AAMS scommesse in Italia 2026: la concessione è il titolo, non lo stemma
Chi cerca un bookmaker legale in Italia cerca, in realtà, una riga su un elenco. È l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, e vale più di qualunque sigillo, di qualunque recensione e di qualunque «siamo autorizzati AAMS» stampato in fondo a una home page: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi ha una concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il modo per verificare se un operatore è autorizzato è consultare quell’elenco. Tutto il resto — il logo, lo slogan, la partita sponsorizzata — è decorazione.

Quello che segue è un ragionamento sulle conseguenze. Non «esiste una legge», ma cosa vi succede quando la legge esiste e voi avete scelto il sito sbagliato. Non «l’ADM vigila», ma cosa resta nelle vostre mani quando vigila, e cosa sparisce quando non c’è nessuno a vigilare.
Dati di riferimento: verificati al 31 Ottobre 2026, sulla base dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e dei termini e condizioni degli operatori.
La concessione non è un bollino: è un titolo che si compra all’asta
L’Italia non rilascia licenze di gioco su richiesta. Le assegna con una gara pubblica, e il nome corretto è «concessione». Il quadro attuale nasce dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024: la gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Un dettaglio che quasi nessuno legge: la concessione dura al massimo nove anni e non si rinnova. Chi costruisce un’aspettativa di trent’anni su un marchio non ha letto l’art. 6, comma 3.
La seconda cosa che sfugge è che a essere concessa è la singola offerta, non l’azienda. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo. Un concessionario può tenere in mano il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione.
Da qui discende la conseguenza pratica che questa pagina ripete una volta sola, perché è il punto che genera più equivoci di tutti: l’elenco dell’ADM non ha una colonna che dica quali giochi copre ciascun concessionario. Un nome sull’elenco non dimostra, da solo, che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, con il loro palinsesto.
E un corollario che vale la pena dire forte: comparire in una classifica non è una concessione. Nessuna lista redazionale, questa compresa, conferisce, sostituisce o integra un titolo autorizzativo.
Normativa: dove finisce la vostra giurisdizione e comincia quella di qualcun altro
Se la legge italiana vi riguarda come giocatori, un sito estero che vi accetta non è automaticamente fuori dalla vostra vita. La norma di riferimento per capire chi comanda, quando qualcosa va storto, è l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41: l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, redige la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali propri e della Guardia di Finanza. Due elenchi, quindi, e la differenza fra il primo e il secondo è tutta la giurisdizione che vi riguarda.
Che succede a chi sta sul secondo elenco? Il blocco lavora a livello DNS, e alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad allinearsi. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore: «oscurati» è la parola che descrive il risultato, e descrive anche il suo limite. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM incorrono in sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Il blocco è una misura contro l’offerta. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita in un comunicato del 28 febbraio 2024, arriva invece al giocatore, ed è la frase che questa pagina riporta senza addolcirla: la norma prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda, e l’esistenza di un procedimento reale contro un giocatore, qui non risultano.
Che un marchio celebre vi sembri affidabile non aggiunge nulla. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe dell’elenco letto il 25 ottobre 2026.
Cosa si paga in Italia, e chi lo paga davvero
C’è poi la parte fiscale, dove la confusione fra due soggetti diversi produce risposte sbagliate. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disegnata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4 e modificata dall’ultima legge di bilancio, non viene applicata al giocatore: la versione in vigore è del 24,5 % se la raccolta avviene a distanza e del 20,5 % se avviene sulla rete fisica, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite; le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, mentre gli eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. La proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le due aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per chi gioca su un concessionario ADM, quindi, la vincita arriva già netta e non va dichiarata, perché il prelievo è a carico del concessionario: la cosa vale per il giocatore e si racconta così, ma su questo punto preciso conviene consultare un commercialista, perché è la stampa di settore a riportare la meccanica «tassate alla fonte» e non una pagina dell’amministrazione fiscale.
