Scommesse sul padel: dove si gioca davvero, con quale concessione e a quali condizioni

Updated Ottobre 2026
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Ultimo aggiornamento dati: 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS) e le condizioni prese dai termini e dalle schede applicative di ciascun operatore.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Il padel si gioca di solito in doppio su un campo di 10 m per 20 m chiuso da pareti e reti metalliche, con una rete alta 88 cm al centro.

Il padel è entrato nelle agende di tutti e nei palinsesti di pochi. Chi cerca dove puntare su una partita di Premier Padel scopre presto una verità scomoda: non esiste un elenco pubblico che dica quale bookmaker italiano tratti davvero questo sport. Esiste un elenco, ed è quello di ADM, ma è un elenco di siti autorizzati al gioco a distanza, non di discipline. La conseguenza pratica è che la domanda «su quali eventi posso scommettere?» non si risolve cercando il padel da qualche parte, ma leggendo il palinsesto dell’operatore, evento per evento, così come ADM lo approva.

Qui la scelta si apre in tre direzioni. C’è la via dell’operatore con concessione italiana, che porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. C’è la via del padel come disciplina dentro un’offerta sportiva generalista, dove conta la profondità del palinsesto e non lo slogan. C’è la via del confronto fra dieci concessionari, ognuno con un profilo diverso: chi è nato come casa da casinò, chi ha costruito l’offerta sportiva come prodotto principale, chi punta su virtuali e streaming. Nessuna di queste vie è giusta in assoluto. Ognuna costa qualcosa.

Che cos’è il padel e perché è un mercato strano da quotare

Un campo da 10 metri per 20, chiuso da pareti e reti metalliche, con una rete alta 88 centimetri al centro: questa è la geometria del padel, e spiega già metà dei problemi di chi deve costruire una quota. Si gioca di solito in doppio. Le pareti non sono un ostacolo da evitare, sono parte del gioco, e il rimbalzo introduce variabili che nel tennis non esistono.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il padel usa il punteggio del tennis.

Il punteggio, invece, è quello del tennis. Chi ha scommesso su un match di singolare sa già leggere un 6-4, un tie-break, un 40-40. Nei tornei maggiori, sul 40-40, può comparire il punto d’oro al posto del vantaggio: chi vince lo scambio successivo vince il game. Per il bookmaker è una differenza seria. Un formato che elimina il vantaggio accorcia i game e riduce i punti di svolta, e ogni punto che sparisce è volatilità che non torna nel prezzo.

La disciplina è giovane e insieme enorme. La Federazione Internazionale di Padel (FIP) indica che nel 2025 i giocatori attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi. Il circuito professionistico unificato è arrivato solo di recente: Premier Padel nasce dopo l’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023, ed è entrato in vigore con la stagione 2024. Per chi quota, questo significa una base statistica corta. Un bookmaker che lavora sulla Serie A ha decenni di dati; sul padel professionistico ha una manciata di stagioni e un calendario che si sposta di continuo.

C’è anche una questione di provenienza, ed è la più curiosa della storia. Il padel fu inventato ad Acapulco, in Messico, da Enrique Corcuera nel 1968 o nel 1969 — le fonti riportano entrambi gli anni. L’incertezza sull’anno di nascita di uno sport è un piccolo dettaglio simpatico e, insieme, un avvertimento: su questa disciplina i dati sono spesso meno solidi di quanto sembrino.

Dal campo alla schedina: chi quota cosa

La domanda che un lettore si fa davvero è se il padel finisca su una schedina italiana. La risposta dipende da due passaggi separati che conviene non confondere. Il primo è la concessione: serve un operatore autorizzato a raccogliere scommesse a quota fissa su eventi sportivi a distanza. Il secondo è il palinsesto: la legge definisce il programma degli eventi e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno dentro quel programma. ADM aggiunge eventi uno alla volta. Non esiste, quindi, un pulsante che accende una disciplina intera.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La Federazione Internazionale di Padel (FIP) indica che nel 2025 i giocatori di padel attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi.

