Scommesse sull'Australian Open 2026 — dieci bookmaker con concessione ADM, letti dal margine in su

Updated Ottobre 2026
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Il torneo è archiviato, i nomi li sapete, e chi cerca dove giocarci una schedina arriva sempre alla solita

domanda: su quale bookmaker conviene puntare. Il Melbourne Park ha chiuso i battenti il 1° febbraio 2026 con

Carlos Alcaraz e Elena Rybakina in cima ai due tabelloni, e la prossima edizione è già in calendario dal 17

al 31 gennaio 2027. Non è un pronostico che serve a chi legge. Serve sapere chi può raccogliere la giocata in

Italia, quanto trattiene su ogni euro giocato, e che cosa gli strumenti di tutela gli tolgono quando la

serata va storta.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Gli Australian Open si giocano al Melbourne Park di Melbourne (Australia) su cemento.

31 Ottobre 2026 — concessioni verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»

pubblicato da ADM (ex AAMS), Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Come funziona una scommessa sul tennis: dal palinsesto alla scheda

Un torneo dello Slam è una macchina che produce mercati. Due settimane di incontri, singolare maschile e

femminile, doppio, qualificazioni, più jolly junior: ogni partita è un’occasione per costruire decine di

quotazioni diverse, e ogni quotazione è una scommessa a sé. Prima di guardare i numeri, però, c’è un passaggio

che quasi nessuno considera e che in Italia decide tutto il resto: un bookmaker può accettare una giocata solo

su un evento che sta dentro il suo palinsesto approvato da ADM.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Gli Australian Open 2026 si sono giocati a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026.

Il palinsesto non è un catalogo commerciale, è un programma. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41,

lo definisce come il complesso degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei

tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a

settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, un circuito di tennistavolo, con bet365 primo partner secondo la

stampa di settore. Non esiste quindi un automatismo per cui «se è un grande torneo, allora ci si può

scommettere». Esiste un programma, e chi vuole sapere se una partita è giocabile lo verifica sul sito

dell’operatore.

Il tennis, per fortuna, sta nel cuore del prodotto. Il nucleo delle scommesse sportive a quota fissa è proprio

quello: si fissa un prezzo su un esito, si paga, e il prezzo non cambia più. La partita poi fa il suo corso.

Quanto vale una quota, in soldi veri

La meccanica è elementare e conviene scriverla una volta per tutte, perché torna utile in ogni paragrafo che

segue. La vincita di una singola si legge con una moltiplicazione: ritorno = puntata × quota. Il profitto netto

è la stessa puntata moltiplicata per la quota meno uno. Metti 10 € su una quota 1,85 e, se l’esito arriva, ti

tornano 18,50 €: 10 € di capitale e 8,50 € di utile.

Una multipla funziona diversamente, e qui le sorprese sono due. Le quote delle singole giocate si moltiplicano

in un prezzo unico, e tutte le selezioni devono risultare vincenti. Con due partite a 1,85 l’una, la multipla

paga 3,4225 volte la puntata: su 10 € sono 34,23 € di ritorno lordo, se entrambe passano. Il raddoppio della

quota non raddoppia la probabilità che ti vada bene: la dimezza.

Che cosa significa leggere la quota prima di giocarla

Chi guarda due bookmaker che offrono 1,85 e 1,90 sullo stesso esito vede una differenza da ridere. Su una

puntata da 10 € sono cinquanta centesimi. Ma il punto non è la singola giocata: è che quella differenza è la

parte visibile di una forbice che l’operatore ha già deciso di tenersi su tutto il mercato, e che si legge solo

mettendo insieme tutte le quotazioni dello stesso mercato.

Panoramica dei bookmaker con concessione ADM per il tennis

Quando un lettore italiano cerca «consigli scommesse Australian Open» o «quote scommesse Australian Open», la

domanda vera non è quale squadra vince, ma dove la giocata è legale e a quali condizioni. Il tennis è uno degli

sport più quotati in assoluto — partite ogni giorno, per due settimane, in fusi orari che coprono la notte

italiana — e proprio per questo è il banco di prova ideale per capire come un operatore costruisce i prezzi.

Una sola partita di singolare offre di norma l’esito finale, il numero di set, il risultato esatto in set,

l’handicap sui game, il totale dei game in Under/Over, la somma dei set, e mille varianti combinate. Aggiungi

che le partite si giocano a Melbourne in pieno inverno, il che significa nottate italiane davanti allo schermo

e un mercato live molto frequentato. Non è un caso che quasi tutti i grandi operatori dedichino al tennis una

sezione fissa.

Il punto di partenza, però, resta uno solo: in Italia si gioca con chi ha la concessione. Il resto è rumore.

