Siti di scommesse stranieri 2026: cosa cambia davvero giocare fuori dalla concessione ADM
Un sito di scommesse straniero è, in termini pratici, un’offerta che non ha una concessione ADM. Non è un dettaglio burocratico: è il punto da cui discende tutto il resto, dal dominio che si apre o non si apre più fino al modo in cui un eventuale vincita entra in dichiarazione dei redditi. Chi cerca «siti non AAMS» o «siti esteri» spesso cerca prezzi migliori o bonus più elastici, e in effetti li trova. Il problema è che cosa arriva insieme a quei prezzi, e soprattutto quando arriva: quasi mai al momento dell’iscrizione, quasi sempre nel momento in cui serve davvero qualcosa.

Questo è il filo che seguo in tutta la pagina. Prima che cosa distingue, in concreto, un sito con concessione da uno senza. Poi la norma, la vigilanza e i confini della giurisdizione italiana. Dopo la prevenzione, cioè gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione dell’utente e che un bookmaker offshore non ha motivo di replicare. Infine dieci concessionari reali, il loro conto, i loro limiti e i loro palinsesti, con un conto alla mano su quanto costa giocare una settimana di puntate.
*Data di riferimento: 31 Ottobre 2026. Le posizioni sulle concessioni sono state riscontrate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).*
Da dove nasce la differenza tra un bookmaker estero e un concessionario
La parola «straniero», applicata a un sito di scommesse, descrive due situazioni diverse che il mercato confonde di continuo. La prima è un operatore con sede e licenza fuori dall’Italia che accetta giocatori italiani su un dominio internazionale: è un’offerta priva di concessione, e su questo non ci sono sfumature. La seconda è un marchio internazionale che ha una licenza estera e, in parallelo, un sito .it coperto da concessione italiana: due prodotti separati, con due regimi separati, e il secondo è pienamente autorizzato.

Il confine tra le due cose non si vede dalla grafica del sito, né dalla notorietà del marchio, né dal fatto che sponsorizzi una squadra. Si vede da un elenco pubblico.
Il meccanismo della concessione, spiegato senza giri di parole
In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro è riservato ai titolari di concessione. ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e indica una regola secca: solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Non è un’accettazione facoltativa né una licenza aperta: le concessioni sono «concessioni» appunto, assegnate con gara pubblica.
Il quadro attuale è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, il decreto di riordino del settore dei giochi pubblici a distanza. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.
Il comma 3 dice quanto dura e da dove si parte: i vincitori della gara possono esercitare uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 entra nel merito dei requisiti, tra cui una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Gli articoli 4, comma 3 e 5, comma 3 fissano un altro paletto: condizioni di concessione e regime fiscale restano invariati per tutta la durata della concessione. Tradotto per chi scommette: il quadro di regole che si accetta oggi non può essere riscritto a metà partita dallo Stato, né in senso migliorativo né in senso peggiorativo.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi ha vinto ha pagato una cifra importante per entrare, e questo spiega molte cose del comportamento commerciale dei concessionari: sette milioni non si recuperano con la cortesia.
Una concessione per sito, non per azienda
Qui c’è un passaggio che sfugge al novanta per cento di chi legge una classifica di bookmaker. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con i codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda.
Basta un esempio per capire la differenza: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, tre siti distinti sulla stessa struttura societaria. E il rovescio della medaglia: un marchio che compare nell’elenco non è automaticamente un bookmaker sportivo, perché la lista non ha una colonna che dica quali giochi siano coperti, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Il nome nell’elenco dimostra la titolarità di una concessione, non l’esistenza di un palinsesto sportivo. Quella la dimostra il sito dell’operatore, con il numero di concessione e la ragione sociale scritti nei termini e condizioni.
Restringo ancora il campo, perché è il punto che quasi nessuno esplicita: la presenza in una classifica, in una recensione o in una raccolta di bonus non è una concessione e non dice nulla sulla concessione. Un sito può stare in cinquanta classifiche e restare privo di titolo. Cinquanta classifiche sbagliate non fanno un’autorizzazione.
Perché la lingua del mercato resta «non AAMS»
Il modo di dire sopravvive alla sigla. ADM è l’autorità nata dall’accorpamento che ha inglobato l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, e nessuno ha smesso di dire «AAMS» solo perché l’acronimo ufficiale è cambiato. Perciò conviene leggere «non AAMS», «siti esteri», «siti stranieri» come quello che sono: sinonimi colloquiali di una cosa sola, l’assenza di una concessione italiana. Non esistono gradi intermedi. Un operatore ha una concessione ADM sul sito .it che sta proponendo a un giocatore italiano, oppure non ce l’ha.
La posta in gioco non è il colore di un timbro. È che davanti a un contenzioso su un prelievo bloccato, su un conto chiuso o su una vincita contestata, con un concessionario esiste un giudice italiano come foro e un’autorità di vigilanza a cui rivolgersi. Con un operatore non autorizzato esistono le condizioni contrattuali che quell’operatore ha scritto, e un tribunale straniero con le sue regole.
