Scommesse sul cricket in Italia: chi ha la concessione ADM e quanto costa davvero una quota

Updated Ottobre 2026
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Il cricket non è uno sport che un italiano cresce guardando. Nessun campionato nazionale riempie i bar, nessuna generazione ha imparato le regole in cortile. Eppure chi digita «scommesse sul cricket» lo fa per una ragione precisa: vuole sapere se su questo sport si può puntare in Italia e come si legge una quota che riguarda un match che, in fondo, conosce poco.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

La risposta breve è che si può, ma non presso chiunque e non su qualsiasi evento. Il cricket entra nel palinsesto di un operatore con concessione ADM come mercato di nicchia, vive di appuntamenti internazionali — Test match, One Day International, Twenty20 — e chiede al lettore una familiarità minima con le regole, perché in questo sport i tempi, il meteo e il formato pesano sull’esito più che in quasi qualsiasi altra disciplina. Chi punta senza sapere che cosa sta guardando non sta scommettendo: sta tirando dadi con l’etichetta di una quota.

Questo articolo non contiene pronostici e non indica un vincitore. Fa un lavoro diverso: ricostruisce che cosa sono i tre formati del cricket e perché le loro regole cambiano il senso di una puntata, poi passa al denaro — chi può raccogliere scommesse in Italia, che cosa una concessione autorizza davvero e che cosa resta fuori — e infine mette dieci operatori uno accanto all’altro su ciò che i loro stessi termini dichiarano.

Aggiornato al 31 Ottobre 2026; i numeri di concessione e i riferimenti ai concessionari sono verificati sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

I formati del cricket: perché il calendario decide la puntata

Il cricket internazionale si gioca in tre formati, e non sono tre versioni dello stesso sport. Sono tre strutture di gioco con regole diverse, durate diverse e modi diversi di finire. Una parte dei lettori arriva qui convinta che il cricket sia «quello che dura giorni»; un’altra crede che sia «quello da tre ore». Hanno ragione entrambi, e per questo una quota sul cricket va letta sapendo quale dei tre si sta guardando.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Le fondamenta: due squadre, undici giocatori, tre formati

Una squadra di cricket ha 11 giocatori. I tre formati internazionali sono i Test match, i One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20). Questa è la base, e da qui parte tutto il resto: composizione della squadra, numero di over, durata, e soprattutto il modo in cui un incontro può concludersi.

Il Test match è il formato più lungo e il più antico. Dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e quindi al massimo due per squadra; sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Il pareggio, nel Test cricket, non è un caso limite: è un esito codificato e frequente, spesso il risultato più probabile quando la partita si avvicina all’ultima giornata con un campo che non aiuta i lanciatori. Chi guarda un Test pensando al calcio — dove il pareggio è un’ipotesi tra le tre — capisce subito perché il segno di parità, su questo formato, non è mai un’opzione da buttare via.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

L’ODI comprime la partita in una giornata. Ogni squadra batte per 50 over fissi; se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio, che in questo sport si chiama tie. Cinquanta over a squadra significano un incontro che dura svariate ore, con una struttura rigida: si sa in anticipo quanto si giocherà, e questo rende il formato più prevedibile nei tempi e più esposto agli imprevisti esterni, la pioggia in testa a tutti.

Il Twenty20 è il formato breve e per questo il più diffuso nelle finestre televisive. Ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari; un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Qui non esiste il pareggio come risultato finale: se le due squadre chiudono alla pari, si gioca un over aggiuntivo e qualcuno vince. È una differenza strutturale che conta più di quanto sembri, perché elimina un esito che negli altri due formati è disponibile.

Il cricket mondiale è governato dall’International Cricket Council (ICC): dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. È l’ICC a decidere quali competizioni esistono e con quale cadenza, e sono queste competizioni a riempire il calendario su cui si costruiscono i palinsesti.

Pioggia, metodo Duckworth-Lewis-Stern e incontri senza risultato

Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato: un sistema di calcolo che ricalcola l’obiettivo della squadra che insegue tenendo conto degli over che restano e dei wicket già persi. Se si giocano troppo pochi over — di solito 20 — l’incontro è dichiarato senza risultato.