Concessione per sito, non per marchio

Qui sta l’errore più comune, e vale la pena smontarlo subito. La concessione non appartiene al marchio, appartiene

al sito. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: letto il 25 ottobre 2026,

contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo indirizzo .it. Una stessa società può

tenerne più di uno — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e la concessione

resta comunque per singolo sito.

C’è un secondo dettaglio che sfugge a quasi tutti, ed è quello che rende l’elenco meno rassicurante di quanto

sembri: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il

diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange

e al bingo. Trovare un nome sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra anche scommesse sportive.

Quello lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto e la sua offerta. E la presenza in una

classifica — questa compresa — non è una concessione: è una scelta editoriale.

Attenzione anche al rovescio della medaglia: una lista di 52 righe non esaurisce il mercato. Altri

concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa panoramica non è per questo privo di licenza.

Il pragmatismo: una verifica in tre minuti

Chi vuole togliersi il dubbio da solo lo può fare senza aiuti. L’elenco di ADM è pubblico sul sito

dell’Agenzia, e la verifica consiste nel leggere il codice di concessione e la società che l’operatore dichiara

nei propri termini e condizioni. Basta quello: se il codice c’è e la riga corrisponde, il sito è autorizzato.

Il resto lo fa l’esperienza d’uso. Un operatore che punta sul tennis lo dice chiaramente: streaming, risultati

in tempo reale, mercati live, tipologie di giocata dedicate. Un sito che al tennis dedica una pagina scarna

probabilmente lo tratta come riempitivo tra una partita di calcio e l’altra.

Normativa e vigilanza: che cosa copre la concessione ADM e che cosa lascia scoperto

La parola «AAMS» continua a circolare, anche se l’autorità si chiama ADM (ex AAMS) dal 2012. La sostanza non

cambia: in Italia il gioco a distanza si offre solo con una concessione, e le concessioni non sono licenze

aperte. Si assegnano con gara pubblica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Agli Australian Open gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre.

Il quadro è fissato dal D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»,

pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono

offrire a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi

sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e

ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di

sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il

betting exchange; alla lett. f) il bingo.

Il comma 3 dello stesso articolo dice quanto dura e a quali condizioni: chi vince la gara può gestire uno o più

di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Servono una società di capitali con sede nello Spazio

economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella

gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata

(art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per

nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Numeri che spiegano una cosa semplice: chi entra

paga tanto e per nove anni, e i limiti di deposito non sono una gentilezza dell’operatore, sono un impegno

scritto nella gara.

Il palinsesto approvato e i giochi che hanno una concessione a parte

Fra i giochi dell’art. 6 ci sono due famiglie che vanno tenute separate, e l’errore di fonderle è frequente.

Le scommesse sulle corse dei cavalli — a quota fissa o a totalizzatore — stanno nella lett. a); i «giochi di

ippica nazionale», definiti dall’art. 2, lett. h) come le giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté,

quinté, stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Che un marchio raccolga online i

totalizzatori dell’ippica nazionale è una domanda a cui, allo stato, non c’è risposta documentata.

Il betting exchange è l’altro caso a parte. L’art. 2, lett. u) lo descrive come la giocata in cui il

giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto restando

anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange

italiano, per esempio una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa

specializzata del 2024 riferisce che sui vincoli il giocatore non deve nulla, perché il prelievo ricade sul

concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, però, non è dato sapere;

Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.

Poi c’è il capitolo delle scommesse su eventi simulati, i «Virtuali». L’art. 2, lett. v) li definisce come

eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con la ripresa di un

evento reale preregistrato, e stanno dentro la concessione per le scommesse sportive. Non è un dettaglio da

poco: chi ha l’abitudine di giocare un Virtual alle sette di sera non ha bisogno di una concessione ulteriore.

Sul live, infine, la franchezza è d’obbligo. Tutti i grandi operatori offrono il «Live», ma le regole di ADM

su mercati in gioco, ritardi ed eventi non sono pubblicate, e non esiste un elenco dei mercati live. Chi

promette un quadro preciso su questo punto sta inventando.

Pubblicità, bonus e il decreto che nessuno cita

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. ADM lo

cita così, il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o

scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive,

culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le

pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per

violazione. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva

a un gioco sicuro e responsabile, e alla lett. m) consente al concessionario messaggi sociali o di gioco

responsabile con il proprio logo (art. 15, comma 3).

Il quadro sanzionatorio si è mosso nel 2025 e nel 2026. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del

divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale

il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24

sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento

di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, per

esempio le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Che cosa significa per il lettore? Che il «bonus di benvenuto» esiste, perché il divieto colpisce la

pubblicità e non l’offerta. Ma non esiste un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi,

rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, e vanno letti lì.