Normativa, vigilanza e giurisdizione: cosa succede, a chi, e da quando
Qui smetto di descrivere e comincio a contare. La regolamentazione italiana dei siti non autorizzati non è un insieme di principi declamatori: è una filiera di atti con destinatari precisi, sanzioni in cifre e tempi scanditi. Conviene percorrerla nell’ordine in cui morde, perché è in quell’ordine che il lettore la incontra.
Inibizione: l’articolo 102 e la filiera che ne discende
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma fa due cose: impone il blocco e stabilisce che chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti.
ADM inibisce i domini che offrono o sponsorizzano gioco illegale reindirizzandoli verso una pagina con un’apposita avvertenza, che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione: nella pratica, un dominio bloccato con il vecchio sistema continua a rispondere allo stesso modo. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Le cifre raccontano la scala dell’operazione. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, secondo quanto riportato dalla stampa di settore in relazione all’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni passaggio. È una lista che non chiude mai, e questa è la prima cosa da capire sul blocco dei domini: non è un muro, è una manutenzione.
Il blocco opera a livello DNS. Alcuni provider sono più lenti di altri ad allinearsi, il che produce quel fenomeno noto per cui un sito «oscurato» continua a essere raggiungibile per giorni su certe connessioni e non su altre. C’è poi la parte che nessun elenco può risolvere: gli specchi. Un dominio inibito riappare con un indirizzo diverso nel giro di ore.
Perché l’inibizione non chiude il problema
Chi si aspetta che il blocco renda impraticabile il gioco non autorizzato resterà deluso, e chi si aspetta che lo Stato stia perdendo la partita probabilmente sbaglia anche dall’altro lato. La logica del sistema non è rendere impossibile il gioco offshore: è rendere costoso, per chi lo alimenta, il rimanere visibile. La norma colpisce gli intermediari, e questo è il punto che cambia la prospettiva di lettura.
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Si noti la struttura: «per ciascuna violazione accertata», non una tantum. Un provider che non aggiorna l’elenco per più domini non paga una volta, paga ogni volta.
Per il lettore, la conseguenza è più sottile di quanto sembri. Se un giorno una ricarica verso un operatore non autorizzato è lenta, rifiutata o tornata indietro senza spiegazioni, la ragione più probabile non è un guasto tecnico del sito. È un sistema che sta spingendo l’operatore fuori dai binari del pagamento ordinario, e le fasi di quel contrasto sono esattamente le fasi in cui il denaro del giocatore resta fermo in mezzo.
La legge 401/1989: quando la norma raggiunge il giocatore
Qui arriviamo alla parte che il lettore non si aspetta di leggere. La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. Ma il comunicato dell’ADM del 28 febbraio 2024 aggiunge un passaggio che vale la pena citare per intero: «Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi».
La regola non è rivolta soltanto a chi organizza o pubblicizza. Come ADM stesso la enuncia, raggiunge anche chi partecipa. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta alcun caso concreto instaurato contro un giocatore: sono due precisazioni che contano, perché significano che non si sta parlando di un rischio quantificabile, ma di una qualificazione giuridica del comportamento. Chi deposita su un operatore privo di concessione non sta semplicemente scegliendo un fornitore diverso. Sta, per come l’autorità descrive la fattispecie, dentro una condotta sanzionata dalla legge penale italiana.
Sul versante di chi opera, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse sono accettate all’estero: il luogo in cui si raccoglie conta più del luogo in cui si registra l’operatore.
E c’è un terzo fronte, quello dei media. L’ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Un giornale, una radio, una piattaforma online che ospita un banner non autorizzato non sta violando una regola di stile: sta esponendo il proprio nome a un intervento dell’AGCOM.
Un’ultima distinzione, perché il confine è spesso confuso. Una licenza estera, che sia di Curaçao, di Malta o di Anjouan, non ha alcuno standing in Italia. Non è una licenza più debole, non è una licenza con qualche limite in più: per l’ordinamento italiano è un titolo che non produce effetti. Il fatto che un operatore sia perfettamente legittimo nel paese in cui ha sede non trasferisce nulla al momento in cui raccoglie la puntata di un residente in Italia.
Imposta unica: l’operatore paga, e questo cambia la fattura
Il regime fiscale italiano non tassa la vincita in mano al giocatore. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa, disciplinata dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, dopo essere state a lungo al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Che cosa vuol dire per il lettore? Che la vincita pagata da un concessionario ADM non è tassata in capo a chi la incassa e non va dichiarata, perché il prelievo è già stato fatto a monte sulla raccolta. La formulazione che circola è «tassate alla fonte», e indica che l’utente riceve la somma netta e non deve inserire nulla nel modello. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale complessa farebbe bene a parlarne con un commercialista.
Il discorso cambia radicalmente con i siti non autorizzati. Sulle vincite ottenute su siti esteri, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta applicata dal sito, e una dichiarazione da fare nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF concretamente applicata non è nota. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questa non è consulenza fiscale.