Questa è la regola che un lettore italiano sottovaluta più spesso, e non per colpa sua: su nessun altro sport la pioggia riscrive il punteggio-obiettivo a partita in corso. Una squadra che inseguiva 280 run in 50 over può ritrovarsi a inseguirne 180 in 32, e quel nuovo bersaglio non è una stima: è il regolamento. Una puntata costruita sul primo scenario può diventare irrilevante nel secondo, e non perché la partita sia cambiata, ma perché è cambiato il numero che la partita deve raggiungere.

Il «senza risultato» merita una riga a parte, perché è il caso in cui la puntata non si decide: le regole di rimborso o annullamento sono quelle che ciascun operatore scrive nei propri termini, e variano. Su un calendario come quello del cricket, dove i tour si giocano in stagioni monsoniche e in stadi senza copertura, non è un’eventualità remota. È il tipo di clausola che si legge prima di puntare, non dopo.

Che cosa insegna il calendario internazionale

Il calendario del cricket è concentrato in poche finestre e in pochi paesi. I grandi tornei richiamano tutte le nazionali nello stesso periodo, poi il movimento si sposta sui tour bilaterali. Un esempio recente lo mostra bene: l’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, disputata dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale.

Un torneo con 20 squadre significa decine di partite in un mese, e significa anche che per un mese intero il cricket è sotto i riflettori: è la finestra in cui un operatore italiano ha l’incentivo a tenere aperto il mercato, perché c’è domanda. Fuori da quelle finestre il calendario si diluisce in tour che si giocano in fusi orari lontani e in orari scomodi per chi guarda dall’Italia.

Il risultato pratico è che la disponibilità di mercati sul cricket non è costante. Segue il calendario, e il calendario non è fatto per l’Europa. Chi punta su questo sport deve rassegnarsi a un’offerta che si concentra in alcuni periodi dell’anno e si assottiglia negli altri — ed è una ragione in più per scegliere l’operatore in base al palinsesto e non in base al bonus di benvenuto.

Quota, ritorno e margine: la matematica che serve a chi punta

Prima di parlare di operatori conviene fissare tre calcoli. Sono semplici, e il terzo è quello che nessun sito mette in evidenza. Servono perché senza di essi una quota resta un numero e non diventa un prezzo.

Il ritorno e il profitto di una singola e di una multipla

Il ritorno di una scommessa è la puntata moltiplicata per la quota. Con 10 € su una quota di 1,85 il ritorno è 18,50 €, e il profitto netto è 8,50 €, cioè la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Nient’altro: il bookmaker non aggiunge commissioni sopra la quota, il costo sta dentro la quota stessa.

Su una multipla le quote degli eventi si moltiplicano in un unico prezzo. Tre selezioni a 1,80, 2,00 e 1,90 danno una quota complessiva di 6,84 e trasformano 10 € in un ritorno potenziale di 68,40 €. Il rovescio è ovvio solo in teoria: basta un evento sbagliato e l’intera giocata cade, comprese le due che avrebbero vinto. È il motivo per cui la multipla è lo strumento con cui il margine del bookmaker lavora meglio — su ogni selezione aggiunta, il margine del mercato si somma.

Come si calcola il margine da un mercato a due esiti

Qui sta il passaggio che cambia il modo di leggere le quote. Prendiamo un esempio illustrativo, non una quota reale di un operatore: un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. La quota di payout si ottiene sommando gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e prendendo il reciproco di quella somma. Con due esiti a 1,90 la somma degli inversi è 1/1,90 più 1/1,90; il reciproco è un payout intorno al 95%, e il margine — cioè cento per cento meno il payout — si aggira sul 5%.

Il risultato va letto come banda, non come numero fisso, e la condizione conta quanto il risultato: il margine dipende dalle due quote. Se salissero verso 1,95 il payout si alzerebbe e il margine si assottiglierebbe; se scendessero verso 1,85 succederebbe l’opposto. In un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90 il margine sta intorno al 5%, ma è il 5% di quel mercato, non una costante del bookmaker.

