troverà a navigare in un’interfaccia che spinge altrove, e con un saldo che circola tra prodotti diversi — il che, per chi ha un budget settimanale da rispettare, è un modo semplice per sforarlo senza accorgersene.

Il valore di questo marchio nel confronto è quindi di posizionamento: è la scelta naturale per chi vuole un conto unico con il casinò come parte dell’offerta, e la scelta sbagliata per chi cerca un bookmaker puro con un palinsesto profondo. Non è un difetto del prodotto: è la sua identità, e la concessione non fa distinzioni tra i due usi.

Sisal: profondità di palinsesto e un’app che sa cosa fa

Sisal è tra i marchi storici del gioco italiano, con concessione ADM n. 16020 intestata a Sisal Italia S.p.a. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il catalogo delle giocate comprende la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; il Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. L’app Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.

La diretta streaming gratuita è il dettaglio che cambia il modo in cui si usa il prodotto, e vale la pena spiegare perché. Guardare la partita dentro l’app significa non dover passare da un altro schermo per seguire l’evento su cui si ha una giocata aperta, e significa che il Cash Out diventa una decisione informata invece di un gesto alla cieca. Sono due funzioni che si sostengono a vicenda: il Cash Out senza visione è un pulsante, con la visione è uno strumento.

Il rovescio è che questa profondità ha un costo che il lettore non vede — il margine del mercato — e che nessuna app dichiara. Il numero di eventi live non è un indicatore di prezzo. Un lettore che sceglie Sisal per la combinazione tra catalogo ampio, streaming e Cash Out sta scegliendo bene, purché sappia che quelle funzioni si pagano dentro la quota e non altrove.

Betsson: l’operatore globale con concessione per sito

Betsson è un marchio internazionale che in Italia opera con concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, su un sito .it. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

Vale la pena soffermarsi su quel numero di concessione, perché dice una cosa sul funzionamento del sistema più di quanto non dica sul marchio. La concessione è assegnata per sito: Azzurri Limited detiene la n. 16027 per Betsson e la n. 16026 per StarCasinò. Per il giocatore questo significa che la licenza italiana di Betsson non è la licenza di Betsson nel mondo: è la licenza di quel dominio specifico, e il marchio che il lettore conosce dalle classifiche internazionali opera altrove con regole diverse e senza alcun collegamento con il RUA.

Il catalogo che l’app descrive è quello di un bookmaker generalista: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo coprono la partita di calcio in modo completo senza pretendere di essere un palinsesto di nicchia. Chi cerca una piattaforma con mercati esotici o con il betting exchange difficilmente trova qui la sua risposta; chi cerca un bookmaker solido sui mercati principali lo trova. La concessione italiana, in questo caso, vale esattamente quello che vale per gli altri: garanzia di legalità e di accesso agli strumenti di tutela, non marchio di qualità sul prezzo.

SNAI: la schedina tradizionale, digitalizzata senza tradirsi

SNAI porta una concessione ADM n. 16032 intestata a Snaitech Spa, e la sua app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, oltre alla funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

La griglia di mercati racconta il modo in cui questo operatore ragiona: risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori. Sono mercati da schedina ragionata più che da giocata istantanea, e la presenza del sistema accanto alla singola e alla multipla conferma la direzione. Per chi ha imparato a giocare nel punto vendita e cerca online la stessa logica, SNAI è probabilmente il passaggio più corto; per chi cerca velocità, cash out a raffica e mercati da live betting continuo, il profilo è un altro.

Il Cash Out è la funzione che merita una riga di spiegazione onesta, perché è quella che i confronti esaltano e nessuno spiega. Chiuderla prima della fine significa accettare il prezzo che la piattaforma propone in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine dell’operatore sulla posizione, non solo quello del mercato iniziale. È uno strumento utile, non un regalo: chi lo usa come se fosse una vendita al valore di mercato si sta sbagliando di un margine.

Eurobet: il palinsesto più largo, e il conto che ne consegue

Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La sua app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

È il palinsesto più ampio del gruppo che stiamo esaminando, e la sua ampiezza è anche la sua avvertenza. I mercati su eventi di spettacolo e su elezioni politiche sono prodotti che il giocatore italiano incontra raramente altrove, e sono quelli su cui è più difficile avere un’opinione informata: nessuno guarda un reality show con la stessa competenza con cui guarda una partita di Serie A, e il margine che l’operatore applica a un mercato dove è più difficile valutare le probabilità tende a essere meno favorevole al giocatore rispetto a un mercato liquido come l’1X2 di un grande campionato. La larghezza del palinsesto è un servizio; non è un prezzo migliore.