La concessione ADM: una per sito, non una per marchio

Il quadro normativo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sul mercato continua a essere chiamata AAMS.

La parola «concessione» non è un modo elegante per dire licenza. Le concessioni sono assegnate con gara pubblica. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Il comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (comma 5). Condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.

Perché il numero di concessione va letto, non cercato

Qui sta il punto che quasi tutte le pagine di confronto sbagliano. La concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può tenerne diverse: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale, tutti e tre sulla lista. Chi cerca «concessione ADM» e trova il nome di un gruppo ha trovato metà dell’informazione. Serve il codice e il sito, insieme.

E c’è un secondo punto, più scomodo. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Stare sulla lista non dimostra da solo che un operatore abbia un’offerta di scommesse sportive: lo dimostra il suo sito, con il palinsesto che espone, e la sua app. Il numero di concessione, invece, l’operatore lo dichiara nei propri termini e condizioni, ed è lì che va letto.

Vale anche la regola inversa, e vale la pena scriverla perché nessuno la scrive: un marchio che non compare fra le carte di questa pagina non è per questo privo di concessione. L’elenco del 25 ottobre 2026 non contiene Unibet, Betway, 1xBet e 22bet fra le 52 righe. Il mercato è più grande di qualunque confronto, e nessuna classifica è il mercato.

Identità, limiti e autoesclusione: quello che cambia con la concessione

Chi sceglie un operatore con concessione italiana non compra un’etichetta, compra un insieme di tutele con un costo e una geometria precisa. Vale la pena vederle una per una, perché la scelta fra le vie passa esattamente da qui.

L’età è 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa il limite a 18 anni.

Per giocare serve un conto di gioco con identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento e, in alternativa, l’identificazione con SPID o CIE. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati: è quanto dichiarano le pagine degli operatori. Per chi apre un conto di fretta per una partita di padel del sabato, questo è il dettaglio che rovina la domenica.

Poi ci sono i limiti, e qui la legge è più dettagliata di quanto ci si aspetti. L’articolo 15, comma 1 prevede limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni: è la regola che protegge il giocatore da se stesso e che allo stesso tempo gli impedisce di correggere in fretta una scelta fatta di fretta.

Sull’autoesclusione opera il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018. Blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. Chi si autoesclude non chiude un conto: chiude tutti quelli che stanno sotto la stessa regola. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato se il limite è ridotto e sette giorni di attesa se è aumentato.

C’è un ultimo anello, ed è quello che il confronto fra le vie deve dire chiaramente. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito non autorizzato non è protetto da nessuno, e la sua autoesclusione non lo raggiunge. La scelta della via italiana è, letteralmente, la scelta che l’autoesclusione funzioni.

Informazione e pubblicità: due obblighi che il lettore incontra senza saperlo

L’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È denaro che non passa dagli annunci promozionali.

Sul fronte opposto, la promozione è vietata. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori non autorizzati può esporre i mezzi a provvedimenti AGCOM.

Lo stato del contenzioso va detto com’è. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — è una proposta, non legge, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Il padel nel palinsesto: cosa si può davvero giocare

La domanda «su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?» ha una risposta secca, e non è un catalogo. L’articolo 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere raccolta solo su eventi che stanno in quel programma. Non esiste un diritto automatico a quotare una disciplina, e non esiste un elenco pubblico che dica cosa il palinsesto contiene. Quali sport e quali tipi di giocata ci siano dentro è, semplicemente, ignoto dall’esterno: si vede dall’offerta dell’operatore.

Il caso più recente mostra come funziona il meccanismo. A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Un evento autorizzato uno alla volta, un partner che lo apre per primo. Per il lettore questo significa una cosa pratica: quando una disciplina nuova compare su un bookmaker e non su un altro, la differenza non è quasi mai pigrizia commerciale, è una pratica autorizzativa che procede per aggiunte.

Scommesse su eventi simulati e virtuali: la parentesi che quasi nessuno legge

L’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali».