Ed è qui che la formula diventa utile per il cricket. La somma degli inversi si fa per gli esiti dello stesso mercato: il margine del 1X2 non è il margine degli Under/Over, e il margine di un incontro di cricket non è quello di una partita di Serie A. Su un mercato sottile — l’esito di un Test con il segno di parità disponibile, i mercati su un singolo inning — gli operatori allargano la forbice, e quel margine in più lo paga chi punta. La conseguenza è concreta: a parità di previsione corretta, un mercato al 5% restituisce in media 95 centesimi per euro puntato, e uno all’8% ne restituisce 92. Sulle singole puntate la differenza è invisibile; su cento puntate è il costo del divertimento.

Perché la tassa non è un costo del giocatore italiano

Sull’imposta vale un chiarimento, perché genera confusione ricorrente. L’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è pagata dall’operatore: 20,5% se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5% se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sui cavalli pagano le stesse aliquote; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5% sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Un progetto nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21% e al 25% non è entrato in vigore.

Per il giocatore la conseguenza è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è la ricostruzione che la stampa di settore riporta, con la formula «tassate alla fonte», e non è confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Da qui una raccomandazione che non è un cavillo: su una materia del genere conviene consultare un commercialista.

Il quadro cambia se il sito non ha concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. Quanto all’aliquota IRPEF applicata, il dato non c’è. In sintesi, e senza alcuna pretesa di consulenza fiscale: quelle somme andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

Chi può raccogliere scommesse in Italia

Concessione ADM, concessioni per sito e palinsesto approvato

Il mercato italiano del gioco a distanza è regolato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — ADM (ex AAMS), perché il mercato continua a dire «AAMS» — sotto il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze si chiamano «concessioni» e si assegnano con gara pubblica, non a sportello.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi ammessi a distanza sotto concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; seguono i concorsi pronostici sportivi e ippici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa, le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori — il betting exchange — e il bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti figurano una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.

Da qui discendono tre cose che un lettore deve tenere separate. Primo: la concessione è per sito, non per azienda. Una stessa società può gestire più siti con concessioni diverse — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. Secondo: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione, quindi la presenza nell’elenco non dimostra da sola che quel sito offra scommesse sportive; lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. Terzo: la concessione non significa poter puntare su tutto. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore.

Virtuali, ippica ed exchange: tre cose diverse

Dentro l’art. 6, comma 1 convivono prodotti che il pubblico confonde e che il diritto tiene distinti. Vale la pena separarli, perché ognuno ha il suo regime.

Le scommesse su eventi simulati sono definite dall’art. 2, lett. v) come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato; sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Non sono cricket reale: sono partite generate, e vanno lette come prodotto a sé.

L’ippica è due cose separate nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili (art. 2, lett. h) — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale non è dato sapere.

Il betting exchange, o «punta e banca», è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare il puntatore o il banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sulla borsa italiana, come una puntata back minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 dice che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi una borsa e con quali commissioni non è noto. Quanto alle scommesse su eventi che coinvolgono minori, esiste un provvedimento del direttore di ADM che cita il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è noto; sugli esports, se il palinsesto li comprenda è parimenti ignoto. Un tetto legale in euro sulle puntate sportive non risulta: gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Il conto di gioco, l’identificazione e il limite scelto dal giocatore

Aprire un conto di gioco non è come iscriversi a un forum. Serve l’identificazione completa, e l’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18.

Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID; Goldbet consente anche la CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori stessi. È un dettaglio che sembra burocratico e diventa sostanziale nel momento in cui si vuole incassare: un conto non validato è un saldo che si vede e non si preleva.

Sui limiti, l’art. 15, comma 1 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, una riduzione che ha effetto immediato e sette giorni di attesa per aumentare un limite. Il valore del limite che ADM fissa nella gara non è noto.

Pagamenti: ricariche, punti vendita e il muro dell’art. 22

Sui pagamenti il diritto italiano ha una particolarità che vale la pena conoscere. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Quei punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai con SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non è confermata.