Il punto operativo è che il sito straniero non «conviene» fiscalmente: sposta soltanto il momento e il soggetto dell’adempimento, dal concessionario al contribuente.
Il Decreto Dignità e la contraddizione che nessuno risolve
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è il cosiddetto Decreto Dignità, ed è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 nella sua formulazione integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet».
L’attività di vigilanza è dell’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso, però, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (articolo 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (articolo 3, lett. m; articolo 15, comma 3). La linea è quindi più stretta di quanto sembri a prima vista: il logo può viaggiare, la chiamata all’azione no.
C’è un dettaglio che vale più di ogni commento. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea: il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Le norme, in altre parole, sono chiare nella scrittura e in movimento nella applicazione.
Il quadro si completa con una proposta, che tale resta: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Non ne è stato trovato l’esito, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Sul versante dei bonus va sciolto un equivoco che circola molto. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto; e non esiste un tetto statale all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di puntata. Il che significa una cosa sola, e conviene dirla senza addolcirla: se la legge non fissa un massimo, l’unico limite è quello che l’operatore scrive nei propri termini e condizioni, ed è lì che va letto.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove esiste una concessione
Se dovessi indicare un unico argomento capace di chiudere la discussione tra «sito estero» e «concessionario ADM», indicherei questo. Non è il prezzo, non è il palinsesto, non è l’app. È il fatto che il sistema italiano di protezione del giocatore è costruito come infrastruttura condivisa, e un sito senza concessione non vi è collegato.

La conseguenza è temporale, e per questo sfugge: nessuno di questi strumenti serve nel momento in cui si apre il conto. Servono nel momento in cui le cose vanno male, ed è esattamente allora che non si possono più improvvisare.
Autoesclusione e RUA: una decisione che vale su tutto il sistema
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018. La sua caratteristica decisiva è la portata: l’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Non è una richiesta rivolta a un bookmaker, è un interruttore che agisce sull’intero sistema.
Questo ha un effetto pratico che merita di essere detto con chiarezza. Chi si autoesclude da un solo operatore perché è convinto che il problema sia «quel sito» non ha risolto nulla, perché l’autoesclusione in RUA lo chiude fuori da tutti, e insieme da tutte le sale fisiche. Al contrario, chi vuole davvero porre un freno trova uno strumento che non ha vie di fuga.
I termini e condizioni di Admiralbet descrivono la forma dell’autoesclusione: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il dato è interessante per due ragioni. La prima è che il periodo breve — sette giorni — è pensato per chi vuole raffreddare una giornata storta, non per chi ha un problema strutturato. La seconda è che la revoca dopo nove mesi introduce un momento di ripensamento, ed è il tipo di dettaglio che un operatore offshore non ha alcun incentivo a costruire.
La disciplina sta nell’articolo 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, che impone strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un rapporto di settore segnala che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
E adesso il punto per chi legge questa pagina proprio perché cerca siti stranieri. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Chi si è autoescluso non è protetto là. La frase va letta nel suo senso pieno: non è che la protezione sia più debole, è che non c’è, perché non esiste alcun canale tecnico attraverso cui un registro nazionale possa comunicare con un operatore che non ha firmato nulla con quello Stato.
Limiti di deposito: l’unico argine che il giocatore sceglie da sé
In assenza di un tetto statale alle puntate sportive in euro — su questo la verifica non ha prodotto alcun limite legale — gli strumenti che contano davvero sono i limiti che il giocatore decide. Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile.
Vale la pena soffermarsi sul funzionamento, perché la differenza tra le due direzioni è tutto. Un limite ridotto ha effetto immediato. Un limite aumentato diventa efficace dopo sette giorni. Admiralbet chiede in fase di registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e la pagina dell’operatore mostra proprio questa asimmetria: chi abbassa la soglia la abbassa subito, chi la vuole alzare deve aspettare.
Sette giorni sono poco se uno ha fretta e moltissimo se uno è nel mezzo di una serata difficile. È l’unica misura del sistema che mette un attrito dalla parte giusta, e vale la pena notare che nessuno la pubblicizza: non fa vendere.
L’articolo 15, comma 1 fissa comunque la cornice completa, lettera per lettera: a) autolimitazioni di tempo, spesa e perdita; b) limiti alle somme depositate in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; c) messaggi automatici su durata e spesa; e) strumenti di autoesclusione; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni la settimana per otto ore al giorno. La lettera b) merita un’attenzione particolare: significa che il limite non è soltanto quello che il giocatore si dà, è anche quello che l’operatore è tenuto a modulare in funzione del profilo.
C’è anche un dato che molti concessionari non mettono in vetrina, e che è un buon indizio per capire quanto un operatore creda davvero nella prevenzione. L’articolo 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa. È una spesa obbligata, non una liberalità: quei soldi escono comunque.
Il limite di deposito che ADM fissa nella gara di assegnazione, invece, non è noto.