Qui vale la pena essere netti, perché è il punto in cui il marketing fa più rumore. Un evento virtuale non è una partita. È un prodotto con regole proprie, e il fatto che l’operatore lo presenti accanto al calcio non lo rende calcio. La legge, peraltro, lo tratta diversamente anche sul piano fiscale: le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite.

L’ippica merita una riga a parte perché nel diritto sono due cose distinte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a). I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, art. 6, comma 1, lett. c), con la definizione all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un marchio raccolga totalizzatori di ippica nazionale online, dall’esterno non si sa.

Sul live, invece, la realtà è semplice: lo offre ogni grande operatore. Le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live. Il lettore che vuole sapere se una partita di padel sarà coperta in diretta deve guardare il programma dell’operatore, non una legge.

Betting exchange: l’altra via, con una concessione diversa

Il betting exchange — «punta e banca» — è un gioco separato, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il bookmaker, e il concessionario si limita a metterlo in contatto anonimo con la controparte. Non è una funzione del bookmaker tradizionale, è un prodotto a sé.

Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia, con concessione 16028. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è, però, ignoto.

Per il lettore, l’exchange è la via per chi ha una opinione e vuole farne un prezzo invece di accettarne uno. È anche la via meno familiare, e le sue regole non si trasferiscono da un bookmaker tradizionale.

Tasse, payout e margine: dove finisce il denaro

Il fisco italiano tassa l’operatore, non il giocatore, ed è la ragione per cui la vincita arriva già netta. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 (il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene su rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %. Gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Il giocatore, dal canto suo, non dichiara nulla sulle vincite pagate da un concessionario ADM: il prelievo cade alla fonte, il giocatore riceve la somma netta. È quanto riporta la stampa nel 2024 e nel 2026 — «tassate alla fonte» — e non è confermato su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Chi ha dubbi sulla propria posizione consulti un commercialista.

Cambia tutto, e in peggio, con i siti non autorizzati o esteri. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Requisiti di puntata e prelievo: leggere la riga che nessuno legge

Il padel aggiunge una complicazione che il calcio non ha. Su una disciplina con calendario corto e dati scarsi, i requisiti di puntata di un bonus finiscono per concentrare il gioco su pochi eventi, spesso proprio quelli dove il margine è più alto. Non c’è un tetto di legge ai bonus e nemmeno un tetto ai requisiti di rigioco: importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus.

C’è poi la meccanica del margine, che è il modo più onesto di leggere una quota. Su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90, la quota non è il prezzo dell’evento: è il prezzo dell’evento più il compenso del bookmaker. Il margine del bookmaker si ricava dal payout, la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, data da 1 diviso la somma degli inversi delle quote; il margine è 100 % meno quella quota. Su un mercato a due vie a 1,90 / 1,90 il payout si aggira intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %. È una banda indicativa, non una misura del mercato italiano: esce esattamente da quelle due quote e vale solo per un mercato a due esiti con quelle quote. Nel calcio, dove su un 1X2 gli esiti sono tre, la stessa aritmetica restituisce un payout tipicamente più basso, e un mercato con un solo esito — un pronostico secco — non ha margine nel senso qui definito. Il padel, giocato in doppio e terminato prima che il calendario si stabilizzi, tende a stare dalla parte sfavorevole della banda: meno liquidità, prezzi che si muovono tardi, un vantaggio che il bookmaker si prende prima ancora di sapere chi gioca. Il numero a 1,90 / 1,90 serve a leggere qualsiasi altra quota con lo stesso metro: se due prezzi sullo stesso mercato sono entrambi sotto 1,90, il compenso trattenuto è più alto di così.

Gioco responsabile: cosa funziona e cosa è un annuncio

Gli strumenti ci sono, sono obbligatori e sono più concreti di quanto il tono promozionale lasci intendere. L’art. 15, comma 1 li elenca: autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sui depositi in un periodo definito, calibrati su età e comportamento secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; autoesclusione anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore.

Sul versante dei numeri di aiuto, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero che vale la pena tenere da parte prima di averne bisogno, non dopo.