C’è poi il lato che riguarda il denaro e la legalità insieme. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni provider arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia ciascuno, e i mirror riappaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

E infine la norma che riguarda direttamente chi punta. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella lettura che ne dà ADM; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un caso contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Pubblicità dei bonus e realtà del bonus

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con la formula che vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20% del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3); la nota di ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di autorizzazione può attirare provvedimenti di AGCOM sui mezzi.

Sul contenzioso: secondo la stampa di settore del 2025-2026, AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non ha avuto esito noto, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Un punto che sfugge quasi sempre: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non risulta un tetto legale ai bonus sportivi né un tetto ai requisiti di puntata, per cui importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Ed è esattamente lì che un lettore deve guardare: la parola «bonus di benvenuto» è il termine commerciale degli operatori, e il suo valore si misura sulle condizioni che lo accompagnano, non sull’importo in vetrina.

Cosa guardare quando si sceglie dove puntare

Cinque criteri, in quest’ordine, perché ognuno restringe il campo prima del successivo.

Il primo è la concessione, e si verifica, non si presume: il numero e la società concessionaria sono dichiarati nei termini dell’operatore, e il confronto si fa con l’elenco ADM di cui sopra. Un sito che accetta scommesse in Italia senza concessione non è un’alternativa più libera, è un sito inibito.

Il secondo è l’offerta reale. La concessione abilita alle scommesse sportive ma non dice quali sport siano in palinsesto: due operatori con lo stesso diritto possono avere coperture diversissime. Il cricket, poi, ha un’aggravante: essendo approvato evento per evento, la sua presenza va verificata di volta in volta, non una volta per sempre.

Il terzo è la profondità dei mercati. Il mercato principale — chi vince — esiste quasi sempre dove il cricket esiste. Sono i mercati secondari a distinguere: risultati parziali, singoli inning, prestazioni dei lanciatori, combinazioni. Più mercati significano più scelta e margini più larghi, perché un mercato con pochi volumi costa di più di uno liquido.

Il quarto è la chiarezza sulle regole del cricket, e non è un criterio di simpatia. Le clausole su pioggia, metodo Duckworth-Lewis-Stern e incontri senza risultato determinano se una puntata sopravvive a un acquazzone. Vanno lette prima.

Il quinto è il limite di deposito, che in Italia è lo strumento più diretto che il giocatore ha per controllare la spesa. Sceglierlo in registrazione significa decidere una volta e non ogni volta: è il tipo di decisione che si prende meglio a freddo.

Valutazione e classifica: dieci operatori a confronto

Il criterio del confronto e i limiti onesti della tabella

La tabella che segue mette dieci operatori su due colonne: la concessione ADM con il concessionario, e che cosa i termini dell’operatore dichiarano sul soggetto di questa pagina. Non è una classifica e non è una raccomandazione; la concessione è per sito, l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono riportate solo come i termini e le schede degli operatori le presentano.

Una nota che va letta prima delle righe: l’ultima colonna non risponde alla domanda «offrite cricket?». Le schede degli operatori non sono costruite per rispondere a quella domanda, e la colonna riporta quello che c’è — un elenco di sport, una promozione, un’iniziativa. Nessuna delle voci nomina il cricket, e questo non vuol dire che il mercato non ci sia: vuol dire che la verifica va fatta dentro il palinsesto dell’operatore, sull’evento che interessa. La colonna resta perché dice altro di utile: quanto è larga la copertura, su cosa l’operatore costruisce la propria offerta, e che tipo di cliente cerca. È la differenza tra un catalogo pensato per il calcio europeo e uno che tiene dentro scacchi ed elezioni.

Operatore Concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano i termini dell’operatore
NetWin ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. Scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, live score
Lottomatica ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita
bet365 ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; Official Global Betting Partner della UEFA Champions League
Goldbet ADM n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Planetwin365 ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. Principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò ADM n. 16026 — Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag ADM n. 16008 — Betflag S.p.a. Welcome Bonus Sport pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE
Eurobet ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi; anche eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality show) e di politica (elezioni)
William Hill ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

Le due colonne si leggono meglio insieme che separate. La prima dice chi ha il diritto di raccogliere scommesse in Italia ed è la più facile da verificare: 52 righe, 52 siti, e un numero da confrontare. La seconda dice qualcosa che nessun elenco pubblico contiene, perché il palinsesto è redatto dall’operatore e approvato evento per evento.