Tasse: chi paga, e chi non deve dichiarare nulla

La tassa la paga l’operatore, non il giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa

(D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è

confermato) è del 20,5 % se incassata sulla rete fisica e del 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla

differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima

erano il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle

vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in

vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza pratica è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate

in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo è alla fonte — la stampa di settore lo

riferisce nel 2024 e nel 2026 come «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta. È una

ricostruzione giornalistica, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di

sempre: consultare un commercialista.

Il discorso cambia del tutto con i siti non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E

del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d)

del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero

importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o

nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione, per come la si legge, è che andrebbero dichiarate

come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il confine: che cosa rischia chi gioca fuori

Offrire gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che

ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello

dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di

connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a

180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avvertimento.

Il blocco funziona a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il

totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia

di domini alla volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».

Sul lato di chi gioca la regola è più dura di quanto si creda, e a dirlo è ADM stessa. La Legge 13 dicembre

1989, n. 401, art. 4, citata dall’Agenzia il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre

mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero.

Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e

arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore

non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando

l’accettazione avviene all’estero.

Il confronto onesto è questo, e non ha bisogno di fronzoli. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la

vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro legale italiano. Un marchio .com non

autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come la stessa ADM lo descrive,

espone chi gioca a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e

compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.

Gioco responsabile: gli strumenti che la concessione rende obbligatori

Qui la concessione smette di essere una formalità burocratica e diventa una cosa che il giocatore tocca con le

mani. Gli strumenti di tutela non sono facoltativi: l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 li impone al

concessionario.

La lettera a) parla di autolimitazioni di tempo, di spesa e di perdita. La lettera b) di limiti agli importi

depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore,

dentro protocolli approvati da ADM. La lettera c) di messaggi automatici su durata e spesa. La lettera e) di

strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto. La lettera f) di un canale di contatto aperto

almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

C’è poi un dovere informativo che vale la pena conoscere, perché è denaro che l’operatore spende per il

giocatore: ai sensi dell’art. 15, comma 2, ogni concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a

un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da

una commissione governativa.

Il limite di deposito scelto alla registrazione

Al momento dell’iscrizione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli

operatori mostrano il limite settimanale già in fase di adesione, con una regola che ha una logica precisa:

abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. È la sola asimmetria

sensata che esista in questo mercato — chi vuole giocare meno non incontra ostacoli, chi vuole giocare più

aspetta una settimana.

AdmiralBet costruisce l’impostazione già in registrazione e chiede di fissare un limite massimo di ricarica,

di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto

immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La stessa struttura tripartita — ricarica, spesa, tempo — è più

articolata di quanto il solo deposito lasci intendere, e vale la pena sfruttarla: il tempo di gioco è la

variabile che nessuno imposta mai e che invece è quella che fa più danni in una notte di tennis.

La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota. Non è un’informazione trattenuta per

dispetto: è una condizione che vive nei documenti di gara, e chi vuole conoscerla deve guardare lì. Quello che

conta per il giocatore è un’altra cosa, e cioè che i limiti che trova in fase di iscrizione sono quelli che ha

scelto lui, non un massimale imposto.

Il RUA, l’autoesclusione e le nuove durate

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e

le sale fisiche. Non è un elenco di siti: è un elenco di persone, e funziona perché tutti i concessionari sono

tenuti a consultarlo. È esattamente qui che la differenza tra un operatore autorizzato e uno che non lo è

smette di essere teorica. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso

resta senza protezione proprio dove pensa di averla.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con

effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da

7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due cose vanno tenute insieme, non

contrapposte: quello che i termini dell’operatore descrivono e quello che il quadro generale prevede dal

1° febbraio 2026 convivono, e la finestra lunga — fino a 270 giorni — è quella che rende l’autoesclusione uno

strumento credibile invece di una pausa di riflessione.

Un’ultima nota per chi legge i termini di un operatore qualsiasi: la revoca dopo nove mesi vale per la forma

indeterminata, non per quella a scadenza. Chi sceglie 270 giorni li ha scelti, e non li accorcia.

Identificazione, SPID e il conto di gioco

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con

documento, e accanto a quella i metodi SPID e CIE. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla

registrazione tradizionale, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

C’è un dettaglio pratico che vale più di tutte le spiegazioni: senza SPID il conto va convalidato entro 30

giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Trenta giorni sembrano tanti; passano in fretta se ci si registra per giocare una finale di notte e si rimanda

la convalida al mattino dopo.

Per bet365 gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi

sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale

Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero da salvare prima di averne bisogno, non dopo.

Il calendario dell’Australian Open: superficie, formato e mercati che ne nascono

Il primo torneo degli Australian Open si giocò nel novembre 1905, e l’Australasian Lawn Tennis Association era

nata l’anno prima. Da allora il torneo ha cambiato sede, superficie e orari, e ognuno di questi cambiamenti ha

conseguenze su come si legge una quota.