Il discorso cambia del tutto sui siti non autorizzati, ed è il secondo punto di questa sezione su cui l’istinto sbaglia. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni: in pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile qui non risulta. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Vale la pena fermarsi sulla simmetria. Il sito senza concessione vi fa risparmiare un prelievo che non avete mai pagato voi, e vi mette in mano un obbligo dichiarativo che su un sito italiano non avreste avuto. Il «risparmio» è un problema spostato, non un vantaggio.
Pubblicità, bonus e il decreto che resta in piedi
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e la sua formulazione non lascia margini. L’ADM, citandolo il 28 febbraio 2024, scrive che «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’autorità che lo fa rispettare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro si muove, ma non si è ancora spostato. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026, che proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è una proposta e non una norma: il suo esito qui non risulta, e alla data di verifica il divieto è vigente.
Da non confondere, perché è l’errore che circola di più: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un bonus di benvenuto può esistere legalmente su un concessionario ADM. Non esiste però alcun tetto di legge all’importo del bonus né al requisito di rigioco: gli importi, il wagering e le quote minime vengono dai termini di ciascun operatore, che sono l’unico testo che conta.
Un’obiezione ragionevole: se la pubblicità è vietata, perché se ne parla tanto? Perché il divieto colpisce la promozione, non l’offerta, e perché l’art. 3, lett. l) e m) dello stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il canale resta aperto per il messaggio che tutela, non per quello che vende.
Fondamenti: limiti, identità e quanto costa davvero un giro di scommesse
Qui si arriva al cuore della faccenda, perché è il punto in cui le regole smettono di essere un testo e diventano una cifra sul conto.

Il limite di deposito che scegliete voi
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
All’atto della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite abbassato ha effetto immediato; per alzarlo si aspetta sette giorni. È il dettaglio che vale più di tutto il resto: l’unica leva che funziona davvero è quella che si tira una volta sola, in fretta, e che poi non si può disfare in fretta. Chi alza il limite di lunedì sera per inseguire una perdita ha già perso sette giorni di tempo utile per sé.
Della cifra che l’ADM fissa nella gara come limite di deposito qui non si sa nulla, e va detto che non è quella la cifra che vi riguarda: quella che conta è la vostra.
E il tetto massimo di puntata? Per le scommesse sportive non risulta alcun massimo legale in euro. Gli strumenti che vincolano davvero sono due, e sono entrambi del giocatore: i suoi autolimiti e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi cerca una legge che gli impedisca di puntare troppo sta cercando una protezione che la legge affida a lui.
Quanto costa un giro di scommesse: un conto illustrativo
Prendiamo un esempio, non un prezzo quotato. Mettiamo un giocatore con un tetto di ricarica scelto a 100 € a settimana, e mettiamo che li giochi tutti, una volta, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 per parte.
Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90, la quota di payout è data da 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè 0,95: il mercato restituisce il 95 % di quanto raccoglie, e il margine del bookmaker è il 5 % che avanza.
Se il giocatore gira quei 100 € una volta, il costo atteso è 100 € × 5 %, cioè circa 5 €. Non è una tassa e non è un addebito: è la parte che il margine trattiene in media su quel giro di puntate, sotto le ipotesi dette sopra — 100 € di giocate in una settimana e un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 — e con la sola quota di turnover effettivamente girata.
La banda è questa: fra 5 € e 10 € a settimana secondo quanto turnover effettivo gira su quel tetto, perché il costo atteso è un valore medio su molte giocate e non una perdita garantita su una singola schedina. Chi gioca una singola su un mercato con un margine più alto di quel 5 % paga, in media, di più; chi incassa una quota migliore, di meno. Il numero che conta non è il 5 €: è il fatto che il costo scali con il numero di giri, non con l’importo della singola puntata.
Qui si vede anche l’iniquità strutturale di certe promozioni. Molte offerte chiedono di girare il bonus più volte a quote minime: ogni giro passa attraverso lo stesso margine, e il costo del giro si moltiplica. Un conto che al primo passaggio costa pochi euro può diventare, dopo cinque giri obbligati, qualcosa che somiglia molto a quello che il bonus valeva.