Verifica dell’età, identificazione e la finestra dei 30 giorni
La tutela dei minori è un principio esplicitato: l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 la nomina tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questa è una frase che compare anche nelle pagine di apertura conto degli operatori.
Sul fronte dell’identificazione, il conto di gioco richiede un’identificazione completa. Le procedure si sono evolute e vale la pena guardarle in concreto, perché raccontano una scena che il lettore riconoscerà. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Admiralbet apre il conto con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. In pratica la differenza è tra dieci minuti di fotografie e campi da compilare, e un riconoscimento che si conclude mentre si tiene il telefono in mano.
C’è una finestra da conoscere, perché è la trappola più comune per chi si iscrive con il metodo manuale: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Non è una clausola sadica, è il modo in cui l’operatore dimostra di aver identificato una persona reale. Ma trenta giorni passano in fretta quando ci si iscrive per curiosità e si torna sul sito due mesi dopo, magari proprio perché si è vinto qualcosa.
Chi vuole capire che tipo di verifica sta affrontando lo trova scritto: SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono.
Il canale di aiuto, che esiste fuori dal sito
Una nota che non riguarda il confronto tra operatori ma che va fatta, e in modo piatto perché il tema non si presta ad altro. Per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 includono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e la pagina indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero non appartiene a un operatore: è un servizio pubblico, e funziona anche per chi ha giocato altrove.
Se il gioco ha smesso di essere un passatempo, la conversazione giusta non è con un bookmaker. Il numero è gratuito e dall’altra parte non c’è nessuno che ha interesse a far continuare la partita.
Dove il deposito finisce davvero, in concreto: i «punti vendita ricariche» dell’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai e ricevitorie — che accreditano il conto online soltanto su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Una ricarica in contanti al tabaccaio, quindi, ha un tetto settimanale basso per costruzione: è un dettaglio da sapere prima di organizzarsi per versare una cifra più grande.
Quali criteri separano un bookmaker estero da un concessionario serio
Metto in fila i test, nell’ordine in cui li applicherei davanti a un sito che non conosco. Nessuno richiede competenze tecniche, e tutti si eseguono in pochi minuti.
Il primo è il dominio e il titolo. Un operatore che serve il pubblico italiano con una concessione lo fa su un sito .it e dichiara nei termini e condizioni il proprio numero di concessione e la ragione sociale. Se il dominio è internazionale e non compare alcun numero di concessione ADM, la risposta è già arrivata.
Il secondo è l’elenco. L’atto di riferimento è l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, che ADM pubblica: 52 righe con codici da 16000 a 16051 alla lettura del 25 ottobre 2026, ognuna legata a un sito .it. Va consultato lì, non in una pagina di comparazione. E va letto con la sua caratteristica già vista: la lista non distingue i giochi, quindi conferma il titolo e non l’offerta sportiva.
Il terzo è la coerenza tra nome e società. Diversi marchi noti appartengono a società diverse da quelle che il nome suggerisce, ed è normale: la concessione è per sito e la società capogruppo può essere lontana dal marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia S.r.l., Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Non è un segnale d’allarme, è la struttura del mercato: la concessione italiana è il titolo di una società italiana o europea, non del marchio globale.
Il quarto è il conto. Se l’apertura non prevede identificazione, o non prevede un limite di deposito da scegliere in registrazione, il quadro è chiaro.
Il quinto è il comportamento fiscale e documentale. Un concessionario opera con l’imposta unica già assolta a monte e non chiede al giocatore di occuparsi di nulla. Un sito estero lascia al giocatore una dichiarazione da fare e nessun documento pronto.
Classifica e panoramica: dieci concessionari ADM a confronto
I dieci operatori che seguono sono concessionari presenti nell’elenco ADM con il proprio sito .it. Non è una graduatoria di qualità e non è una raccomandazione: la concessione è attribuita per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte così come le raccontano i termini degli operatori e le schede delle loro applicazioni.
Una precisazione che va fatta prima e non dopo, perché riguarda la natura stessa di una lista come questa. L’elenco dei concessionari non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari oltre a questi dieci, e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza. La selezione risponde a un criterio di documentazione, non di autorizzazione. E nessun operatore privo di concessione compare in queste pagine: di quella zona si descrive il meccanismo, non i nomi.
