Cartellini scommesse 2026: punti, regolamenti e dieci concessionari a confronto

Updated Ottobre 2026
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Dati aggiornati al 31 Ottobre 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nelle scommesse sui cartellini di William Hill un cartellino giallo vale 1 punto e un cartellino rosso vale 2 punti, con un massimo di 3 punti per giocatore.

Un cartellino giallo conta un punto. Un rosso ne conta due. Un doppio giallo seguito da rosso, tre. Sembra l’abc del calcio, e invece è il punto in cui si decide se una scommessa sui cartellini si vince o si perde, perché ogni bookmaker scrive il proprio regolamento e tre punti di differenza su una scala che raramente supera i sei o sette cartellini totali spostano un esito da un lato all’altro della linea. Chi punta sull’Under 4,5 cartellini in un derby teso sta scommettendo su un regolamento prima che su undici uomini in campo.

Vale la pena dirlo subito, perché è la scoperta più utile di questa pagina: il mercato dei cartellini non è un mercato unico con nomi diversi da un operatore all’altro. È un grappolo di mercati che si somigliano in superficie e divergono nei dettagli — chi viene conteggiato, come si somma un doppio giallo, se un rosso a un giocatore già ammonito valga due o tre punti, se la panchina entri nel conto. La schedina che avete in mano è identica; il regolamento che la governa no.

Dieci concessionari con concessione ADM, dieci siti .it, dieci storie diverse su questo fronte. Alcuni hanno il regolamento dei cartellini nero su bianco e dettagliato, altri lo nominano appena. La parte interessante, per chi sceglie, non è quanti bookmaker offrono il mercato — quasi tutti i grandi lo fanno — ma quanto ciascuno lo racconta e quanto il lettore deve andare a cercare prima di rischiare soldi su una definizione.

Il meccanismo: come nasce, come si referta e quanto paga una scommessa sui cartellini

La prima cosa da capire è che non state scommettendo su un evento fisico, ma su un conteggio che qualcun altro tiene per voi. Il cartellino esiste, l’arbitro lo mostra, ma il punto che finisce sul vostro biglietto è quello che il bookmaker decide di assegnargli, secondo un regolamento che avete accettato aprendo il conto. È la differenza tra guardare la partita e leggerla.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Per i punti cartellino di William Hill un doppio giallo con rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti.

Cosa entra in un mercato cartellini

I mercati sui cartellini si declinano intorno a un oggetto semplice: il numero di giocatori ammoniti o espulsi in una partita, o il totale dei punti cartellino assegnati dalle due squadre messe insieme. La forma più leggibile è il conteggio a punti, ed è anche quella su cui esiste un regolamento pubblico e dettagliato.

William Hill assegna 1 punto a un cartellino giallo e 2 punti a un cartellino rosso, con un massimo di 3 punti per giocatore. Nella variante «punti cartellino», un doppio giallo con conseguente rosso vale 3 punti e un rosso diretto vale 2 punti. Il tetto per singolo giocatore è la parentesi che conta: nessuno, per quanto combini, può portare a casa più di tre punti, ed è la ragione per cui in una partita con un’espulsione diretta il conteggio totale resta comunque basso. Chi si aspetta che un rosso scuota la linea come due cartellini separati scopre tardi che il regolamento glielo vieta.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Tra i mercati di calcio di Goldbet, oltre a 1X2, marcatori e numero di goal, figurano le scommesse sui cartellini.

Poi c’è la versione che conta soltanto i gialli. Qui William Hill assegna due punti al doppio giallo e non considera alcun cartellino rosso nel conteggio finale. Rileggete la frase, perché è controintuitiva: in un mercato che si chiama «cartellini gialli», un giocatore espulso per doppia ammonizione pesa il doppio di un ammonito semplice, ma un rosso diretto — la sanzione più grave del gioco — vale zero. L’espulsione diretta esce dal conteggio e la linea si muove in una direzione che nessuno spettatore si aspetta. È l’esempio più pulito di come lo stesso episodio di cronaca generi due esiti opposti a seconda del mercato su cui avete puntato.

Chi viene conteggiato e chi no

Qui il regolamento diventa severo. Nei mercati sui cartellini gialli e rossi, le scommesse di William Hill riguardano soltanto i giocatori in campo: sono escluse le espulsioni di giocatori in panchina, quelle di allenatori e altri membri dello staff, e quelle comminate dopo la fine della partita. Il portiere di riserva che si scalda troppo, il vice allenatore che protesta, il difensore già sostituito che commenta a bordo campo: tutti fuori dal conto.

Il limite ha una logica. Il mercato si riferisce a chi gioca, non a chi assiste. Ma ha anche un costo pratico che il lettore deve mettere in conto. Le panchine sono il posto dove nascono i cartellini più stupidi della partita, quelli per proteste, e sono esattamente i cartellini che non pagano. Se la vostra lettura di una gara include una rissa in panchina — e nelle partite di cartello succede — quel mercato non ve la copre. Chi vuole coprirsi su scenari extrapartita deve guardare altrove, o accettare che l’evento gli resti scoperto.