Si gioca al Melbourne Park di Melbourne, su cemento. La superficie non è sempre stata la stessa: Rebound Ace

fino al 2007, Plexicushion dal 2008, GreenSet dal 2020. Sembra una nota da enciclopedia, e invece è materiale

da scommessa: una superficie più rapida favorisce il servizio, accorcia gli scambi e sposta le probabilità

verso il giocatore che tiene il servizio. Chi guarda le quote di un torneo senza sapere su che cosa si gioca

sta leggendo un numero senza il suo contesto.

L’edizione 2026 si è giocata dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026, e per il 2027 è prevista dal 17 al 31

gennaio. Due settimane piene, con il fuso australiano che regala all’Italia sessioni notturne e mattutine.

Meglio dei cinque set, meglio dei tre: perché il formato conta nelle scommesse

Il formato è la variabile che più spesso sfugge a chi guarda solo la quota. Agli Australian Open gli uomini

giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre. Sul 6-6 si gioca un tie-break, e nel set

decisivo si va a un match tie-break a 10 punti con due punti di scarto.

Tradotto in termini di mercato: una partita al meglio dei cinque set offre più spazio alla rimonta, allunga la

durata media dell’incontro e rende più interessanti i mercati sul numero di set e sul totale dei game. Una

partita al meglio dei tre set riduce quello spazio e rende l’esito finale più sensibile al primo set. Chi

guarda un mercato «numero di set» su un tabellone femminile e uno su un tabellone maschile sta leggendo due

cose diverse con lo stesso nome.

I nomi del torneo, per chi vuole orientarsi, sono questi. Nell’era Open, iniziata nel 1969, il recordman del

singolare maschile è Novak Djokovic con 10 titoli; tra le donne il record è di Serena Williams con 7. Margaret

Court ha vinto in tutto 11 titoli di singolare, compresi quelli precedenti all’era Open. L’edizione 2026 è

stata vinta da Carlos Alcaraz (Spagna) nel singolare maschile e da Elena Rybakina (Kazakistan) nel singolare

femminile.

Che cosa si può giocare su una partita di tennis

Il ventaglio è ampio, e conviene distinguere per famiglia invece di elencare. Sul risultato: l’esito finale,

il risultato esatto in set, il numero di set giocati. Sul punteggio: l’handicap sui game, il totale dei game

in Under/Over, il totale dei set. Sul giocatore: i game vinti, i break conquistati, il primo set. Sul

momento: i mercati live, che seguono la partita punto dopo punto.

Alcune tipologie ricorrono con nomi propri, e riconoscerle aiuta a capire quanto un operatore investa in

questo sport. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e

Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni — mercati da calcio, per la verità, che dicono

però quale sia la profondità del catalogo — mentre la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima

che l’evento finisca. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e

la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. SNAI Sport offre scommesse singole,

multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e

sui rigori, e la funzione Cash Out.

Sul cash out vale una precisazione che nessuno fa mai: chiudere prima significa accettare il prezzo che il

bookmaker propone in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine dell’operatore sull’evento ancora in

corso. Non è un’uscita gratuita, è una seconda scommessa.

Come si costruisce una quota: il margine del bookmaker

Arriviamo al punto che spiega perché due operatori che sembrano identici non lo sono. Chi cerca «quote

scommesse Australian Open» di solito confronta i numeri e sceglie il più alto. Giusto. Ma il numero più alto,

da solo, non dice quanto costa giocare lì.

Un mercato non è una previsione, è un prezzo. Il bookmaker quota tutti gli esiti possibili di uno stesso

mercato — per esempio i due esiti di una partita di tennis senza pareggio — e poi costruisce le quotazioni in

modo che, qualunque esito si verifichi, la somma raccolta superi quella pagata. La differenza è il margine.

La formula che lo esprime è una sola: il payout, cioè la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce,

è pari a 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote del mercato; il margine è 100 % meno il payout.

Il calcolo su un mercato a due esiti

Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quotazioni a 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo

quotato da nessun operatore su nessun evento. L’inverso di 1,90 è 0,5263, e la somma dei due inversi fa 1,0526.

Il payout è quindi 1 diviso 1,0526, cioè circa il 95,0 %: per ogni 100 € giocati su quel mercato, il bookmaker

ne restituisce in media circa 95 €. Il margine è il resto, poco più del 5 %. Su una puntata da 10 € il costo

medio del margine è di circa 50 centesimi.

Il conto, però, ha un senso solo con la sua condizione attaccata. Quei 50 centesimi non sono un costo fisso:

sono quello che mediamente si paga su quel singolo mercato, e valgono solo se entrambe le quotazioni sono

realmente a 1,90. Su un mercato a tre esiti — il classico 1X2 del calcio — la stessa costruzione produce una

forbice diversa, di norma più larga, perché c’è un terzo esito da coprire. E su un mercato più sottile, come

il risultato esatto in set di una partita di tennis o il numero di game di un incontro di primo turno, la

forbice si allarga ancora: meno volume, meno concorrenza, più margine. Il range realistico va da poco più del

5 % sui grandi mercati a due esiti fino a cifre sensibilmente superiori sui mercati di nicchia, e la forbice

cambia anche da un operatore all’altro sullo stesso mercato.