Quanto pesa l’identificazione
Il conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione tramite form con copia del documento oppure con SPID; Goldbet passa anche per CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati — una scadenza che nessuno ricorda al momento utile, e che trasforma un documento non caricato in un saldo fermo. SPID e CIE sono fra i metodi di identificazione che alcuni operatori mettono a disposizione, non un obbligo generalizzato.
Prevenzione: il RUA, l’autoesclusione e i nove mesi che nessuno pianifica
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, oltre alle sale fisiche. Il suo perimetro è la ragione per cui conviene aprire un conto su un concessionario ADM anche a chi non ha alcun problema di gioco: un sito senza concessione non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.

L’autoesclusione dal gioco a distanza è di tre tipi, secondo la pagina dell’ADM dedicata: trasversale, cioè verso tutti i concessionari e con blocco dell’apertura di nuovi conti; su un singolo concessionario; oppure su una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Quest’ultima distinzione è più utile di quanto sembri: chi vuole togliersi di mezzo il casinò ma non le scommesse ha uno strumento fatto apposta, e non deve rinunciare a tutto.
La durata è la parte che va letta prima di premere, non dopo. L’autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore, oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Le condizioni di Admiralbet, a loro volta aggiornate dal 1° febbraio 2026, parlano di durate da 7 a 270 giorni o di durata indeterminata con revoca dopo nove mesi, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; prima di quella data le stesse condizioni indicavano 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato.
Nove mesi. Chi si autoesclude a gennaio pensando di rientrare a settembre ha letto la clausola giusta; chi lo fa pensando di rientrare in primavera ha letto la propria intenzione, non il contratto.
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il saldo, in altre parole, resta vostro e resta raggiungibile: la chiusura è sulle giocate, non sui soldi.
Come si chiede, e a chi si chiede aiuto
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. È una comodità che vale la pena conoscere: non serve l’accesso al portale nazionale per bloccare un singolo conto, e non serve andare a caccia del modulo giusto su un sito che non si frequenta più.
Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Lo stesso riferimento è indicato da alcuni operatori: bet365, fra i propri strumenti di gioco responsabile — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione — indica ai residenti in Italia proprio il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il sostegno è gratuito, anonimo e non passa dal bookmaker. È il canale che conviene usare quando il problema è già un problema, non quando lo diventerà.
Valutazione: dieci concessionari, dieci numeri, e come leggerli
Quando si confrontano operatori autorizzati in Italia, la classifica utile non è quella che mette in ordine i marchi: è quella che mette in ordine i numeri di concessione, perché è il numero che si verifica in trenta secondi. L’ADM pubblica ogni riga dell’elenco con il codice del concessionario e con il sito .it collegato, e le condizioni contrattuali dell’operatore dichiarano a loro volta il numero e l’azienda che lo detiene. Admiralbet, per esempio, scrive nei propri termini di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM.
Le due cose da guardare insieme sono queste: che il codice esista sull’elenco dell’ADM e che il soggetto giuridico dietro il marchio sia quello che il marchio non lascia indovinare. Le dieci schede che seguono sono in ordine: il numero di concessione e il concessionario, e cosa dicono i termini dell’operatore sul tema di questa pagina.
| Operatore | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano i suoi termini o la sua app sul tema |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app per le scommesse sportive consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e funzione Cash Out |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Concessione dichiarata nei termini; registrazione con documento in .pdf, .jpg o .png oppure SPID di livello 2 con codice temporaneo |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus del 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, per nuovi giocatori con conto verificato |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
Il quadro che salta all’occhio è la distanza fra il marchio e la ragione sociale. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, mentre Betsson e StarCasinò rispondono entrambi ad Azzurri Limited: due concessioni distinte, lo stesso soggetto giuridico. È il motivo per cui l’elenco dell’ADM va letto per riga e non per logo, e il motivo per cui «chi c’è dietro» è una domanda con una risposta scritta, non un sospetto.