Refertazione: su quale fonte si chiude la scommessa

Una scommessa non si chiude sul video che avete visto, ma sui dati di una fonte. William Hill referta le scommesse su risultato, marcatori e cartellini in base ai dati del sito ufficiale della manifestazione; solo se non disponibili si usano i dati OPTA e, in casi particolari, la registrazione video del match.

La gerarchia è ragionevole e conviene conoscerla, perché definisce chi ha l’ultima parola quando due fonti divergono. Il sito ufficiale della competizione — quello della lega, della federazione, dell’organizzatore — è il riferimento primario. OPTA entra se il primo tace. La registrazione video, l’arbitro di ultima istanza, arriva solo in casi particolari. Se avete visto un giallo assegnato a un giocatore e il sito ufficiale lo attribuisce a un altro, non c’è molto da discutere: vince la fonte, e la fonte non è la vostra memoria.

Quanto paga una scommessa: puntata, quota e margine

La vincita di una scommessa a quota fissa è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Nient’altro. Se giocate 10 € su una quota di 1,85, il ritorno è 18,50 €. Nelle multiple le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, ed è per questo che una multipla a cinque selezioni con quote modeste supera facilmente il 10,00 complessivo — e per questo che il regolamento dei cartellini pesa doppio quando i cartellini sono una delle gambe.

Dentro ogni quota, però, c’è già il conto del bookmaker. Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, entrambi quotati 1,90. Non è una quota di mercato reale, è l’esempio più chiaro per vedere cosa succede: la somma dei reciproci è 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1,0526 circa, e il margine del bookmaker è 1 meno questo valore, quindi intorno al 5,3 %. Il payout del mercato — la quota parte di ogni euro puntato che torna ai giocatori — sta intorno al 94,7 %. Se vi state chiedendo perché mai una linea dovrebbe essere simmetrica a 1,90 e 1,90, la risposta è che non lo è quasi mai: è l’esempio che serve a far vedere la forbice.

La banda di quel margine dipende da quanto è popolare e quanto è liquido il mercato. Su un 1X2 di Serie A il margine tende a stare tra il 4,5 % e il 7 %, il payout tra il 93 % e il 95,5 %. Su un mercato di nicchia come i cartellini, dove il volume è una frazione di quello dell’esito finale e il bookmaker non ha modo di distribuire il rischio su migliaia di giocate, la forbice si allarga: aspettatevi un payout tra l’88 % e il 93 %, cioè un margine tra il 7 % e il 12 %. È la condizione da tenere a mente quando confrontate due quote sui cartellini che sembrano diverse. Una differenza di tre o quattro centesimi su una quota di cartellini può essere tutta lì, ed è tutta margine, non fortuna.

Costruire il biglietto: dove i cartellini si combinano con altro

Il mercato dei cartellini non vive isolato. William Hill, con il Player Builder, permette di combinare sulla stessa partita, per esempio, un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio della porta. È il formato che rende il mercato interessante e pericoloso insieme: tre letture della stessa partita, correlate tra loro più di quanto sembri.

Quando le gambe di una combinata riguardano la stessa partita, la moltiplicazione delle quote non moltiplica la probabilità in modo pulito. Un centrocampista aggressivo ammonito tende anche a essere lo stesso giocatore che si prende i contrasti e che entra nell’azione del gol. Le correlazioni premiano il bookmaker e non il giocatore, e questo vale in modo particolare sulle combinazioni che includono i cartellini. Se il calcolo della quota moltiplicata vi sembra generoso, la domanda da farsi non è quanto paga, ma quanto sono davvero indipendenti le tre cose su cui state puntando.

La concessione ADM: chi può accettare una scommessa in Italia e perché una riga su un elenco non basta

Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. È la prima domanda da farsi davanti a una pagina di scommesse, e anche quella su cui si accumulano più malintesi.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — scritto ADM (ex AAMS) alla prima menzione, perché il mercato continua a dire «AAMS» e cercare quel vecchio nome è ancora normale. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni attribuite con gara pubblica, non licenze aperte: non si compra un’autorizzazione, si vince un bando.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sono sei famiglie diverse, ed è la ragione per cui la parola «concessione» da sola non vi dice niente su cosa quel sito offra davvero.

I vincitori del bando possono gestire una o più di queste attività per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti, all’art. 6, comma 5, includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): è la clausola che protegge l’operatore dal legislatore, e vale la pena saperlo perché rende prevedibile il costo del gioco nel medio periodo.