Le differenze che saltano all’occhio sono tre. La prima riguarda la larghezza del catalogo: c’è chi tiene dentro esports e virtuali, chi si ferma agli sport europei, chi arriva agli scacchi e alle elezioni. La seconda riguarda il tipo di incentivo: metà della tabella descrive un catalogo, due righe descrivono una promozione. La terza è societaria: Goldbet e Lottomatica hanno lo stesso concessionario, Eurobet Italia ne gestisce tre siti con concessioni distinte. La brand identity non coincide con la società che ha la concessione, e questo è il motivo per cui la verifica parte dal codice, non dal logo.

Un’ultima cosa che la tabella non dice e che nessuna tabella può dire: quanto sia liquido il mercato cricket di ciascuno. Non esiste un dato pubblico dei volumi per mercato. Si può dedurre qualcosa dalla struttura dell’offerta — un operatore con una borsa ha un modello diverso da uno con sole quote fisse — ma la liquidità reale si vede solo guardando le quote di un match specifico, in un momento specifico.

NetWin: catalogo larghissimo, cricket compreso nella lista

NetWin ha la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e opera sul proprio sito .it. La sua app dichiara scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e live score.

È il catalogo più largo della selezione in termini di discipline, e i virtuali con partenze ogni due minuti ne dicono la filosofia: gioco frequente, cicli brevi, risultato subito. Il cricket, in un elenco che arriva al baseball e al motociclismo, è un’aggiunta coerente con la logica della copertura orizzontale — ma una copertura orizzontale non è una copertura profonda. Chi cerca dieci mercati diversi sullo stesso ODI troverà probabilmente più soddisfazione altrove.

Verdetto: NetWin è l’operatore per chi vuole scegliere tra molte discipline e non vuole aspettare: la densità di eventi virtuali è la cifra della sua offerta. Il cricket qui è una voce di un catalogo, non una specialità, e chi punta su questo sport deve mettere in conto mercati essenziali più che articolati.

Lottomatica: il live come prodotto centrale

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la parte interessante, e sul cricket vale più che altrove. Un ODI o un T20 sono eventi lunghi in cui il mercato si muove a ogni over, e poter vedere la partita mentre si punta cambia la qualità delle decisioni: senza visione, una quota live si legge solo dal numero che sale o scende, con la visione si legge da quello che succede in campo. Il limite è ovvio — lo streaming vale per gli eventi trasmessi — ma dove c’è, è un vantaggio concreto.

Verdetto: Lottomatica è la scelta di chi punta in diretta e vuole vedere quello che guarda. Il modello live-streaming rende il cricket potenzialmente adatto alla piattaforma, ma il cricket dipende dal palinsesto e dalla disponibilità dei diritti: la verifica resta sul singolo evento.

bet365: profilo internazionale, concessione italiana

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e opera sul proprio sito .it. Dichiara scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League.

L’elenco degli sport dichiarati è europeo e anglosassone, e il cricket non compare. Sarebbe però un errore dedurne che manchi: il cricket è popolare in mercati dove questo operatore ha una presenza storica, e un operatore con quel respiro tende a importare nei paesi in cui sbarca la profondità che ha sviluppato altrove. Il dato che lo suggerisce è un altro: nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner, secondo quanto riporta la stampa di settore. Un operatore che fa da primo partner su un evento appena autorizzato è un operatore che lavora sul palinsesto.

Verdetto: bet365 è una scelta ragionevole per chi vuole standard internazionali e una gamma ampia in pre-match e live. Sul cricket la scommessa è sulla reputazione dell’operatore più che su quanto dichiarato nei suoi termini: chi vuole la certezza deve aprire il palinsesto e guardare.