E poi c’è la colonna che dice più di tutte le altre messe insieme: cosa fa ciascun operatore sul tema di questa pagina. Quasi nessuno di questi dieci marchi dedica al RUA, all’autoesclusione e ai limiti di deposito la stessa energia che dedica al palinsesto. Le informazioni esistono, sono nei termini, ma sono scritte per essere consultate e non per essere lette — l’esatto contrario di come viene presentata l’offerta sportiva.
Sisal: l’accesso più comodo, e nessun argomento da vendere
Il marchio più riconoscibile d’Italia entra in questo confronto con un solo elemento verificabile sul tema, ed è un elemento pratico. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito proprio su dominio .it.
Un lettore che ha passato vent’anni a ritirare schedine allo sportello trova qui il passaggio meno traumatico al digitale: il riconoscimento biometrico sul telefono è la cosa che nella pratica quotidiana riduce più attriti. Sul resto — autoesclusione, limiti, gestione del conto — i materiali della sua app non dicono nulla di specifico, e non c’è motivo di attribuirglielo.
Il verdetto: è l’operatore che sceglie chi ha già un rapporto con il marchio e vuole solo non peggiorarlo. Chi arriva da zero non trova, qui, una ragione per preferirlo a un concorrente.
SNAI: la cassetta degli attrezzi più larga sul mercato
SNAI porta nel confronto il palinsesto più articolato del gruppo. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Concessione n. 16032, Snaitech Spa.
Il Cash Out merita una riga in più, perché è il tipo di funzione che cambia il modo di giocare e non solo l’esperienza. Chiudere una schedina prima del fischio finale è una scelta di rischio, e va valutata come tale: il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker, quindi il margine è lì dentro due volte, all’apertura e alla chiusura. Chi usa il cash out per correggere una decisione presa male sta pagando per farlo.
Il verdetto: la profondità dei mercati è il suo argomento, e regge. Chi costruisce multiple elaborate o cerca il risultato esatto trova qui ciò che altrove manca.
AdmiralBet: l’unico di questo gruppo che parla esplicitamente di limiti e autoesclusione
AdmiralBet è il caso interessante della lista, per una ragione che non ha nulla a che vedere con la notorietà del marchio. Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., e una dichiarazione di titolo scritta a chiare lettere nei propri termini: il numero, l’azienda, il sito. È il modello di come si fa.
L’apertura del conto è la più documentata: registrazione classica con fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le sue condizioni disciplinano anche l’autoesclusione con le durate aggiornate dal 1° febbraio 2026, e precisano che durante l’esclusione registrata nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, mentre si può prelevare il saldo prelevabile.
C’è una contraddizione che vale la pena mettere in chiaro, ed è il tipo di cosa che solo i termini rivelano: la ricarica è richiesta, ma non è immediata. Il limite che riduce agisce subito, quello che allarga aspetta. È un sistema costruito a favore del giocatore prudente e contro quello impulsivo, e funziona solo se lo si capisce prima.
Il verdetto: chi considera i limiti di deposito una parte del prodotto e non una clausola da superare trova qui la documentazione più chiara delle dieci, e l’unica che spieghi per iscritto cosa succede mentre è in corso un’autoesclusione.
StarCasinò: lo sport come reparto di un casinò
StarCasinò è dichiarato: il suo baricentro è il casinò, e lo sport è il reparto accanto. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Concessione n. 16026, Azzurri Limited — lo stesso soggetto giuridico di Betsson.it.
Qui va detta una cosa che riguarda il tema di questa pagina e non il marketing: chi arriva sul marchio cercando una partita di Serie A entra in un ambiente pensato per un’altra attività. Non è un difetto e non è un illecito, ma è un’informazione utile, perché i limiti e gli strumenti di protezione vanno cercati in un contesto in cui il gioco veloce è la norma.
Il verdetto: adatto a chi già usa il casinò e vuole lo sport nello stesso conto. Per chi cerca un bookmaker e nient’altro, lo sport qui è una funzione accessoria, e si comporta come tale.