Come si verifica davvero una concessione

Il posto giusto è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, quello ufficiale. Le concessioni attuali nascono dal bando del settembre 2025, che ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Una cosa che quell’elenco insegna è la struttura societaria del mercato. Il concessionario raramente porta il nome del marchio: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet con la concessione ADM n. 16012; Goldbet Better Organization Italy S.p.a. gestisce Lottomatica con la n. 16010; Azzurri Limited compaiono sia dietro Betsson (n. 16027) sia dietro StarCasinò (n. 16026). Il marchio è un’insegna, il concessionario è il soggetto giuridico con cui firmate.

La concessione è per sito, non per azienda. Una società può tenerne diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e ogni dominio ha la sua riga. Per verificare un operatore, quindi, non basta trovare il gruppo: serve la riga del dominio specifico, con il suo codice.

Il limite più importante dell’elenco è che non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Essere sull’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la mostra il sito dell’operatore, insieme alla sua app. E una presenza in una classifica — inclusa questa — non è una concessione.

Un ultimo dettaglio che vale una nota: gli operatori dichiarano il proprio numero di concessione e la società nelle condizioni d’uso. È il punto in cui l’elenco smette di essere un documento da leggere e diventa un dato verificabile in trenta secondi.

Chi non c’è, e cosa significa

Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe dell’elenco alla data del 25 ottobre 2026. Un marchio assente non è automaticamente privo di licenza, ma la sua assenza dall’elenco ufficiale è un fatto che il lettore può verificare da sé, ed è il primo controllo da fare prima di depositare.

Cosa si può scommettere, e chi decide

L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi del palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner secondo la stampa di settore.

Il corollario è che la copertura di un bookmaker non è una scelta libera in ogni dettaglio: l’operatore costruisce il programma, ADM lo approva, e quello che resta fuori dalle autorizzazioni non esiste per il giocatore italiano. Le scommesse su eventi simulati — art. 2, lett. v), cioè competizioni generate al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e infatti molti siti hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse di cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria.

Il betting exchange merita una riga a sé. È ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito all’art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo che cade sul concessionario.

Sui limiti statutari: un tetto in euro alle puntate nelle scommesse sportive non esiste nella norma. Gli strumenti che vincolano sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Tutele e limiti: gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione

Un operatore con concessione non può limitarsi a offrire il mercato. Deve offrire anche gli attrezzi per fermarsi, e la differenza tra un sito regolare e uno che non lo è passa quasi tutta da qui.

Il fondamento sta nell’art. 3, comma 1, lett. a), che nomina la tutela dei minori tra i princìpi del settore: le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, senza sfumature.

Identificazione: dal conto di gioco a SPID

Un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con form e copia del documento, e accanto le procedure con SPID e CIE. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Goldbet mette a disposizione anche la CIE tramite un provider SPID.

La procedura ha una scadenza che vale la pena conoscere: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è una clausola vessatoria, è il modo in cui l’operatore si mette in regola con l’obbligo di identificazione. Ma produce un effetto pratico che nessuno annuncia: se vincete e non avete completato la verifica, il denaro è lì e non esce.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede gli strumenti che ogni concessionario deve avere: limiti autonomi su tempo, spesa e perdita (lett. a); limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM (lett. b); messaggi automatici su durata e spesa (lett. c); strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto (lett. e); un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno (lett. f).

Il punto operativo è che il limite di deposito lo scegliete voi, in registrazione, su base settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per un aumento. Admiralbet lo dice in modo ancora più esplicito: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato dopo 7 giorni.

L’asimmetria ha una logica che conosce chiunque abbia mai alzato un limite alle due di notte: abbassarlo è gratis, alzarlo costa una settimana di riflessione. È l’unico strumento di protezione che funziona per costruzione e non per buona volontà, e chi non lo imposta al primo accesso non lo imposterà mai più. La cifra che ADM fissa nel bando come limite di deposito non è nota, quindi la domanda interessante non è quale sia il tetto, ma se avete scelto il vostro.

Autoesclusione e RUA

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. È il registro che rende l’autoesclusione una cosa seria: non una disattivazione del conto su un sito, ma un divieto che vi segue su tutto il mercato legale italiano.

Le durate cambiano da operatore a operatore. Le condizioni di Admiralbet prevedono un’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra lunga — fino a 270 giorni, e in forma indeterminata con una revoca che non si può chiedere prima di nove mesi — è la versione più vincolante della misura, e per molti giocatori è esattamente quello che serve. La revoca dopo nove mesi ricorda anche che un’autoesclusione indeterminata non è un conto chiuso per sempre, ma un impegno a lungo termine.

L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto: si può escludere il casinò e tenere il calcio se il problema è uno solo dei due. Una stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.

Su questo fronte va detto con chiarezza: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio senza concessione è di nuovo in gioco, perché quei domini non sono tenuti al rispetto dell’autoesclusione qui descritta.

Il canale di aiuto che non appartiene al bookmaker

Accanto agli strumenti, esiste un canale che non è dell’operatore. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero pubblico, gratuito, e sta lì per una ragione semplice: il momento in cui serve non è quello in cui state leggendo una guida.