La tabella seguente raccoglie, per ciascun marchio, la società titolare e il numero di concessione, e quello che i termini dell’operatore dichiarano sul soggetto di questa pagina, cioè il fatto di essere un concessionario ADM su sito .it.
| Marchio | Numero e titolare della concessione ADM | Che cosa dichiarano i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. | Sito .it proprio del concessionario |
| Lottomatica | ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Sito .it proprio del concessionario |
| NetWin | ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. | Sito .it proprio del concessionario |
| Eurobet | ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Sito .it proprio del concessionario |
| BetFlag | ADM n. 16008 — Betflag S.p.a. | Sito .it proprio del concessionario |
| Betsson | ADM n. 16027 — Azzurri Limited | Sito .it proprio del concessionario |
| William Hill | ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc | Sito .it proprio del concessionario |
| StarCasinò | ADM n. 16026 — Azzurri Limited | Sito .it proprio del concessionario |
| bet365 | ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc | Sito .it proprio del concessionario |
| Planetwin365 | ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. | Sito .it proprio del concessionario |
Il numero di concessione è il dato più utile della tabella e anche il più trascurato. Non dice niente su quanto sia buono un bookmaker, ma dice tutto su che cosa si sta scegliendo: un codice a cinque cifre indica un titolo attribuito con gara pubblica a una società identificata, e quella coppia codice-ragione sociale è la cosa da confrontare con quanto compare nei termini del sito su cui si sta per depositare. Una difformità tra il numero dichiarato e l’elenco è l’unico segnale di allarme che questa tabella possa dare, e vale la pena andarlo a cercare.
La colonna dei titolari mostra un altro aspetto del mercato. Tre delle dieci righe fanno capo a società con sede a Malta, e la doppia titolarità di Azzurri Limited su Betsson e StarCasinò non è un caso di scuola ma la norma. Il marchio che il giocatore vede e la società che risponde davanti ad ADM sono due cose distinte.
Il criterio di valutazione che seguo nelle schede è quello indicato dal soggetto della pagina: che cosa l’operatore mette a disposizione di chi vuole giocare, quanto è stretto il suo conto, e dove questo si scontra con la natura di un servizio regolato.
Sisal: la diretta streaming che rende il live una cosa diversa
L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Prima che l’evento finisca, non dopo: la precisazione non è oziosa, perché il valore del cash out dipende dal momento in cui si esercita, e il prezzo che l’operatore offre in quel momento non è il prezzo di mercato ma il prezzo dell’operatore.
Il numero che colpisce è il rapporto tra i due palinsesti. Oltre 1.000 eventi al giorno in pre-match diventano un rapporto di quindici a uno quando si guarda al live. Non è un dato pubblicitario e non è nemmeno neutro: quindici volte l’offerta significa quindici volte le occasioni di decidere in fretta, e la diretta streaming gratuita rende quella decisione più coinvolgente di quanto un’etichetta su una lista possa mai fare. Il catalogo dei mercati — Goal, No Goal, Multigoal, tiri in porta, rigori, espulsioni — è costruito esattamente per il tipo di giocatore che guarda la partita e non solo il risultato.
Il verdetto: Sisal è il concessionario da scegliere quando il live è il cuore della giocata, perché streaming e profondità dei mercati sono sulla stessa piattaforma. È anche il profilo che richiede più disciplina, e chi apre il conto lo fa sapendo che l’accesso con Touch ID e la diretta gratuita abbassano di molto la distanza tra il desiderio e la puntata.
Lottomatica: il palinsesto più ampio e l’effetto delle quote in tempo reale
L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. La licenza è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., società che non porta il nome del marchio: un promemoria utile del fatto che la concessione appartiene alla società, non all’insegna.
Il profilo che emerge è quello di un operatore che punta sull’ampiezza della copertura. Calcio nazionale su due divisioni più Serie C, calcio internazionale di primo livello, e poi due mondi che non sono calcio: la Formula 1 e la MotoGP. È un palinsesto costruito per chi non vuole cambiare piattaforma quando il calendario cambia sport, e la copertura di entrambi i campionati motoristici è più rara di quanto si pensi tra i marchi che vengono dai casinò.
Il punto critico è quello che l’app annuncia come un vantaggio: quote e risultati in tempo reale. In un contesto live, un aggiornamento continuo del prezzo significa anche che il prezzo che si vedeva un secondo prima non esiste più. Chi scommette live su un solo mercato lo percepisce poco; chi prova a comporre una multipla live durante una gara ha bisogno di essere più veloce dell’interfaccia, non del bookmaker.
Il verdetto: la scelta giusta per chi scommette su più sport nell’arco della stessa settimana e vuole un solo conto. Il palinsesto motoristico è l’argomento più forte della scheda, e vale la pena verificare prima su quali mercati esattamente l’operatore copra le gare.
NetWin: cinquanta euro con il deposito minimo più basso della lista
L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Due elementi vanno letti con attenzione, perché cambiano il senso dell’offerta rispetto a come suona.
Il primo: «bonus reale», cioè denaro e non un gettone di gioco. La differenza conta nel momento del prelievo, perché un bonus reale entra nel saldo e si preleva con le regole del saldo, mentre un free bet no. È un’offerta di tipo diverso da quella di William Hill, che accredita un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID — e va detto che i due importi non sono confrontabili, perché non è la stessa cosa.
Il secondo: conto verificato. Il tetto di 50 € diventa raggiungibile solo dopo il completamento della verifica, e questo sposta il momento in cui l’offerta è effettivamente disponibile. Con un deposito minimo di 20 € si accede alla fascia iniziale, ma il massimo richiede una cifra più alta e un conto già validato.