Betsson: la larghezza del pre-match, la stessa regia di StarCasinò
Betsson si presenta con il catalogo più ampio del gruppo: scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Concessione n. 16027, Azzurri Limited.
La vicinanza con StarCasinò è l’osservazione che salta fuori dalla tabella e non dai due marchi: stesso concessionario, due concessioni, due siti, due posizionamenti. Chi si autoesclude da Betsson con un’esclusione sul singolo concessionario — una delle tre forme previste — deve sapere che quel blocco non tocca automaticamente l’altro sito, perché la concessione è per sito e non per azienda. È il genere di dettaglio che nessuno legge finché non serve.
Il verdetto: chi vuole il pre-match e non il casinò trova qui lo stesso gruppo, senza il casinò intorno. Sul versante della tutela, questo marchio non aggiunge nulla di specifico rispetto a ciò che l’ADM impone a tutti.
Lottomatica: streaming e quote in tempo reale, con il conto in mano a un altro nome
Lottomatica espone il pacchetto più completo per chi gioca live: l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Concessione n. 16010, e qui sta la sorpresa: il concessionario è Goldbet Better Organization Italy S.p.a.
Lo streaming integrato è, fra le funzioni di questo gruppo, quella che cambia più concretamente il modo di giocare: guardare la partita dentro l’applicazione dove si punta significa anche che non si cambia mai finestra. È una comodità reale e una delle condizioni in cui si punta di più e si riflette di meno. Chi ha un limite di deposito settimanale basso se ne accorgerà proprio nelle serate di Champions.
Il verdetto: il migliore dei dieci per chi scommette live e vuole il video accanto alla quota. Chi non guarda le partite in streaming non ci guadagna nulla, e paga la stessa cosa di tutti.
Betfair: l’exchange, dove il margine non è del bookmaker
Betfair è l’eccezione strutturale della lista, e non per ragioni di prezzo. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l.
Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e del D.Lgs. 41/2024, e l’art. 2, lett. u lo definisce in modo netto: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. È una differenza che cambia il conto di questa pagina: dove il concessionario non fa il banco, il margine incorporato nella quota non esiste nello stesso modo, e il costo si sposta sulla commissione. La documentazione di Betfair è segnalata per regole aggiuntive sui conti dell’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario; quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, qui non risulta.
Il verdetto: l’offerta con l’assetto economico più diverso fra le dieci, e quella che richiede di aver capito il meccanismo prima di usarla. Chi non ha mai giocato su un exchange troverà un mercato che si comporta diversamente da una schedina, non una schedina con un nome diverso.
NetWin: il bonus più concreto, e il rigioco che pesa su di esso
NetWin entra nel confronto con un’offerta di benvenuto descritta per esteso. L’iniziativa Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con un deposito minimo di 20 € e l’inserimento di un codice promozionale al primo versamento. Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a.
Sul tema di questa pagina, la parola che conta nell’offerta è «conto verificato»: il bonus arriva dopo la verifica, non prima. Il limite dei 50 € è quello che è, ma il vincolo di identificazione lo precede, e chi apre un conto la sera tardi per approfittarne scoprirà che l’ordine è invertito rispetto alle sue aspettative.
Il requisito di rigioco è una clausola che va sempre letta nei termini dell’operatore prima del primo versamento, perché un bonus che si accredita può essere prelevato solo dopo aver girato l’importo richiesto. Va cercato lì, nel testo contrattuale, non nella pagina promozionale.
Il verdetto: l’offerta da guardare per prima se il criterio è il denaro che entra subito. Quello che entra subito, però, non è ancora denaro disponibile.
bet365: il catalogo globale e il limite di 100 € per scommessa
bet365 arriva con il profilo internazionale più marcato del gruppo e con un dettaglio regolatorio che vale più della sua fama. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre-evento e live. Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc — un concessionario maltese, che è la normalità del settore e non un’anomalia.
Sul versante della tutela, l’operatore elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È una lista ordinata e completa, fra le più esplicite del gruppo.