L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo informativo sul concessionario: ogni operatore spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra piccola sul giro d’affari del settore, e non c’è molto altro da aggiungere.

Mercati e quote: cosa offrono i bookmaker italiani sui cartellini e come si leggono i prezzi

Arriviamo al punto che interessa a chi cerca il mercato dei cartellini: quali operatori li offrono e come sono fatti questi mercati.

La copertura è larga ma disomogenea. William Hill ha il regolamento più dettagliato che si trova, con le varianti di conteggio già viste. Goldbet mette le scommesse sui cartellini tra i mercati di calcio, accanto a 1X2, marcatori e numero di goal. SNAI propone scommesse su tiri in porta, cartellini e rigori accanto al risultato esatto e al numero di goal, e permette di chiudere le schedine prima della fine dell’evento con il Cash Out. Sisal elenca le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni tra le proprie offerte.

Come si legge una quota e dove si nasconde il margine

Una quota decimale è il moltiplicatore del ritorno: puntata per quota, come già visto. Meno intuitivo è che la quota incorpora anche la commissione dell’operatore, e che quella commissione cambia forma da mercato a mercato.

Nel mercato illustrativo a due esiti quotati entrambi 1,90 il margine sta intorno al 5,3 % e il payout intorno al 94,7 %: sono i numeri calcolati sopra, e sono il riferimento della banda bassa. Sui cartellini, per le ragioni di liquidità e di rischio spiegate nella sezione sul meccanismo, la banda sale e il payout scende. Tradotto in pratica, su un mercato di nicchia tre o quattro centesimi di differenza tra due quote che sembrano simili pesano sul ritorno atteso molto più che su un 1X2. La stessa partita, lo stesso evento, e due prezzi che a occhio paiono equivalenti: la differenza sta nel margine, e il margine è la parte che il bookmaker si tiene in ogni caso.

C’è poi una questione di forma mentale. Su un mercato ad alta liquidità il prezzo si muove perché arrivano soldi da tutte le direzioni, e la linea tende a riflettere un consenso. Sui cartellini no. Il volume è basso, il bookmaker fissa il prezzo e lo aggiusta con prudenza, e in certi momenti la linea resta ferma mentre la partita si scalda. Per chi gioca questi mercati, sapere che il prezzo è un’opinione dell’operatore più che un consenso del mercato cambia il modo di leggere l’offerta: non è un’occasione che gli altri non hanno visto, è un prezzo che pochi hanno contribuito a formare.

Il regolamento come parte del prezzo

Torniamo alla questione da cui siamo partiti, perché ora si vede meglio. Quando su un mercato «cartellini gialli» un rosso diretto vale zero, la linea che vedete non è la linea di un mercato generico sui cartellini: è la linea di un mercato in cui una classe di eventi — l’espulsione diretta, una delle più frequenti nelle partite tese — non conta. Due bookmaker possono quotare lo stesso numero e stare descrivendo due cose diverse. Se il regolamento di uno esclude la panchina e quello di un altro la include, la stessa quota su Over 4,5 cartellini non è lo stesso prodotto.

Questo è il motivo per cui, in un confronto tra operatori sui cartellini, il regolamento va letto prima della quota. Il numero si giudica solo dopo aver capito cosa conta. È noioso, è la parte che nessuno pubblicizza, ed è dove si vincono o si perdono le scommesse su questo mercato.

Cash out e mercati collegati: quanto valgono davvero

La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca, e Sisal e SNAI la mettono in evidenza tra le proprie funzioni. È lo strumento che molti giocatori chiedono per primi sui mercati volatili come i cartellini, dove un’espulsione al ventesimo minuto riscrive tutto.

Vale la pena ragionarci sopra con onestà. Il cash out non è un’assicurazione gratuita: è una nuova quotazione che il bookmaker vi propone a metà partita, e come ogni quotazione contiene un margine. Chiudere in anticipo significa accettare quel prezzo, che tipicamente è meno favorevole di quello che otterreste se la giocata arrivasse a referto come sperate. La funzione ha un senso per chi vuole limitare una perdita già in corso o cristallizzare un guadagno, non per chi cerca un rendimento medio migliore. E attenzione a un dettaglio dei regolamenti sui bonus: in alcuni casi il cash out attivo esclude la giocata dal conteggio dei requisiti, un punto che NetWin scrive esplicitamente nelle proprie condizioni.

La classifica: dieci concessionari, i criteri di valutazione e il confronto campo per campo

Questa non è una classifica di merito e non è una raccomandazione: è un confronto tra dieci operatori che hanno una concessione ADM, ordinati secondo una sequenza editoriale, con quello che le loro condizioni e i loro canali di prodotto dichiarano. L’ordine non dice chi è meglio. Dice in che ordine li abbiamo guardati.