Il verdetto: è il concessionario con la soglia di ingresso più bassa tra i dieci, e questo lo rende interessante per chi vuole provare un conto con pochi euro e con denaro reale e non con un gettone. Chi punta al tetto dell’offerta deve invece mettere in conto verifica del conto e un versamento iniziale più consistente.
Eurobet: dagli scacchi alle elezioni, il palinsesto che nessuno si aspetta
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Sotto il marchio Eurobet opera Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che come visto detiene anche i siti Bwin e Gioco Digitale.
Le due voci finali meritano una riflessione perché sono la cosa più interessante della scheda e anche la più fraintesa. Gli scacchi come disciplina di scommessa sono una nicchia vera, con un bacino di appassionati ristretto e competente. Le elezioni e gli eventi di spettacolo sono invece un prodotto diverso: non hanno nulla a che fare con lo sport e rispondono a un pubblico che vuole scommettere su quello che già guarda in televisione. Il reality show come mercato è la dimostrazione più chiara di quanto il palinsesto sia, per definizione di legge, un programma di eventi sportivi e non sportivi preparato dal concessionario e approvato da ADM: non è quello che il singolo giocatore immagina come «scommessa sportiva», ma è quello che il concessionario può offrire.
Il verdetto: la scelta per chi vuole trovare mercati che altrove non ci sono. È un profilo da lettore curioso più che da specialista di un singolo campionato, e va verificato evento per evento, perché l’ampiezza di un palinsesto si misura sui mercati disponibili e non sull’elenco delle discipline.
BetFlag: due strade per aprire il conto e la questione dei trenta giorni
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La licenza è di Betflag S.p.a.
Che cosa significa in pratica questa doppia strada? Che BetFlag mette davanti la via più rapida — un riconoscimento digitale che passa da un’identità già verificata altrove — senza togliere quella tradizionale a chi non ha SPID o CIE. La scelta non è neutra per il lettore, perché le due strade hanno conseguenze diverse sui tempi: chi sceglie la registrazione classica entra nel regime dei 30 giorni per la validazione, chi passa da SPID o CIE si porta dietro un’identità già certificata.
L’età minima è scritta nella pagina e non è una formalità: il divieto ai minori di 18 anni è il principio di tutela dei minori declinato dall’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024, e la sua presenza nella pagina di apertura conto di un operatore è il segno che la verifica non si esaurisce con una casella da spuntare.
Il verdetto: è l’operatore con l’imbuto di registrazione più chiaro della lista, e questo conta per chi si iscrive la sera stessa in cui vuole giocare. Il consiglio pratico è decidere prima quale delle due strade si percorre, perché cambiarle a conto aperto costa tempo e, in certi casi, il blocco dei prelievi.
Betsson: la struttura della combinata e i mercati che si compongono
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il concessionario è Azzurri Limited, la stessa società che detiene la concessione di StarCasinò: due marchi, un titolare, due siti distinti.
Il dettaglio che fa la differenza in questa scheda è l’ultima voce dell’elenco. I mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal e marcatori sono mercati singoli, ognuno con il proprio prezzo e il proprio margine. La combo è un’altra cosa: è la combinazione di più selezioni in un’unica giocata, e il suo prezzo non è la somma dei prezzi delle singole, è il loro prodotto. Chi legge «combo» come una semplice comodità di interfaccia sottovaluta il fatto che il risultato è una quota che cresce molto in fretta e una probabilità che crolla altrettanto in fretta.
Sul fronte dell’ampiezza dell’offerta, le migliaia di eventi pre-match e live dicono poco in sé. Dicono invece molto se combinate con la natura combinata dei mercati: più eventi significa più combinazioni possibili, e quindi più occasioni di costruire una giocata con molte gambe.
Il verdetto: si rivolge a chi gioca multipla e combo e vuole un catalogo ampio da cui pescare. Per chi invece gioca singole su un mercato principale di una partita, la struttura dei mercati di Betsson eccede quello che serve.
William Hill: dieci euro subito o cinque dopo i documenti
Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione è di William Hill Malta Plc.
La struttura di questa offerta è il suo contenuto, e vale la pena leggerla per quello che è. Non sono due offerte, è una sola offerta con due rampe di accesso, e la rampa veloce vale il doppio della rampa lenta. Dieci euro con SPID, cinque euro in cambio della scansione di un documento e di un’attesa fino a 96 ore: quattro giorni sono un modo elegante di dire che chi ha un’identità digitale già pronta arriva prima.
C’è poi una domanda che il lettore attento farà e che conviene anticipare. Si tratta di un bonus sport, non di un free bet, ed è un accredito che avviene in momenti diversi a seconda della strada scelta. L’entità è modesta in entrambi i casi, e il vero discrimine non è l’euro in più o in meno ma il fatto che l’offerta sia legata alla verifica del conto: la stessa condizione di NetWin, con un tetto decisamente diverso.
Il verdetto: la strada da scegliere è obbligata se si possiede SPID, e vale dieci euro invece di cinque. Chi non lo ha sta valutando se 96 ore di attesa valgono cinque euro, ed è una valutazione che ognuno fa con il proprio calendario.