Il numero da tenere a mente, però, arriva da un altro marchio e riguarda tutta la categoria: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Vuol dire che il tetto non è solo sul bonus in ingresso ma anche sul suo uso per singola giocata: il bonus si consuma a dosi, e questa è la differenza fra un bonus da 200 € e due scommesse da 100 €.
Il verdetto: la copertura più ampia su sport che gli altri trattano di rado, e la pagina informativa più ordinata. Chi cerca ippica, freccette o golf non trova equivalenti in questa lista.
Eurobet: il palinsesto più stravagante, e la stessa regia di bwin
Eurobet chiude l’elenco con il palinsesto più curioso dei dieci, e non lo nasconde. L’app Eurobet Sport copre calcio, tennis e basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale.
Due osservazioni che solo i numeri della tabella fanno emergere. La prima: la stessa Eurobet Italia S.r.l. gestisce anche Bwin e Gioco Digitale, il che rende questo il caso più chiaro di come una sola azienda possa tenere più concessioni e più siti. La seconda: mercati su elezioni e reality show sono la prova che il palinsesto è approvato evento per evento dall’ADM, e non è un catalogo libero — l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi, sportivi e non sportivi, e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno in quel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.
Il verdetto: chi vuole scommettere su ciò che non è sport trova qui l’unico catalogo del gruppo che lo copre. Chi cerca profondità sui mercati calcistici classici la trova altrove, e in misura maggiore.
Il quadro che resta, dopo i dieci numeri
Messe in fila, le dieci schede dicono una cosa sola e la dicono con i numeri: la concessione è la variabile che non si tratta. I codici vanno da 16010 a 16048, tutti dentro l’intervallo 16000–16051 dell’elenco letto il 25 ottobre 2026, e ognuno è legato a un sito .it — perché la concessione è per sito, e un concessionario può detenere il diritto a scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione.
La seconda cosa che resta è un’assenza. Fra i dieci, gli strumenti di tutela raccontati per esteso sono pochi: i limiti e l’autoesclusione documentati da AdmiralBet, la lista di bet365, i limiti di versamento che compaiono qua e là. Il RUA è la parte che nessuno mette in vetrina, e non è una coincidenza: è una protezione che funziona meglio quanto meno se ne parla, perché serve nel momento in cui il giocatore non sta più ragionando come al solito.
L’elenco dell’ADM resta comunque parziale rispetto al mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non compare in questa selezione non è per questo privo di concessione. La selezione dice chi è stato guardato, non chi ha il diritto di operare.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
La via diretta è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, dove ogni riga porta il codice e il sito .it collegato. In parallelo si controllano i termini del conto di gioco dell’operatore: un concessionario vi dichiara il numero di concessione e la società che lo detiene. Se il numero non compare né sull’elenco né nei termini, quella è la risposta.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è legata al singolo sito, non all’azienda. L’elenco dell’ADM associa ogni codice a un solo indirizzo .it, e le condizioni contrattuali degli operatori confermano la corrispondenza dichiarando il dominio su cui il servizio è fornito. Un bookmaker autorizzato che vi accogliesse su un altro dominio vi starebbe offrendo qualcosa che il titolo non copre.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia oltre alle sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, riferita a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, dura fino a 270 giorni oppure è indeterminata, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e l’operatore chiede di fissare anche limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. La cifra la sceglie il giocatore: il limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è noto, e non incide su quello personale.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione; non ha la vigilanza dell’ADM né gli strumenti di limite obbligatori, ed è soggetto al blocco DNS, con migliaia di domini oscurati e mirror che ricompaiono. L’ADM stessa ricorda che il partecipante a scommesse di un operatore non concessionario è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Sulle scommesse sportive a quota fissa l’imposta unica è a carico del concessionario — 24,5 % della differenza tra giocate e vincite sulla raccolta a distanza — quindi la vincita arriva già netta e non va dichiarata; su questo conviene consultare un commercialista. Su un sito estero non autorizzato, invece, le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
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