I criteri sono quattro. Primo: la concessione ADM e la chiarezza con cui l’operatore la dichiara, con numero e società. Secondo: la profondità del regolamento sui cartellini e la precisione con cui il mercato è descritto. Terzo: quali strumenti di tutela l’operatore mette davanti al giocatore — limiti all’iscrizione, autoesclusione, identificazione. Quarto: la chiarezza delle condizioni dell’offerta di benvenuto, cioè se i requisiti si leggono senza doverli dedurre.

Un’avvertenza sui criteri: nessuno dei quattro misura la generosità del bonus. Un bonus grande con requisiti illeggibili è un premio che si paga da soli.

Brand Numero e concessionario ADM Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema della chiave.
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Singole, multiple e sistemi tramite l’app; le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Regolamento dei cartellini completo: 1 punto il giallo, 2 il rosso, massimo 3 per giocatore; il doppio giallo con rosso vale 3 punti; Player Builder per combinare marcatore, ammonizione e tiro nello specchio
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Ampia copertura di campionati ed eventi con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Cash Out
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili già in registrazione; autoesclusione da 30, 60, 90 giorni o indeterminata
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi in diretta streaming con palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Betfair ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50 sbloccabile con un giro di 3 volte il deposito in 7 giorni su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento

Il primo dato che salta all’occhio non è in nessuna cella: due righe portano lo stesso concessionario. Azzurri Limited compare dietro Betsson e dietro StarCasinò. Non è una svista dell’elenco, è la struttura del mercato italiano — pochi soggetti con più siti, marchi diversi sulla stessa licenza societaria. Per il lettore cambia poco in termini di tutele, perché concessione per sito significa che ogni dominio ha la sua riga e le sue condizioni. Cambia molto in termini di immagine: due insegne che si presentano come concorrenti rispondono alla stessa azienda.

Il secondo dato è che il regolamento dei cartellini, in questa tabella, ha una sola riga davvero piena. William Hill è l’unico che descrive il mercato nei dettagli — le tre varianti di conteggio, chi è escluso, la fonte di refertazione. Goldbet e SNAI nominano i cartellini tra i propri mercati. Sisal nomina le espulsioni. Gli altri sei non li nominano nei canali consultati: descrivono il proprio prodotto attraverso altri mercati e altre funzioni, e per sapere se i cartellini ci sono bisogna guardare il palinsesto dell’operatore, non la sua vetrina.

Eurobet: il concessionario che si legge nelle condizioni

La concessione di Eurobet è la n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul dominio Eurobet. È uno dei casi in cui il legame tra marchio e società è netto e verificabile, ed è anche il gruppo che nell’elenco gestisce più domini: Eurobet, Bwin e Gioco Digitale fanno capo alla stessa società.

L’app copre l’essenziale senza fronzoli: scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets. My Bets è un dettaglio che sembra amministrativo e non lo è. Su un mercato come i cartellini, dove la refertazione arriva a partita finita e a volte con qualche minuto di ritardo, avere tutte le giocate aperte in un posto solo è la differenza tra controllare e ricordare.

Quello che la tabella mostra di Eurobet è un profilo senza punte: una struttura societaria solida, un’app ordinata, nessuna dichiarazione particolare sui cartellini. Il verdetto è che si tratta di un operatore per chi vuole un conto dentro un gruppo grande e riconoscibile, con una pagina di schedine ben fatta, e non ha esigenze particolari sui mercati di nicchia. Chi cerca specificamente il regolamento dei cartellini scritto nero su bianco dovrà aprire il palinsesto e leggere, perché qui non c’è nulla di pronto.

William Hill: l’unico regolamento dei cartellini che sta in piedi da solo

La concessione è la n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill. Il numero e la società sono dichiarati, e questo è il primo dei quattro criteri soddisfatto senza discussioni.

Sul secondo criterio non c’è partita. Il regolamento mette per iscritto quello che gli altri lasciano intuire: 1 punto per il giallo, 2 per il rosso, con un massimo di 3 punti per giocatore. Nella variante «punti cartellino», il doppio giallo con rosso vale 3 punti e il rosso diretto 2. Nei mercati che contano soltanto i gialli, il doppio giallo vale due punti e nessun rosso entra nel conteggio. E ancora: sono conteggiati solo i giocatori in campo, con esclusione delle espulsioni dalla panchina, di allenatori e staff e di quelle arrivate dopo il fischio finale; la refertazione si appoggia ai dati del sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come riserva e la registrazione video per i casi particolari.

Il Player Builder aggiunge il pezzo mancante: combinare sulla stessa partita un marcatore in qualsiasi momento, un giocatore ammonito durante il match e almeno un tiro nello specchio. È l’unico operatore della lista che mette insieme un mercato sui cartellini documentato e uno strumento per combinarlo con altri mercati della stessa partita.