Da qui una conseguenza che vale più di qualunque classifica. Confrontare due bookmaker sulla quota dell’esito

finale è utile ma insufficiente: la quota che si vede è il prezzo di un solo mercato, mentre il margine

dell’operatore vive su tutti i mercati del suo palinsesto, e nessuno di quei margini è pubblicato. Chi vuole

farsi un’idea propria deve prendere tutte le quotazioni di uno stesso mercato, sommare gli inversi e guardare

quanto resta. È aritmetica da due minuti, e dice più di dieci recensioni.

Dove il margine morde davvero

Il margine non è un dettaglio da matematici. È la ragione per cui una strategia di puntate ragionate e

frequenti perde più in fretta di quanto ci si aspetti, e per cui la differenza tra il 5 % e il 7 % su un mercato

si accumula nel tempo in modo silenzioso. Su una multipla la questione si complica: le quote delle selezioni si

moltiplicano, e con esse si moltiplica anche il margine incorporato in ogni singola selezione. Una multipla da

cinque eventi con margine del 5 % su ciascuno non costa il 5 %, costa la somma composta di cinque forbici.

È il motivo per cui le multiple sono la forma di gioco che i bookmaker pubblicizzano di più, e non è una

coincidenza. Non c’è nulla di illegittimo: è il loro mestiere. Ma chi gioca una multipla lunga sta pagando il

margine cinque volte, e questo non compare sulla scheda.

I criteri della valutazione e la classifica dei dieci bookmaker

I dieci operatori che seguono sono tutti concessionari presenti nell’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco

a distanza, ciascuno con il proprio codice di concessione e la propria società, e ciascuno su un sito .it. Non

è un ordine di merito e non è un invito a giocare: la concessione si assegna per sito, l’elenco di ADM non ha

una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte come le raccontano i termini dell’operatore e le

descrizioni delle sue applicazioni.

I criteri con cui li leggiamo sono quattro, e sono quelli che un lettore può verificare da solo: la solidità

della concessione e la chiarezza con cui l’operatore la dichiara; la profondità del palinsesto, cioè quanti

sport e quante tipologie di giocata entrano davvero nel catalogo; l’attenzione al tennis e agli sport diversi

dal calcio, che è la prova del nove di quanto un operatore investa in un torneo come l’Australian Open; e la

dotazione di strumenti di tutela, dai limiti di deposito all’autoesclusione.

Un criterio che non usiamo, e va detto, è il bonus di benvenuto come misura principale. Il bonus è un

incentivo all’ingresso, non una proprietà del prodotto, e il divieto pubblicitario del Decreto Dignità non ha

alcun effetto sul valore di un’offerta rispetto a un’altra.

Il quadro delle concessioni

La tabella qui sotto raccoglie, per ciascun operatore, il codice di concessione con la società che lo detiene

e che cosa i termini dell’operatore dichiarano sul punto.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano i termini dell’operatore
Eurobet 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Sito ufficiale Eurobet
StarCasinò 16026 — Azzurri Limited Sito ufficiale StarCasinò
BetFlag 16008 — Betflag S.p.a. Sito ufficiale BetFlag
AdmiralBet 16048 — Admiral Bet S.r.l. Sito ufficiale AdmiralBet
Sisal 16020 — Sisal Italia S.p.a. Sito ufficiale Sisal
Lottomatica 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Sito ufficiale Lottomatica
William Hill 16044 — William Hill Malta Plc Sito ufficiale William Hill
Planetwin365 16007 — Pwo S.p.a. Sito ufficiale Planetwin365
Betfair 16028 — Betfair Italia S.r.l. Sito ufficiale Betfair
bet365 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Sito ufficiale bet365

Due cose emergono dalla tabella e nessuna delle due è un giudizio sull’operatore. La prima è che la società

concessionaria porta spesso un nome diverso dal marchio: Lottomatica.it fa capo a Goldbet Better Organization

Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. La seconda è che il codice di concessione è un numero

unico, assegnato a un sito, e non una qualità che si estende a tutto il gruppo: chi vuole giocare deve

controllare la riga che corrisponde al sito su cui sta per aprire il conto, non al marchio che gli piace.

Eurobet: il palinsesto più largo del gruppo

Eurobet è la dimostrazione che concessionario e marchio possono essere due cose distinte: la concessione

16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e la stessa società gestisce anche Bwin.it e giocodigitale.it,

ognuno con la propria riga nell’elenco.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball,

volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e

di politica, con le elezioni. È una fotografia interessante: significa che il catalogo non si ferma allo

sport, e che chi cerca mercati su un torneo di tennis di primo turno o su una partita di volley difficilmente

resta senza alternative.