Il dettaglio societario, poi, merita di essere letto due volte: Eurobet Italia S.r.l. detiene anche Bwin.it e giocodigitale.it. Tre marchi che il pubblico percepisce come concorrenti fanno capo a una sola società e a concessioni distinte. Chi apre conti su tutti e tre per «diversificare» sta diversificando l’interfaccia, non il titolare. E il registro delle esclusioni che quel titolare segue è lo stesso, perché è il sistema italiano a imporlo a tutti i suoi concessionari.

bet365: partnership globale, strumenti di tutela espliciti

bet365 ha concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Sul fronte del gioco responsabile i suoi strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Questo è l’unico marchio del gruppo la cui scheda copra gli strumenti di tutela in modo esplicito, e la differenza non è di merito ma di documentazione: le condizioni e le pagine pubbliche di bet365 li elencano con chiarezza, mentre per altri operatori la stessa informazione va cercata dentro i termini e condizioni. Per il lettore la conseguenza pratica è che la verifica si può fare prima di aprire il conto, che è esattamente quando serve.

La società titolare è però una Malta Plc, e qui la scheda si fa interessante. La concessione italiana è il titolo che abilita quel dominio a raccogliere giocate in Italia e a partecipare al RUA; la sede societaria è altrove. Le due cose convivono senza contraddizione, ed è la struttura normale di questo mercato. Non è un elemento di rischio in sé: è un promemoria del fatto che la protezione di cui parla questa pagina non nasce dalla nazionalità del titolare, ma dall’adesione al sistema concessorio italiano.

Goldbet: la rete di punti vendita e il bonus dentro l’app

Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e la sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il bonus di benvenuto citato dalla descrizione dell’app è il punto su cui vale la pena essere chiari, perché è il cuore di questa categoria di ricerche. Su un concessionario italiano il bonus esiste, ed è collegato a un gesto preciso — scaricare l’app e registrarsi. Quello che non esiste è una regola statale su quanto quel bonus valga, su quanto rigioco richieda o su quale quota minima accetti: nessun tetto risulta noto, le condizioni sono quelle dell’operatore, e sono quelle che vanno lette prima di contare i soldi. Un bonus di importo generoso con un requisito di puntata alto e una quota minima alta può valere meno di un bonus piccolo con condizioni morbide, e nessuna riga di app lo dice.

La struttura di Goldbet è quella di una rete che vive su due gambe, il punto vendita e l’online, e per il giocatore che alterna le due la continuità del conto è il beneficio vero, più di qualunque singolo mercato.

Planetwin365: il calcio europeo e i risultati in diretta

Planetwin365 ha concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., e la sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

L’elenco dei campionati è la scheda stessa, e ha una logica coerente: chi segue il calcio italiano ed europeo trova tutta la filiera, dalla Serie C alla Conference League, in un unico posto. La serie cadetta e la Serie C sono quelle che spesso mancano altrove, e la loro presenza dice qualcosa sul tipo di giocatore a cui il prodotto parla: non il tifoso della sola Serie A, ma chi segue il campionato minore, la squadra di provincia, la partita che gli altri non trasmettono.

I risultati in diretta e le oltre 20 tipologie di sport completano il quadro senza aggiungere elementi di prezzo. Vale sempre la stessa avvertenza: la copertura di un campionato è una informazione sulla profondità del palinsesto, non sulla convenienza delle quote. Un operatore che copre 25 sport non applica per questo margini più bassi sul calcio.

AdmiralBet: gli strumenti di tutela più dettagliati del gruppo

AdmiralBet è l’unico operatore di questo gruppo le cui condizioni dettaglino gli strumenti di gioco responsabile con numeri precisi, ed è la ragione per cui la sua scheda è la più densa. La concessione è la ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede 7 giorni. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

La granularità di questi numeri è il vero contenuto della scheda. Prendiamo la modifica di un limite: ridurlo è immediato, aumentarlo richiede sette giorni. È una asimmetria voluta e ben congegnata, ed è quella che vale per tutti i concessionari nel sistema descritto dall’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Chi vuole alzare il tetto dopo una perdita deve aspettare una settimana. In una settimana si cambia idea, e questo è esattamente il meccanismo.