StarCasinò: il conto nato per il casinò e la sua sezione scommesse
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è di Azzurri Limited, la stessa di Betsson.
Va detto con franchezza: questo è il caso della lista in cui lo sport è una sezione dentro un prodotto costruito attorno a un’altra cosa. La descrizione dell’app mette le slot e il Live Casinò sullo stesso piano delle scommesse, e la formula «accanto a» dice esattamente quello che dice. Chi cerca un bookmaker sportivo con un’identità forte troverà qui un’offerta che copre i principali eventi italiani e internazionali ma non li mette al centro.
La tipologia delle scommesse è descritta in modo generico — «varie tipologie di scommessa sportiva» — e le informazioni disponibili non entrano nel dettaglio dei singoli mercati. Questo non è un difetto grave di per sé, ma è un’informazione utile per chi decide: chi vuole sapere quali mercati esatti siano coperti su una partita di Serie A deve consultare il palinsesto nel conto, non la scheda dell’app.
Il verdetto: non è il bookmaker attorno a cui organizzare un’attività sportiva, ma può avere senso per chi ha già un conto su questa piattaforma per il casinò e vuole collocarci anche qualche giocata. Il fatto che il titolare della concessione sia lo stesso di Betsson rende il confronto tra le due interfacce particolarmente utile prima di scegliere dove aprire il conto.
bet365: la tutela del giocatore come argomento di prodotto
Bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La concessione è di Hillside (New Media Malta) Plc.
Un dettaglio di contesto che riguarda l’ippica e che merita di essere chiarito. La legge italiana tratta separatamente due cose che il linguaggio comune unifica: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, che rientrano nell’articolo 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024, e i giochi di ippica nazionale dell’articolo 6, comma 1, lett. c), che richiedono una concessione propria e comprendono giocate come vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté. Se una piattaforma offra online i totalizzatori di ippica nazionale resta un punto aperto, e chi punta sull’ippica farebbe bene a verificarlo prima di contare su quella disponibilità.
La parte più interessante della scheda è però un’altra, ed è il modo in cui l’operatore costruisce la propria pagina sul gioco responsabile. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La presenza del numero pubblico dentro la comunicazione di un operatore commerciale è una scelta, e la segnalo per quello che è: mette a disposizione del lettore un canale che non appartiene al bookmaker.
Anche la partnership con la UEFA Champions League dice qualcosa di operativo oltre che di immagine, perché la copertura della competizione è la naturale prosecuzione del rapporto. Il Divieto di pubblicità del Decreto Dignità non impedisce al marchio di essere partner globale di una competizione internazionale — il perimetro è la pubblicità rivolta al pubblico italiano, e il confine tra le due cose è materia di contenzioso pendente davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il verdetto: la profondità sul calcio inglese e sul tennis è il motivo per aprirlo, e la pagina di gioco responsabile è costruita meglio della media. Chi punta sull’ippica deve prima verificare da sé quali mercati siano effettivamente disponibili nel palinsesto, compreso il capitolo dell’ippica nazionale.
Planetwin365: la copertura calcistica a quattro livelli e i venti sport
L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è di Pwo S.p.a.
Il numero che vale la pena isolare è la profondità del calcio italiano. Serie A, Serie B, Serie C e Coppa Italia sullo stesso palinsesto: quattro livelli del calcio nazionale, compresa la terza serie professionistica, che è la fascia più difficile da trovare coperta con continuità. È un dato che interessa una platea precisa, quella di chi segue una squadra di provincia e non il grande calcio internazionale.
La parte europea aggiunge tre campionati nazionali di primo livello e tutte e tre le competizioni europee per club. Le oltre venti tipologie di sport con risultati in diretta completano il quadro, e i risultati live sono la funzione da cui Chi scommette in-play parte sempre. Ma sono anche l’unico dato che l’app fornisce sul fronte live: non è indicato un monte eventi live paragonabile a quello di altre piattaforme, e chi cerca una copertura live molto ampia dovrebbe confrontare le due cose direttamente nel conto.
Il verdetto: è il concessionario per chi segue il calcio italiano fino alla Serie C e vuole la stessa piattaforma per le coppe europee. La copertura della terza serie è un argomento di selezione più forte di qualsiasi slogan sui grandi eventi, perché è l’unico che distingue davvero l’offerta da quella dei concorrenti.
Quanto costa una settimana di giocate: il margine dentro il prezzo
Prima di lasciare il lettore alle proprie conclusioni, voglio mettere sul tavolo un numero che riguarda tutti e dieci gli operatori e nessuno in particolare. Il margine del bookmaker è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce ai giocatori, calcolata come 1 diviso la somma degli inversi delle quote; il margine è 100 % meno questa percentuale. Non è una clausola contrattuale e non compare nei termini: è la struttura del prezzo.