Il rovescio della medaglia è nella stessa fotografia. Un palinsesto che copre scacchi, elezioni e reality

show è un palinsesto che non è costruito intorno al tennis, e su un torneo dello Slam la profondità dei

mercati dipende da quanto l’operatore lo segue. La notte del 1° febbraio, quando il torneo si chiude, la

differenza tra un catalogo generalista e uno specializzato si vede tutta.

La concessione è dichiarata dall’operatore nei propri termini, come previsto, ed è raggiungibile dall’elenco

dell’Agenzia. Chi vuole la verifica formale ha già tutto quello che serve.

Il verdetto. Eurobet è la scelta di chi vuole un solo conto per tutto — tennis, Formula 1, volley e,

perché no, un mercato sulle elezioni — e accetta che la profondità sui singoli tornei sia quella di un

generalista. Chi segue il tennis partita per partita troverà più pane altrove.

StarCasinò: il casinò che ha imparato il tennis

StarCasinò è un caso che merita chiarezza: la concessione 16026 è di Azzurri Limited, ed è lo stesso

concessionario dietro Betsson.it. Un marchio casinò-first, con un bookmaker dentro.

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie

tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La formulazione è onesta e dice quello

che serve: l’offerta sportiva c’è, è costruita sugli eventi principali, ma non è il centro del prodotto.

Questo ha una conseguenza concreta su un torneo come l’Australian Open. Un operatore che costruisce il

prodotto intorno al casinò tende a quotare bene i grandi eventi — le partite dei big, le finali — e a essere

meno attrezzato sui mercati laterali, quelli che interessano a chi segue i primi turni o vuole giocare un

handicap sui game di una partita tra due teste di serie minori. Se la giocata che avete in mente è la finale,

StarCasinò è una strada ragionevole. Se è un mercato esotico su un incontro di qualificazione, conviene

cercare altrove.

Il punto di forza reale è la contiguità con il casinò: chi passa dalla slot al tennis con lo stesso conto non

cambia ecosistema. È anche il punto di attenzione, perché le due cose hanno ritmi molto diversi.

Il verdetto. StarCasinò vale per chi ha già un rapporto con il casinò e vuole aggiungere qualche giocata

sportiva senza aprire un secondo conto altrove. Su un torneo dello Slam la copertura dei mercati regge sui

grandi incontri e si assottiglia ai margini del tabellone, ed è lì che si misura.

BetFlag: SPID in registrazione e un bonus che parla di importi

BetFlag ha la concessione 16008, intestata a Betflag S.p.a., e un sito proprio su dominio .it da cui si

accede a tutto il resto.

Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla

registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È un dettaglio che sembra tecnico e non lo è:

la presenza di SPID e CIE in registrazione significa che l’operatore ha integrato l’identità digitale

nell’apertura del conto, il che nella pratica evita il problema della convalida entro 30 giorni che riguarda

chi si registra con il documento.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Una cifra

che vale la pena guardare in faccia senza farsi impressionare. Un bonus del 100 % del deposito accreditato su

saldo è denaro reale che entra nel conto, il che è meglio di una freebet, ma il tetto di 5.000 € dice anche

che l’offerta è pensata per chi versa somme importanti. Chi deposita 50 € ottiene 50 €, e va benissimo;

chi pensa di ricavarne 5.000 deve prima versarne altrettanti.

Il verdetto. BetFlag è la scelta di chi vuole evitare l’attesa della convalida e non ha voglia di

rimandare: la registrazione con SPID o CIE è un risparmio di tempo reale, non un fronzolo. Il bonus è

generoso in proporzione ma non è proporzionato al piccolo versamento, e chi ha intenzione di depositare

poco farà meglio a valutarlo per come è costruito.

AdmiralBet: gli strumenti di tutela messi per iscritto

AdmiralBet è un caso raro in questa panoramica: la sua carta più interessante non è un mercato né un bonus,

è la chiarezza con cui descrive i propri strumenti di tutela. La concessione è la 16048, di Admiral Bet S.r.l.

In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco

su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo

7 giorni. Tre dimensioni — ricarica, spesa, tempo — invece della sola dimensione del deposito. È la

declinazione più completa che si incontra fra i dieci, e vale la pena spiegare perché conta: il limite di

ricarica controlla quanto entra, quello di spesa controlla quanto esce, quello di tempo controlla la variabile

che nessuno guarda mai. Una serata di tennis australiano che comincia alle due di notte è esattamente il tipo

di situazione in cui il limite di tempo fa la differenza.

Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure la forma a tempo indeterminato, con

effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da

7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Vale la pena leggere insieme le due cose:

il campo di scelta si è allargato, e la forma indeterminata resta la più impegnativa perché richiede nove

mesi prima che si possa chiedere di tornare.

Il verdetto. AdmiralBet è la scelta di chi vuole decidere in anticipo, non a caldo, quanto e per quanto

tempo giocare. Chi si limita a impostare un limite di deposito e ignora tempo e spesa si sta perdendo la parte

di prodotto che questo operatore ha costruito meglio, e su un torneo notturno come l’Australian Open è

proprio quella che serve.

Sisal: il catalogo che non finisce mai

Sisal, concessione 16020 di Sisal Italia S.p.a., è l’operatore che sull’ampiezza del catalogo gioca la sua

partita, e la gioca bene.

Nella propria app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live,

con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il tennis è nominato

esplicitamente fra gli sport in streaming, il che per un torneo dello Slam significa una cosa concreta:

seguire la partita e giocarla in contemporanea, senza cercare un altro schermo. La profondità del live —

15.000 eventi — è la cifra che rende il live una proposta seria e non una casella da spuntare.

Il catalogo non si ferma allo sport. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7

del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal

Tipster. Sulle tipologie di giocata la lista è lunga: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i

mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash

Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o

dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in

palinsesto. È una struttura che premia la semplicità, e la spendibilità su tutto il palinsesto è un vantaggio

reale rispetto ai bonus vincolati a un solo tipo di evento.

Il verdetto. Sisal è la scelta di chi vuole poter giocare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, senza

restare a secco di mercati: la profondità del live e lo streaming sul tennis coprono il bisogno di chi segue

il torneo in diretta. Chi cerca invece un rapporto stretto con un singolo sport troverà qui un catalogo

immenso ma impersonale, dove il tennis è una voce fra molte.

Lottomatica: la copertura dei campionati e il live

Lottomatica porta la concessione 16010, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), e un marchio

che in Italia significa da sempre scommesse popolari.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri

eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La lista parla di calcio e motori, e questo è un elemento da tenere presente quando si legge la panoramica per

il tennis: la copertura dei grandi campionati è dichiarata con precisione, quella del tennis non è nominata

allo stesso modo.

Non è un difetto grave e non significa che il tennis manchi. Significa che l’operatore costruisce la propria

identità intorno a un certo tipo di evento, e che chi cerca profondità sui tornei dello Slam deve verificare

di persona il palinsesto prima di aprire il conto. La presenza dei risultati in tempo reale e dello streaming

è comunque una base utile per chi gioca live, indipendentemente dallo sport.

Il verdetto. Lottomatica vale per chi arriva dal calcio e dai motori e vuole tutto nello stesso posto,

con il live ben attrezzato: il tennis c’è, ma non è il motivo per cui questo operatore esiste. Chi cerca la

copertura più ricca sul tabellone di Melbourne deve guardare altrove prima di decidere.

William Hill: freebet settimanali con una quota totale impegnativa

William Hill ha la concessione 16044, di William Hill Malta Plc, e porta in Italia un marchio storico del

settore.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi

gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Qui bisogna leggere due

volte, perché la differenza tra 5 € e 100 € sta tutta nelle condizioni. Cinque eventi in una multipla, per

almeno 20 € di giocata e con quota totale minima 10.0: è una soglia alta, che richiede selezioni con quote

tutte piuttosto elevate e quindi con probabilità di successo non alte. Cinque euro alla settimana in cambio di

una multipla costruita così è un premio che si fa pagare in rischio.

Questo non rende l’offerta inutile, la rende specifica. Chi costruisce abitualmente multiple a quota alta la

sfrutta come un rimborso parziale del rischio; chi gioca singole a quota bassa la osserva e passa oltre. E

vale la pena ricordare che la freebet non è denaro: se la giocata vince, la puntata della freebet di norma non

torna con la vincita, quindi il valore reale è inferiore al valore nominale di 5 €.

Il verdetto. William Hill vale per chi ha già l’abitudine di giocare multiple a quota alta almeno una

volta a settimana: per quel giocatore è un ritorno ricorrente senza costo aggiuntivo. Per tutti gli altri la

soglia di cinque eventi a quota 10.0 trasforma un premio in una scommessa più rischiosa del normale, e la

scelta razionale è non inseguirla.

Planetwin365: calcio europeo e oltre venti sport

Planetwin365 ha la concessione 16007, di Pwo S.p.a., ed è fra i dieci l’operatore che dichiara il catalogo in

modo più ampio e strutturato.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C,

Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League,

oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Le oltre venti discipline sportive sono la parte

che interessa un lettore in cerca di tennis: un catalogo di quella ampiezza include normalmente il tennis e i

suoi tornei principali, anche se la profondità dei mercati su un singolo incontro va verificata sul palinsesto.