Il verdetto è semplice e non ha bisogno di giri di parole: chi vuole giocare i cartellini con cognizione di causa parte da qui, perché è l’unico posto in cui il regolamento è abbastanza esplicito da permettervi di calcolare cosa succede nei casi limite. Il prezzo di questa trasparenza è che non c’è nulla di particolarmente generoso: la documentazione è la forza, non l’offerta.

Lottomatica: palinsesto largo sotto un’altra insegna

La concessione n. 16010 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota anche come GBO Italy, e gestisce Lottomatica.it. Il marchio è uno dei più noti in Italia; la società dietro è meno nota, e il fatto che un nome del genere non coincida con l’insegna è normale in questo mercato.

Sul terzo criterio l’operatore si presenta bene: campionati ed eventi coperti in modo ampio — Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri — con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta mentre si scommette. Lo streaming live è una funzione che su un mercato come i cartellini vale più che altrove: se la linea dipende dal conteggio dei cartellini, vedere la partita mentre si decide se entrare o uscire non è un lusso.

Il verdetto riguarda il rapporto tra ampiezza e specificità. Lottomatica è un operatore per chi vuole una copertura vasta e una visione in diretta della partita, e meno per chi cerca nel bookmaker un regolamento scritto dei mercati secondari. Il palinsesto largo è un vantaggio reale, ma non sostituisce la chiarezza su una definizione: chi punta sui cartellini qui deve leggere le condizioni del mercato specifico prima di confermare la giocata, perché la vetrina non lo fa per lui.

Sisal: molti mercati speciali, un nome per le espulsioni

La concessione n. 16020 appartiene a Sisal Italia S.p.a., sul dominio Sisal. Il dato è dichiarato e verificabile.

L’offerta è la più ricca di varianti tra quelle elencate: la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. Le espulsioni rilevano direttamente per chi segue i cartellini, perché sono lo stesso evento letto da un’altra angolazione. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il verdetto sta nel modo in cui l’operatore nomina i mercati. «Espulsioni» è una categoria, non un regolamento: non sappiamo da questa descrizione cosa valga un doppio giallo, chi sia conteggiato, quale fonte decida. Sisal è interessante per chi vuole una gamma larga di mercati particolari e la possibilità di uscire in corsa, e va approcciata sapendo che la variante dei cartellini va letta nel dettaglio del singolo mercato, perché le condizioni dell’offerta non la specificano.

AdmiralBet: la tutela scritta meglio della vetrina

La concessione è la n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su Admiralbet.

Qui il punto forte è il terzo criterio, e in questa lista è il più netto. Le condizioni prevedono un’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto che ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.

I limiti di tempo di gioco sono la parte rara. Molti operatori vi lasciano fissare quanto depositate; fissare quanto tempo state dentro è un’altra cosa, e su un mercato come i cartellini — dove la decisone arriva a partita avanzata e la partita è lunga — è esattamente il tipo di limite che serve.

Il verdetto non riguarda l’offerta sportiva, che qui non ha una descrizione specifica per i cartellini, ma l’impianto di controllo. AdmiralBet è l’operatore di questa lista per chi vuole che gli strumenti di contenimento siano messi sul tavolo fin dalla registrazione, non nascosti in una pagina di impostazioni. Chi arriva ai cartellini cercando solo il regolamento deve guardare altrove; chi arriva sapendo di dover mettere paletti, qui li trova già in fila.

Betsson: ampiezza internazionale, marchio sotto Azzurri Limited

La concessione n. 16027 è di Azzurri Limited, che è anche la società dietro StarCasinò. Due insegne diverse, una sola azienda: per il lettore che confronta, questo è il dato da tenere presente quando i due siti gli sembrano alternative.

L’offerta è quella di un bookmaker internazionale: pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La mole è il punto, non la profondità: «migliaia di eventi» descrive un catalogo, e un catalogo di quelle dimensioni tende a significare che i mercati di nicchia esistono ma non sono raccontati.

Il verdetto è sul profilo del giocatore. Betsson è la scelta di chi vuole ampiezza — sport insoliti, campionati lontani, molte alternative nella stessa partita — e accetta di esplorare il catalogo per trovare quello che cerca. Chi invece ha bisogno che il regolamento dei cartellini gli venga incontro dovrà scavare più a fondo, perché la presentazione del prodotto resta sul piano della quantità.

Planetwin365: streaming quotidiano e sport minori

La concessione n. 16007 è di Pwo S.p.a., su Planetwin365.

Il tratto distintivo è la diretta: eventi sportivi in streaming con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Il tennis tavolo in un palinsesto quotidiano dice molto su chi è il pubblico di riferimento. Non è lo sport che muove i volumi, è lo sport che riempie le ore morte, e un operatore che lo copre con regolarità sta dicendo che gli interessa chi scommette durante la giornata, non solo il sabato pomeriggio.