La parte che conta davvero, però, è il RUA, e la sua logica va capita. Il Registro Unico degli Autoesclusi non è una promessa del singolo marchio: è un registro centrale che blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale fisiche. Un’autoesclusione registrata presso un operatore vale presso gli altri. E qui torna la frattura fra le vie: un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non lo tocca e il giocatore che si è escluso da tutti gli operatori legali può aprire un conto altrove senza incontrare nessun blocco. Chi sceglie la via italiana sceglie anche che la propria decisione di fermarsi abbia un effetto reale.

Sull’offerta illegale il quadro è normativo e va scritto senza giri di parole. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, come riporta la stampa di settore per l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con i mirror che ricompaiono in poche ore. Il risultato si chiama, in gergo, «oscurati».

Sul lato del giocatore la regola è più dura di quanto si creda. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola sul lato del giocatore, nella formulazione di ADM: l’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.

Il confronto onesto si chiude così. Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è descritta come non protetta, senza che qui si nomini alcun marchio.

Calendario e tornei: dove il padel accende i mercati

Il calendario è la variabile che decide se una disciplina vale la pena di essere quotata. Il padel professionistico si è riorganizzato attorno a Premier Padel, il circuito mondiale unificato nato dopo l’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023 ed entrato in vigore con la stagione 2024. Un circuito unico significa una cosa buona e una cattiva per chi scommette: gli eventi principali sono più leggibili, ma l’offerta si concentra, e nei giorni senza tornei il mercato si svuota.

La dimensione del bacino è il rovescio della medaglia. La FIP indica che nel 2025 i giocatori attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi, e una platea di quella misura interessa ai bookmaker. Il problema è la profondità: 35 milioni di praticanti non sono 35 milioni di spettatori che generano volume su un singolo match, e il volume è ciò che determina quanto un bookmaker si sente sicuro nel prezzare un mercato.

Come si legge l’offerta di un operatore, in pratica

Un palinsesto sul padel non si annuncia, si guarda. Tre cose, in ordine, dicono se un bookmaker prende davvero sul serio la disciplina.

Il primo è la presenza nella sezione dei mercati, non nella pagina delle promozioni. Il secondo è la varietà dei tipi di giocata: un operatore che copre il padel con la sola singola sull’esito finale ha un’offerta diversa da uno che porta anche mercati derivati. Il terzo è il comportamento della quota nel tempo — se il prezzo si muove quando si muove il mercato, il bookmaker sta prezzando; se la quota resta immobile mentre il resto si aggiorna, sta solo compilando un listino.

C’è poi una verifica che riguarda il conto, non il padel, e che conviene fare prima: controllare che il sito in questione risulti nella lista dei concessionari e che il numero di concessione dichiarato nei termini corrisponda. La lista pubblica di ADM e l’elenco dei siti inibiti sono i due documenti da tenere aperti, e servono entrambi: uno dice chi è autorizzato, l’altro chi è stato oscurato. Un nome che non compare in nessuno dei due non è un nome di cui fidarsi, perché può semplicemente non essere ancora stato intercettato.

Il confronto: dieci concessionari, dieci modi di stare sul mercato

Le dieci schede che seguono sono brand presenti nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza, ciascuno con un codice di concessione e un’offerta sportiva descritta dai propri termini e dalle proprie schede applicative. L’ordine non è una graduatoria e non è un consiglio. Nessun marchio di questa lista ha un’esclusiva su nulla.

L’ultima colonna merita una spiegazione prima di leggerla, perché è la più onesta e la più scomoda. Quel che un operatore dichiara nei propri termini sul tema del padel è, nella grande maggioranza dei casi, un’indicazione di orari di assistenza, di canali di contatto e di strumenti di conto: una pagina di condizioni generali parla raramente di una singola disciplina. Il resto lo dice l’offerta sportiva, che cambia con il palinsesto approvato.