Goldbet: schedine, sistemi e lo stesso concessionario di Lottomatica

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e segnala che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il dato societario è il più informativo della scheda: Goldbet e Lottomatica hanno la stessa concessionaria. Due concessioni, due siti, un’unica società dietro. La conseguenza pratica è che le differenze tra i due marchi stanno nel posizionamento commerciale e non nel diritto: chi sceglie tra loro non sta scegliendo tra due mondi regolatori diversi.

Il riferimento agli «altri sport» è quanto di più vago si possa scrivere in una scheda, e sul cricket non aggiunge nulla. La tipologia di giocata resta il vero contenuto dell’offerta: singole, multiple e sistemi su un catalogo che parte dal calcio. Chi costruisce giocate complesse trova qui gli strumenti; chi cerca un mercato preciso deve aprire il programma dell’evento.

Verdetto: Goldbet è l’operatore per chi vuole comporre schedine complesse e resta fedele al formato italiano della scommessa sportiva. La sua vicinanza societaria a Lottomatica riduce il senso di confrontarli come due alternative: sono due facciate della stessa concessionaria, e la differenza la fanno i mercati del momento, non la licenza.

Planetwin365: venti sport e una copertura dichiarata

Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

«Più di 20 tipologie di sport» è la frase più utile della scheda, e va letta per quello che è: una dichiarazione di ampiezza, non un elenco. Su venti sport il cricket è statisticamente probabile, non garantito. La struttura dell’offerta resta calcistica, con i risultati in diretta come strumento comune a tutte le discipline.

Verdetto: Planetwin365 si rivolge a chi vuole un catalogo ampio con il calcio al centro e un’attenzione concreta ai campionati europei. La copertura dichiarata è una buona premessa per trovare il cricket, ma «più di 20 sport» non è una conferma, e la differenza tra una premessa e una conferma, su un mercato di nicchia, è tutta.

Betfair: la borsa cambia il ruolo di chi punta

Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul proprio sito .it. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

La differenza vera, però, non è nei mercati elencati: è nel fatto che questo operatore è descritto come il primo a portare in Italia il betting exchange, il gioco ammesso separatamente dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, in cui il giocatore può fare il puntatore o il banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le parti. Cambia il ruolo di chi punta: non si accetta un prezzo, lo si propone, oppure si fa da controparte a chi lo propone. Le regole sono diverse da quelle di un bookmaker tradizionale — la documentazione riportata indica per la borsa italiana una puntata back minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 dice che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo sul concessionario — e chi arriva da un operatore a quota fissa deve leggerle, perché il conto si comporta diversamente.

Verdetto: Betfair è la scelta di chi vuole uscire dalla logica della quota fissa e ragionare in termini di prezzo, non di pronostico. È un modello che sul cricket internazionale può avere senso, perché la borsa vive di liquidità e il cricket mondiale la produce — ma la liquidità non è uniforme tra competizioni, e va verificata sull’evento. Chi non ha mai usato una borsa dovrebbe partire da importi minimi, anche solo per capire come si comporta un conto che può essere puntatore e banco.

StarCasinò: casinò con bookmaker dentro

StarCasinò ha la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e opera sul proprio sito .it. Permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto a slot e Live Casinò.

Il profilo è quello di un operatore casino-first con un bookmaker integrato, e non c’è nulla di irregolare: la concessione è per sito e il sito è autorizzato. Il tema è di adeguatezza, non di legalità. Una piattaforma che costruisce la propria offerta intorno al casinò seleziona gli eventi sportivi «principali», e un mercato approvato evento per evento come il cricket raramente rientra in una selezione costruita così.

Verdetto: StarCasinò è la scelta di chi vuole un unico ambiente con slot, live casinò e scommesse, e non ha il cricket come priorità. Chi invece cerca profondità sul cricket troverà qui, con ogni probabilità, solo le competizioni maggiori — ed è bene saperlo prima di aprire il conto, non dopo.