Il verdetto riguarda la coerenza di quel posizionamento. Planetwin365 è un operatore per chi scommette spesso e su tanti sport diversi, e trova valore nella diretta continua; il calendario fitto è il suo argomento, ed è un argomento onesto perché verificabile accendendo l’app. Sui cartellini, però, questa lista non porta elementi specifici: chi cerca il mercato dei cartellini in chiave di regolamento deve controllare il palinsesto calcistico dell’operatore e leggere le condizioni del singolo mercato.

Betfair: exchange e listino, due cose in una

La concessione n. 16028 è di Betfair Italia S.r.l., su Betfair, ed è la prima concessione della lista dal punto di vista del numero — il che riflette una presenza storica nel mercato italiano, non un primato di merito.

L’offerta comprende Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo e combinazioni a quote maggiorate. Ma il vero tratto distintivo di Betfair non è nel listino: è il betting exchange, ammesso in Italia come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e definito all’art. 2, lett. u). Lì il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

La documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo che cade sul concessionario.

Il verdetto è che Betfair è un operatore per un giocatore con un profilo preciso: chi ha già capito la differenza tra puntare contro un bookmaker e prendere posizione contro un altro giocatore. Per quel lettore la struttura dell’exchange è un’alternativa sostanziale, non una funzione in più. Per chi cerca semplicemente una quota fissa sui cartellini, invece, il vantaggio dell’exchange non si applica, e resta un listino ordinario con una sezione combo ben fornita.

StarCasinò: il casinò che ha un bookmaker dentro

La concessione n. 16026 appartiene ad Azzurri Limited, la stessa società di Betsson, su Starcasino.it. Va detto chiaramente, perché il nome porta fuori strada: dietro l’insegna da casinò c’è un concessionario, e il marchio ha un’offerta sportiva.

Quella offerta permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il casinò resta il prodotto principale e si vede: le slot e il live casinò stanno davanti, lo sport sta accanto.

Il verdetto qui non riguarda il regolamento dei cartellini — questa lista non ne porta elementi specifici per il marchio — ma la direzione della casa. StarCasinò è la scelta di chi è già cliente per il casinò e vuole un bookmaker dentro lo stesso conto, con la comodità di non gestire due portafogli separati. Chi invece cerca nello sport il prodotto principale, e in particolare i mercati calcistici secondari, trova qui un’offerta generalista che non è costruita per lui.

NetWin: i requisiti scritti per intero, il mercato meno raccontato

La concessione n. 16035 è di Netwin Italia S.p.a., su Netwin.

Il dato più utile di questa scheda riguarda l’offerta di benvenuto, ed è un dato che vale come lezione generale. Il bonus Sport-50 richiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Leggete l’ultima esclusione due volte, perché tocca direttamente il tema di questa pagina. Una giocata con cash out attivo non conta per i requisiti. Chi punta sui cartellini e usa il cash out per gestire la volatilità del mercato — la mossa più sensata su un mercato che un’espulsione può ribaltare — sta usando uno strumento che gli azzera il contributo al requisito. Non è un trabocchetto: è scritto nelle condizioni. Ma è esattamente il tipo di clausola che il lettore scopre dopo aver sbloccato metà del bonus.

Sul calcolo: tre giri su un deposito di 20 € significano 60 € di giocate reali da effettuare in una settimana, e con un requisito di quota totale di almeno 10.00 per giocata non stiamo parlando di micro-puntate. Su un mercato di nicchia come i cartellini, con la banda di margine che abbiamo stimato tra il 7 % e il 12 %, quegli obblighi si pagano in margine: è una stima media su molte giocate, non un esito garantito né una previsione, ma indica l’ordine di grandezza del costo di sblocco.

La concessione dichiarata e i requisiti espliciti sono due punti a favore. Il regolamento dei cartellini, invece, qui non è descritto.

Pubblicità, bonus e tasse: cosa dice la legge italiana e cosa tocca al giocatore

Tre questioni legali chiudono il quadro, e vanno tenute separate: cosa si può pubblicizzare, quanto costa un bonus, e chi paga l’imposta.

Il Decreto Dignità e il divieto di pubblicità

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la legge n. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con questa formulazione: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».

Il testo è ampio e la parola che pesa è «indiretta». Il divieto copre anche le forme che non sembrano pubblicità: la sponsorizzazione di una maglia, il nome su un cartellone a bordo campo, il logo su una trasmissione. L’autorità che lo fa rispettare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il quadro non è statico. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori senza concessione può attirare misure di AGCOM sui media. Sulla cronaca recente: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla notifica del divieto). Una proposta — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non è diventata legge, e il divieto resta in vigore alla data di verifica.

Per il lettore la conseguenza è concreta. Il bookmaker non può farvi pubblicità, quindi la scelta dell’operatore ricade su di voi: nessuno spot vi dirà quale offerta conviene, e nessun banner vi metterà in guardia su un dominio senza concessione.