Brand Concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema del padel
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Nessun riferimento alla disciplina nelle condizioni generali; la propria documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, con puntata minima a 200 centesimi in passi da 50 centesimi
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Nessun riferimento specifico; le condizioni rinviano all’offerta sportiva dell’app e al contatto con l’assistenza
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Nessun riferimento specifico; l’offerta dichiarata è quella di schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Nessun riferimento alla disciplina; i termini regolano la freebet settimanale dell’Extra Bet Club e i requisiti per ottenerla
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Nessun riferimento specifico; l’offerta dichiarata comprende streaming per seguire la partita in diretta e scommettere live
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Nessun riferimento specifico; i termini regolano l’apertura del conto, con procedure SPID e CIE accanto alla registrazione classica
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Nessun riferimento alla disciplina; le condizioni regolano pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Nessun riferimento specifico; i termini regolano le funzioni di chiusura anticipata della giocata e la composizione di più pronostici nello stesso biglietto
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Nessun riferimento alla disciplina; i termini regolano autoesclusione da 7 a 270 giorni e limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Nessun riferimento specifico; l’offerta dichiarata copre undici sport più gli esports e centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti

Se la colonna di destra sembra ripetitiva, è perché lo è: le condizioni generali di un bookmaker sono scritte per valere su tutto il catalogo, non per dire se una partita di padel sarà quotata sabato. La differenza fra questi dieci marchi non sta in quella colonna, sta in cosa fanno dell’offerta sportiva — ed è quello che le schede seguenti mettono in fila.

Le schede degli operatori

Betfair: l’exchange, cioè un’altra via per scommettere

Betfair Italia S.r.l. opera sul sito .it con la concessione ADM n. 16028. Il marchio è descritto come il primo a portare in Italia il betting exchange, la forma di gioco prevista dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definita all’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può fare il bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti.

La sua app sportiva propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come la puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riporta che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto.

Il verdetto su questa scheda non riguarda il padel, e non può riguardarlo: Betfair è la via di chi vuole fare il prezzo invece di subirlo. Chi cerca un bookmaker tradizionale da interrogare con una singola sul doppio di sabato guarda altrove.

StarCasinò: il casinò con un bookmaker dentro

Azzurri Limited opera StarCasinò con la concessione ADM n. 16026. Il nome dice già molto: la casa è nata sul gioco da casinò, e lo sport è un reparto aggiunto, non il centro dell’offerta.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è per sito e, come tutte quelle di questa pagina, non ha una colonna per i giochi: l’elenco di ADM non dice da solo se un marchio abbia un’offerta di scommesse sportive, lo dice il sito.

Il verdetto: questo è il profilo di chi apre un conto per il casinò e trova comodo avere una schedina nella stessa app. Chi scommette prevalentemente sullo sport e giudica un operatore dal palinsesto non troverà qui il centro di gravità.

Goldbet: la schedina generalista, senza fronzoli

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla GBO Italy, opera Goldbet con la concessione ADM n. 16009. Nella lista dei concessionari la stessa società compare anche per Lottomatica con il codice 16010: un esempio perfetto della regola per cui la concessione è legata al sito, non al marchio.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. Chi scarica l’app e si registra può ricevere il bonus di benvenuto. La registrazione include le procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il verdetto: l’offerta è quella di un bookmaker che copre tutto e non promette profondità su niente in particolare. Per chi punta su una disciplina di nicchia, questa è una via comoda e generica — e il modo di verificarla è aprire il palinsesto sportivo e cercare la voce, non fidarsi del catalogo degli «altri sport».

William Hill: la freebet settimanale e la sua aritmetica

William Hill Malta Plc opera William Hill con la concessione ADM n. 16044. Il profilo del marchio, sul lato sportivo, ruota attorno a un meccanismo ricorrente piuttosto che a un catalogo.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggiamo la condizione per quello che è. La parola «freebet» descrive qualcosa che si ottiene giocando una multipla da cinque eventi con quota totale minima 10.0: cinque esiti diversi che devono tutti vincere, e nessuno dei cinque può essere un pronostico prudente, perché con una quota minima di 10.0 complessiva il rapporto rischio-rendimento del biglietto è di quelli che si perdono più spesso di quanto si vincano. La freebet premia chi ha già accettato quella struttura di rischio.