BetFlag: il bonus più generoso e un’identificazione digitale

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul proprio sito .it. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il 100% fino a 5.000 € è l’importo più alto tra quelli documentati in questa selezione, e merita due righe di freddezza. Un bonus pari al deposito non raddoppia il valore del deposito: accredita un importo che ha condizioni, e i requisiti di puntata di questa specifica promozione non risultano dai dati disponibili. Il lettore li trova nei termini dell’operatore, e sono la prima cosa da cercare: un tetto alto con un rigioco alto può trasformare un incentivo in un programma di puntate obbligate. Il numero in vetrina è il numeratore; il denominatore sta altrove.

Sul fronte dell’apertura del conto, SPID e CIE rendono il processo più snello per chi possiede già queste identità digitali, e il richiamo all’età minima è la conferma di una regola che vale per tutti: 18 anni, e identificazione completa, altrimenti il conto resta sospeso con i prelievi bloccati.

Verdetto: BetFlag è la scelta di chi ha un deposito consistente da mettere in gioco e vuole l’incentivo d’ingresso più alto del confronto. Il bonus però va giudicato sui requisiti, non sull’importo, e su questo il lettore deve fare da sé: l’importo più grande è anche quello che richiede la lettura più attenta.

Eurobet: dal calcio alle elezioni, il palinsesto più curioso

Eurobet ha la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e opera sul proprio sito .it. Il palinsesto dell’app va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

È il catalogo più eccentrico della selezione, e non solo per la presenza degli scacchi. Un operatore che mette in palinsesto un reality show e una tornata elettorale ragiona su «eventi», non su discipline sportive: la logica è quella di coprire tutto ciò su cui esiste una domanda, non di approfondire uno sport. Sotto questo profilo il cricket ha una compatibilità teorica alta — è un evento con un calendario internazionale ricco — ma la scelta resta dell’operatore.

Il dato di struttura va segnalato perché è il caso più netto di un fenomeno già visto: questa concessionaria gestisce anche Bwin e Giocodigitale. Tre siti, tre concessioni, una società. Chi confronta marchi pensando di confrontare aziende sbaglia strada.

Verdetto: Eurobet è l’operatore per chi cerca varietà e apprezza i mercati fuori standard. La sua ampiezza tematica è un buon presupposto per trovare il cricket, ma resta un presupposto: chi vuole la certezza guarda il programma dell’evento.

William Hill: una freebet che premia chi già gioca multipla

William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Tre condizioni, tutte restrittive: multipla da almeno 20 €, almeno cinque eventi, quota totale minima 10.0. È il tipo di promozione che non serve a chi comincia — chi apre il conto e gioca una singola da 10 € non ne prende nulla — e che premia chi ha già un comportamento di gioco strutturato su multiple ambiziose. La quota totale minima di 10.0 è la condizione più selettiva: impone che gli eventi abbiano quote individuali che, moltiplicate, arrivino a quel valore, il che significa almeno qualche esito sfavorito nelle selezioni.

La freebet da 5 € non è contante. È uno strumento che si gioca, e il suo valore dipende dalla quota a cui lo si usa: su una quota alta il ritorno potenziale è maggiore, su una bassa è minimo. Chi la usa su una sola giocata a quota bassa ne ricava poco; chi la inserisce in una multipla la fa lavorare, ma con il rischio che la multipla cada.

Verdetto: William Hill è l’operatore per chi gioca multiple con regolarità e vuole un riconoscimento ricorrente invece di un bonus una volta sola. Le condizioni sono leggibili e la meccanica è lineare: chi le soddisfa di routine ottiene un valore reale, chi non le soddisfa non ottiene nulla. Sul cricket, la promozione è ancorata alla Serie A: è un incentivo sul calcio, e non dice nulla sulla copertura di altri sport.

Giocare in modo responsabile: gli strumenti e i loro confini

Autoesclusione e Registro Unico degli Autoesclusi

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più potente che un giocatore italiano abbia a disposizione: blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche. Il valore sta nell’estensione — non è un blocco volontario su un solo operatore, è un blocco che vale sull’intero mercato autorizzato.

L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026; i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina ADM indicano.