Il bonus non è vietato, ma i requisiti sono dell’operatore

Una precisazione che circola male: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. «Bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Ammontare, rigioco e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore.

Questo sposta tutto il peso sull’offerta. Due bonus con lo stesso importo nominale possono valere cose molto diverse: conta il fattore di rigioco, conta la quota minima per giocata, conta la scadenza e conta cosa è escluso dal conteggio — sistemi, antepost, live, cash out. Il caso NetWin visto sopra è l’esempio più chiaro, ma la logica è generale: l’importo del bonus è la cifra che si vede, il rigioco è la cifra che si paga.

William Hill, per fare un altro esempio, propone un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Le tranche da 10 €, le cinque selezioni obbligatorie e la quota minima di 5.00 raccontano il tipo di bonus: per sbloccarlo serve costruire multiple lunghe, e una multipla lunga è anche la giocata con la probabilità più bassa di arrivare. Il bonus cash si sblocca con le multiple che vincono, non con quelle che perdono.

Vale la pena ricordare che un bonus cash è denaro vero, mentre un bonus in free bet ha un valore diverso: se la puntata gratuita non viene restituita con la vincita, il valore atteso della free bet è inferiore al suo importo nominale, e calcolarlo richiede la quota a cui la giocate e il payout del mercato. Il tipo di bonus conta quanto il suo ammontare.

L’imposta unica e le vincite del giocatore

L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite secondo la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il giocatore, invece, non è toccato direttamente. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: secondo la stampa di settore le vincite sono tassate alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi per il caso concreto conviene consultare un commercialista.

Le vincite da siti senza concessione

Il quadro cambia del tutto fuori dal perimetro dei concessionari. Con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, l’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intera somma ricevuta e senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

C’è un’ironia amara nel modo in cui questa materia è regolata. Il giocatore che sceglie un concessionario italiano non compila nulla. Il giocatore che sceglie un dominio straniero — spesso perché non ha trovato il mercato che cercava o perché un bonus lo ha convinto — scopre di avere un adempimento fiscale, e scopre anche di non poterlo ricostruire facilmente, perché le giocate sono sparse su piattaforme che non rilasciano gli stessi documenti.

Quanto costa davvero il mercato senza concessione

Offrire gioco a giocatori italiani senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce l’apparato di contrasto: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un’ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

L’efficacia del sistema va raccontata come sta: il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato pratico si chiama «oscurati», ed è una corsa che non finisce mai.

Sul piano del giocatore, la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 è citata da ADM il 28 febbraio 2024 in questi termini: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come ADM stessa la scrive; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro giocatori non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto onesto è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti stranieri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: la zona d’ombra è quella che non offre tutele, e va descritta per quello che è.

Domande frequenti sui cartellini e sulle scommesse in Italia

Se una scommessa sui cartellini non viene conteggiata come pensavo, cosa posso fare?

Poco, dopo la giocata. Il regolamento che avete accettato prevale sulla vostra lettura della partita, e la refertazione si appoggia a una fonte esterna — nel caso di William Hill il sito ufficiale della manifestazione, con OPTA come riserva. Prima di confermare, controllate nella pagina del mercato cosa valga un doppio giallo, se un rosso diretto conti e se la panchina entri nel conteggio: sono le tre voci che decidono più spesso.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga porta un codice e un dominio .it. La concessione è per sito, non per società: serve la riga del dominio su cui giocate. Attenzione a un limite dell’elenco: non ha una colonna per i giochi, quindi essere presenti non dimostra un’offerta di scommesse sportive. Quella la mostra il sito dell’operatore.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota decimale fissata al momento della giocata. Dieci euro a quota 1,85 rendono 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. Nelle multiple le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, quindi il ritorno cresce in fretta; la probabilità che tutte le gambe arrivino, però, non cresce con lo stesso passo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si sottrae il totale da uno. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 la somma dei reciproci è circa 1,0526, il payout circa il 95,0 % e il margine circa il 5,0 %. Sui mercati di nicchia come i cartellini la forbice si allarga, con payout stimabili tra l’88 % e il 93 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base settimanale o mensile. Ridurlo ha effetto immediato; aumentarlo richiede un’attesa di sette giorni. Admiralbet chiede anche limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, dichiarando che un limite ridotto vale subito e uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra fissata da ADM nel bando non è nota.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Per le vincite pagate da un concessionario ADM no: il prelievo cade sul concessionario, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore. Diverso il caso di un sito senza concessione: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare. Per il proprio caso conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse senza concessione?

Nessuna delle tutele italiane: niente RUA, niente strumenti di limite obbligatori, nessun foro italiano. Il dominio è esposto al blocco DNS e i mirror ricompaiono con regolarità. Sul piano personale, ADM cita la legge 401/1989, art. 4: anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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