Il verdetto: il meccanismo è generoso nel tetto — 100 € in una stagione — e severo nell’accesso. Chi gioca abitualmente multiple a molti eventi lo sfrutta a costo quasi zero; chi gioca singole può ignorarlo senza perdere nulla.

Lottomatica: risultato in tempo reale e diretta streaming

Goldbet Better Organization Italy S.p.a. opera Lottomatica con la concessione ADM n. 16010. Vale la pena notare, ancora una volta, che il marchio nell’elenco non coincide con il concessionario: la concessione è per sito.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming è il vero elemento distintivo qui: sul live la differenza fra giocare vedendo l’evento e giocarlo con un tabellone che si aggiorna è la differenza fra decidere e indovinare.

Il verdetto: è la via di chi vuole un mercato live con l’evento davanti agli occhi. Il prezzo di quella comodità è la natura stessa del live, dove la quota cambia mentre si guarda e la decisione presa un secondo dopo vale un’altra cifra.

BetFlag: bonus sul deposito e identificazione forte

Betflag S.p.a. opera BetFlag con la concessione ADM n. 16008. Il marchio è riconoscibile per una struttura di bonus legata al deposito e per un’apertura del conto che mette l’identificazione in primo piano.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Il «100 %» suona come raddoppio e non lo è: è un credito accreditato su saldo, e come ogni credito di questa natura vale per quanto il giocatore riesce a trasformarlo in giocate, non per il numero stampato accanto al segno di percentuale. Il tetto di 5.000 € è alto, e questo dice qualcosa sul target: non è un’offerta calibrata su chi ricarica 20 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il verdetto: il bonus è grande e la porta d’ingresso è stretta — identificazione forte e nessuna scorciatoia. Chi ha già SPID non sente la differenza; chi non ce l’ha si trova davanti a una procedura da completare prima di giocare, non dopo.

bet365: partner globale, palinsesto largo

Hillside (New Media Malta) Plc opera bet365 con la concessione ADM n. 16030. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League.

L’offerta copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

C’è un dato che riguarda questo marchio più di ogni altro, ed è il caso della Setka Cup: a settembre 2026 ADM ha autorizzato quel torneo, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. È l’illustrazione più concreta di come funziona il palinsesto — un evento autorizzato uno alla volta e un operatore che lo apre per primo. Il verdetto: la larghezza del catalogo è reale, la partnership UEFA è dichiarata, e il profilo è quello di chi vuole un bookmaker grande e non ha bisogno che sia specializzato.

SNAI: combinatoria e chiusura anticipata

Snaitech Spa opera SNAI con la concessione ADM n. 16032. Il marchio ha costruito l’identità sportiva sulla composizione del biglietto e sul controllo della giocata dopo la puntata.

L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. L’offerta virtuale conta oltre 3.000 eventi al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, accanto a scommesse live e streaming gratuito.

Il verdetto: il Cash Out è la funzione che cambia il calcolo per chi non vuole aspettare il fischio finale, e la combinatoria dello stesso biglietto è più utile di quanto sembri su una disciplina dall’andamento corto come il padel. Chi non chiude mai una giocata prima della fine non ha motivo di preferire questo profilo a un altro.

AdmiralBet: limiti e autoesclusione, la parte seria

Admiral Bet S.r.l. opera AdmiralBet con la concessione ADM n. 16048. È il marchio di questa lista su cui le condizioni generali dicono di più, e quello che dicono riguarda la tutela più che l’offerta.

L’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il meccanismo dell’attesa di sette giorni è insieme la protezione e la seccatura: chi abbassa il limite lo vede applicato subito, chi lo vuole alzare scopre che la fretta è esattamente ciò da cui lo strumento difende.

Il verdetto: la granularità dei limiti è il punto di forza, e vale più di qualunque percentuale di benvenuto per chi ha un rapporto con il gioco che vuole tenere sotto controllo numerico.