C’è però una cosa che va detta con la stessa onestà: sette giorni di attesa sono una barriera efficace contro l’impulso, non contro la determinazione. Chi vuole davvero alzare il limite lo alza, con una settimana di ritardo. Lo strumento che non si aggira è il RUA, perché non dipende dalla forza di volontà di nessuno: chi si esclude lì si esclude da tutte le piattaforme autorizzate, e la revoca richiede i tempi previsti. La differenza tra un limite di deposito e una autoesclusione, per un giocatore che si sta ponendo la domanda seria, è la differenza tra una porta pesante e un muro. Se il problema è il budget, serve la porta; se il problema è il controllo, serve il muro.

BetFlag: identificazione forte e un conto che si apre una volta sola

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Mettere SPID e CIE in evidenza non è un dettaglio tecnico: è una scelta di prodotto che cambia il tempo di apertura del conto e il modo in cui il prelievo funziona. Un conto aperto con SPID di livello 2 importa i dati anagrafici da una fonte verificata, e questo riduce la probabilità di un conto sospeso per documento illeggibile o per dati che non coincidono — la causa più banale e più comune di prelievi bloccati nei primi giorni di vita di un conto di gioco. Chi apre il conto con la registrazione classica e il caricamento del documento deve invece sapere che senza SPID la validazione va completata entro 30 giorni, altrimenti il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.

Il limite dei 18 anni, che il sito ricorda, è il principio di tutela dei minori che l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone tra i cardini del sistema e che le condizioni di concessione traducono in un divieto operativo. È l’unica regola di questa pagina che vale su tutti i concessionari allo stesso modo, senza eccezioni e senza margini interpretativi.

Che cos’è il margine del bookmaker, in una riga

Un mercato 1X2 con tre esiti proposti a 2,50, 3,30 e 3,00 non paga il 100 % di quello che raccoglie. Sommando gli inversi delle tre quote, 1 diviso 2,50 più 1 diviso 3,30 più 1 diviso 3,00, si ottiene circa 1,036; la quota di payout del mercato è 1 diviso quel valore, il 96,5 %, e il margine del bookmaker è il complemento, il 3,5 % circa. Quelle tre quote sono un esempio aritmetico, non un prezzo rilevato. Il margine è la parte che il bookmaker trattiene su ogni unità puntata su quel mercato: non un costo che si decide di pagare, un costo che si paga giocando, e che si paga su ogni mercato, su ogni operatore e in ogni paese, dentro il sistema e fuori.

È utile chiudere su questo numero perché è quello che sopravvive a tutte le differenze di cui parla la pagina. La concessione cambia la protezione, il fisco cambia la dichiarazione, la licenza estera cambia la giurisdizione. Il margine non cambia: sta dentro la quota e lo paga chiunque giochi, e la sua unica variabile è quanto è liquido e quanto è competitivo il mercato su cui si punta. Chi sceglie un operatore per la protezione fa una scelta ragionevole; chi crede di sceglierlo per il prezzo dovrebbe guardare la quota, non il banner.

Domande frequenti sulle scommesse non AAMS in Italia

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuno degli strumenti italiani di tutela è operativo lì: il RUA non copre quei domini, il limite di deposito scelto alla registrazione non è previsto, il conto non passa dall’identificazione richiesta ai concessionari. In più ADM indica che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si apre il registro dei concessionari pubblicato da ADM e si cerca il nome della società, non del marchio: le condizioni dell’operatore dichiarano numero di concessione e titolare. L’elenco consultato il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le richieste di autoesclusione e le estende a tutte le piattaforme autorizzate, qualunque sia il concessionario presso cui sono state presentate, e alle sale fisiche. I siti senza concessione non sono collegati al registro, dove quella protezione non arriva.

Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro su qualunque mezzo, internet compreso; AGCOM sanziona con il 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 €. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le condizioni degli operatori chiedono anche un tetto a ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre un limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede 7 giorni di attesa. Il valore che ADM fissa in gara non è noto.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui concessionari ADM l’imposta unica la versa l’operatore — 20,5 % su rete fisica e 24,5 % a distanza sulla differenza tra puntate e vincite — e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. Fuori dal perimetro le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi nell’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

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