Il dettaglio dei risultati in diretta è utile su un torneo a fuso orario rovesciato come l’Australian Open:

quando le partite si giocano di notte in Italia, la scheda con il punteggio aggiornato diventa lo strumento

principale per chi vuole giocare live senza stare davanti alla diretta.

Il verdetto. Planetwin365 è la scelta di chi vuole un catalogo ampio ma con una struttura leggibile, dove

il calcio europeo e le competizioni continentali fanno da colonna portante e il resto dello sport è comunque

presente. Chi cerca il massimo della specializzazione sul tennis troverà qui un’offerta solida ma non

dedicata, e la verifica del singolo mercato resta il passo da fare prima di puntare.

Betfair: l’exchange e le regole che non trovi altrove

Betfair, concessione 16028 di Betfair Italia S.r.l., è il caso anomalo della lista, e non per il catalogo.

L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con

combo e mercati unici a quote maggiorate. Nulla di diverso da altri, se ci si ferma all’app. La differenza è

che Betfair è il concessionario descritto come il primo ad avere portato in Italia il betting exchange, la

giocata a quota fissa con interazione diretta fra giocatori prevista dall’art. 6, comma 1, lett. e) del

D.Lgs. 41/2024: il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in

contatto in forma anonima.

Questo cambia la natura della sfida. In un exchange non si gioca contro il bookmaker, si gioca contro un altro

giocatore, e il margine non esiste nella forma che si è vista nel calcolo più sopra: esiste una commissione.

La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per

esempio una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa specializzata del

2024 riferisce che sui vincoli il giocatore non deve nulla perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali

altri marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

Il verdetto. Betfair è la scelta di chi è disposto a imparare una meccanica diversa: chi vuole fare il

banco invece del puntatore, o chi vuole confrontarsi con altri giocatori anziché con un prezzo fisso, trova

qui l’unica strada di questo tipo fra i dieci. Chi cerca una schedina semplice e un cash out immediato

continua a preferire un bookmaker tradizionale, e non c’è nulla di male.

bet365: partner globale UEFA e una piattaforma completa

bet365 chiude la lista con la concessione 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, e con ogni probabilità il

profilo più internazionale dei dieci.

L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su

Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennis

è nominato esplicitamente, e questo conta per un lettore che cerca l’Australian Open. Lo sport non è l’unico

versante: ippica, boxe e freccette completano un catalogo che pesca da tradizioni diverse.

Sugli strumenti di tutela l’offerta è articolata: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività

di gioco e auto esclusione. Per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo

800 55 88 22. È il tipo di dotazione che ci si aspetta da un operatore di queste dimensioni, e la presenza

del numero di servizio direttamente nell’app è un dettaglio che vale più di una pagina di princìpi.

Il peso internazionale ha anche un risvolto pratico: le partnership sportive di questo livello si traducono

in copertura mediatica e in mercati trattati con attenzione, anche se — come sempre — il palinsesto effettivo

per un singolo torneo va verificato sul sito. E bet365 figura come primo partner dell’autorizzazione ADM della

Setka Cup a settembre 2026, segno di un rapporto attivo con l’agenzia sul fronte delle autorizzazioni.

Il verdetto. bet365 è la scelta di chi vuole una piattaforma che regge il confronto internazionale e non

ha bisogno di istruzioni: il tennis è coperto, gli strumenti di tutela sono completi, l’assistenza al gioco

problematico è indicata dove serve. Chi cerca il rapporto con un marchio più piccolo e più radicato nel

territorio italiano troverà altrove un’atmosfera diversa.

Domande frequenti sulle scommesse all’Australian Open

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi, con i tipi di giocata, preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, quindi la presenza di un torneo nel palinsesto va verificata sul sito dell’operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), letto il 25 ottobre 2026 con 52 righe e codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. In alternativa si legge il codice di concessione e la società dichiarati nei termini dell’operatore. Un nome in una classifica non è una concessione.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Per una singola, ritorno = puntata × quota, e il profitto netto è puntata × (quota − 1). Su 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, con 8,50 € di utile. In una multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico e tutte le selezioni devono vincere.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote di uno stesso mercato: il payout è 1 diviso quella somma, il margine è 100 % meno il payout. Su un mercato illustrativo a due esiti quotati 1,90 e 1,90 la somma degli inversi è 1,0526, il payout circa 95,0 % e il margine poco più del 5 %, con la condizione che entrambe le quotazioni siano davvero a quel livello.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

La tassa la paga il concessionario: l’imposta unica è del 20,5 % sulla rete fisica e del 24,5 % a distanza, sulla differenza tra puntate e vincite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, secondo la stampa di settore: consultare un commercialista. Per i siti non autorizzati, l’Agenzia delle Entrate tratta le vincite come redditi diversi.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile: abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni, e AdmiralBet chiede di fissare già in registrazione un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblica.

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