Prendiamo il caso più semplice, un mercato a due esiti con quota 1,90 e 1,90. È un esempio, non un prezzo quotato da un operatore su un evento specifico, e serve solo a mostrare l’ordine di grandezza. Il dato di ripartizione del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 e 1/1,90, che equivale a 0,95, cioè il 95 %. Il margine è quindi il 5 %: su ogni unità puntata su quel mercato, il bookmaker trattiene in media cinque centesimi, indipendentemente dall’esito.
Adesso la parte che conta per chi ha un budget. Immaginiamo un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e che quella cifra la punta una volta, distribuita su un mercato a due esiti con quelle quote. Il costo atteso di quella settimana, se il margine del mercato è del 5 %, è pari al giro d’affari moltiplicato per il margine: il 5 % di 100 €, cioè circa 5 €.
È una stima, non una previsione. È la media su molte settimane, non il risultato di una singola: in una settimana si può vincere e in un’altra perdere tutto, e il 5 % è quello che resta quando si mettono insieme gli esiti. Con quattro settimane di giocate allo stesso ritmo il costo atteso si aggira intorno ai 20 €, sempre sotto la stessa assunzione.
La condizione va detta, perché è la parte che nessuno ripete. L’intera cifra conta se il giro d’affari è davvero il 5 % di margine su ogni singola puntata giocata. E qui arriva la sorpresa sgradevole: il 5 % di un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 è un’ipotesi di comodo. I mercati principali dei grandi eventi stanno spesso sotto quella soglia, mentre i mercati secondari — marcatori, tiri in porta, mercati su eventi minori — stanno sopra, e non di poco. Se il margine effettivo è del 10 %, il costo atteso settimanale raddoppia: circa 10 € su 100 € giocati, circa 40 € su un mese allo stesso ritmo. Il margine di un mercato non è il margine di un altro, e questa è l’unica variabile che il giocatore può davvero controllare.
Con quattro settimane di giocate allo stesso ritmo, il costo atteso si colloca quindi in una banda che va da circa 20 € nella condizione di mercato principale con margine al 5 %, a circa 40 € nella condizione di mercati secondari con margine al 10 %: sempre su 400 € di giro d’affari complessivo, e sempre come media su molte ripetizioni, non come esito garantito di un singolo percorso.
C’è un secondo ordine di considerazioni che cambia l’ordine di grandezza di tutto, e riguarda la multipla. In una giocata combinata le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e i margini non si sommano ma si compongono. Due mercati al 5 % giocati in combinazione non producono un margine del 10 % ma qualcosa di più, perché il secondo margine si applica a un prezzo che contiene già il primo. Aggiungere gambe a una multipla non è un modo per aumentare il valore atteso: è il modo più rapido per aumentare quello che si lascia sul tavolo.
E adesso la connessione con il tema di questa pagina, che è il punto in cui tutto si tiene. Se il margine è ciò che si paga per giocare, la domanda giusta su un sito straniero non è se le sue quote sembrino più alte. È che cosa si riceve in cambio di quel margine. Su un concessionario la risposta è un pacchetto preciso: l’autoesclusione in RUA che vale su tutte le piattaforme autorizzate, i limiti di deposito scelti in registrazione con l’asimmetria dei sette giorni, la vigilanza di ADM, l’imposta unica già assolta a monte e un foro italiano per qualunque controversia. Su un operatore privo di concessione il pacchetto è vuoto, e il margine eventualmente più basso sta comprando solo il prezzo.
Un ultimo numero per dare la scala del confronto, anche se non è un numero sulle quote. L’articolo 15, comma 2 del D.Lgs. 41/2024 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in informazione e comunicazione responsabile. È una cifra che il giocatore non vede mai, ma dice quanto costa al sistema tenere in piedi presidi che nessuno pubblicizza. Chi lascia quel sistema per un dominio estero lascia anche quelli.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri e sulla concessione italiana
Quali sono i rischi concreti di giocare su un sito di scommesse non AAMS?
Non ha la concessione ADM, quindi non è collegato al RUA e ai limiti obbligatori, è soggetto all’inibizione del dominio e, come ADM stesso enuncia richiamando la legge 401/1989, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come faccio a verificare che un bookmaker abbia davvero la concessione?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM: 52 righe con codici da 16000 a 16051 alla lettura del 25 ottobre 2026, ognuna legata a un sito .it. Va confrontato il numero dichiarato nei termini dell’operatore con l’elenco, sapendo che la lista non distingue i giochi offerti.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata fatta, oltre alle sale fisiche. I siti senza concessione non sono collegati al registro, quindi chi si è autoescluso non è protetto là.
Che cosa vieta il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?
L’articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. La vigilanza è dell’AGCOM, con sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 €.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, oltre a limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara di assegnazione non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive vanno dichiarate in Italia?
Presso un concessionario ADM no: l’imposta unica è assolta a monte e la vincita si incassa netta, come riportato dalla stampa di settore e da confermare con un commercialista. Sui siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare per l’intero importo.
Siti non AAMS ed esteri – Portafogli Digitali
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