NetWin: undici sport, virtuali e niente fronzoli

Netwin Italia S.p.a. opera NetWin con la concessione ADM n. 16035. Il marchio sta sul mercato con un catalogo largo e un’identità da operatore generalista.

L’app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Undici sport più gli esports è una copertura ampia; la domanda che un lettore interessato a una disciplina di nicchia deve porsi è se ampiezza significhi anche profondità, e l’unico modo di rispondere è guardare il singolo palinsesto.

Il verdetto: profilo da generalista puro, con i virtuali come componente dichiarata e pesante dell’offerta. Chi cerca un bookmaker dove trovare qualunque cosa senza cambiare app è nel posto giusto; chi cerca il prezzo migliore su un mercato specifico non lo trova per vocazione.

Come si scegle fra queste vie

La scelta non si fa sul bonus. Si fa su tre domande, in quest’ordine, e ognuna esclude qualcosa.

La prima: il marchio è sulla lista dei concessionari ADM, e il numero che dichiara nei termini corrisponde? Se la risposta è no, il resto non conta, perché tutto ciò che segue — RUA, vigilanza, strumenti di limite, foro italiano — dipende da quella riga. La verifica richiede due minuti e nessun operatore può sostituirla con una promessa.

La seconda: il palinsesto copre quello che voglio giocare, e come? Su una disciplina dal calendario concentrato come il padel questa è la domanda che decide. Un operatore con uno sport in più nel catalogo e nessun mercato derivato vale meno di uno con un catalogo più corto e un prezzo che si muove. L’unico modo di saperlo è aprire il programma degli eventi e guardare.

La terza: quali strumenti di conto voglio avere, e quando? Chi punta occasionalmente su un torneo di padel e vuole un limite di ricarica giornaliero basso trova in un profilo come quello di AdmiralBet, BetFlag o bet365 risposte diverse. Chi gioca abitualmente multiple a molti eventi trova in William Hill un meccanismo che gli si addice. Chi vuole fare il prezzo invece di accettarlo guarda a Betfair. Chi vuole l’evento davanti mentre gioca guarda a Lottomatica o a SNAI. Chi vuole tutto in un’app, casinò compreso, guarda a StarCasinò; chi vuole il catalogo più largo guarda a NetWin o a Goldbet.

Tre vie, tre costi. La via italiana costa identità verificata, limiti che si alzano con sette giorni di attesa e un’offerta che dipende dal palinsesto approvato evento per evento. La via della disciplina di nicchia costa l’accettazione di un margine più alto e di un prezzo che si aggiorna tardi. La via del confronto costa la rinuncia all’idea che esista un bookmaker migliore in assoluto, perché i dieci profili di questa lista non sono ordinabili lungo una sola linea.

Domande frequenti sulle scommesse sul padel

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi e tipi di giocata che stanno nel palinsesto predisposto dal concessionario e approvato da ADM: una scommessa può essere raccolta esclusivamente su quelli. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga si legge nell’offerta dell’operatore, non in un elenco pubblico.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM e si cerca la riga con il codice del sito, perché la concessione è per sito e non per marchio. In parallelo l’operatore dichiara numero di concessione e società nei propri termini. L’elenco dei siti inibiti, pubblico presso ADM e la Guardia di Finanza, mostra il rovescio della medaglia.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90 la vincita lorda è 19 € e il profitto netto 9 €. Su una multipla si moltiplicano fra loro le quote delle singole giocate, e serve che vincano tutte.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Il margine si legge dal payout di un mercato, cioè dalla quota di tutte le puntate che quel mercato restituisce: si prende l’inverso di ogni quota, si sommano, e il payout è uno diviso quella somma; il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90 il payout si aggira intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario e il giocatore riceve la somma netta: è quanto riporta la stampa, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece la disciplina dei redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la legge prevede anche limiti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita, con messaggi automatici su durata e spesa. Ridurre un limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni di attesa. A monte, i limiti di deposito fissati da ADM nella gara valgono per i concessionari.

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