Un esempio concreto, tratto dai termini di Admiralbet: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il passaggio dai blocchi fissi a un intervallo continuo cambia l’utilità dello strumento: una pausa di sette giorni serve a chi vuole frenare una settimana storta, un blocco di 270 giorni serve a chi ha capito che il problema è più lungo, e la revoca dopo nove mesi dà una via d’uscita a chi ha scelto il tempo indeterminato senza sapere quanto sarebbe durato.

La riga che conta più di tutte: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Chi si autoesclude e poi cerca un operatore non autorizzato non trova alcuna protezione, perché il blocco che ha attivato non esiste in quel mondo.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo

L’art. 15, comma 1 costruisce un pacchetto: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, l’effetto immediato di una riduzione e sette giorni di attesa per un aumento. L’asimmetria è voluta: scendere è una decisione che si può prendere d’impulso, salire richiede una settimana di riflessione. Admiralbet, per esempio, in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con una riduzione che ha effetto immediato e un aumento dopo 7 giorni. È la traduzione operativa di un principio normativo, e mostra quanto sia concreto: un limite è efficace nella misura in cui non si può alzare nel momento in cui si vorrebbe.

A questo si aggiunge la responsabilità informativa: ai sensi dell’art. 15, comma 2 ogni concessionario spende lo 0,2% dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Dove si chiede aiuto

Per chi risiede in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero compare, tra gli altri, tra gli strumenti di gioco responsabile di bet365, che includono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.

Sul cricket gli strumenti di controllo del tempo contano più che altrove. Un Test match dura fino a cinque giorni e un ODI occupa un’intera giornata: sono formati che invitano a seguire il mercato per ore, e un tetto di tempo, oltre che di denaro, è la difesa più adatta a una disciplina che si estende. Un limite di deposito settimanale su uno sport che si gioca a tour non è la stessa cosa che su un campionato che si chiude in novanta minuti.

Sport e tornei: dove si concentra l’offerta

Il calendario decide l’offerta più di quanto la decisione di un operatore conti. Il cricket ha un movimento concentrato — poche nazioni di primo livello, finestre di torneo che durano settimane, tour bilaterali che si spostano tra emisferi — e questo produce un’offerta a ondate.

I tre formati occupano spazi diversi. Il T20 è il formato che genera più partite in meno giorni, ed è quello che un operatore ha più interesse a coprire: un torneo come la ICC Men’s T20 World Cup 2026, giocato dal 7 febbraio all’8 marzo 2026 e organizzato congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre, vinto dall’India sulla Nuova Zelanda per 96 run in finale, concentra decine di incontri in un mese. Gli ODI hanno un ritmo più disteso, con partite singole che pesano come eventi a sé. I Test, con i loro cinque giorni e il pareggio possibile, sono il formato che meno si presta a una copertura a ciclo continuo, e per questo è quello che negli operatori più orientati al live compare in modo più selettivo.

C’è poi una considerazione che riguarda il fuso orario e che nessun palinsesto può aggirare: le partite si giocano dove si gioca il cricket, e dall’Italia questo significa orari notturni o mattutini per molti incontri. Il mercato live notturno è più sottile di quello pomeridiano, e un mercato sottile ha margini più larghi — la stessa regola vista sopra, applicata a un caso concreto.

L’ICC governa il movimento internazionale: dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Sono le competizioni dell’ICC a scandire il calendario, e sono le stesse a segnare i momenti in cui il cricket diventa, anche per un operatore italiano, un evento da mettere in palinsesto.

Domande frequenti sulle scommesse sul cricket

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi del palinsesto approvato da ADM. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Un match di cricket si può giocare solo se quell’incontro è stato approvato.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Confrontando il numero di concessione e la società concessionaria dichiarati nei termini dell’operatore con l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblico anche sui siti della Guardia di Finanza. La concessione è per sito, non per azienda: la stessa società può gestire più siti con codici diversi.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: con 10 € a quota 1,85 sono 18,50 €, con un profitto netto di 8,50 €. In una multipla le quote degli eventi si moltiplicano in un unico prezzo, ma ogni selezione deve risultare vincente perché la giocata regga.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende il reciproco: si ottiene la quota di payout, e il margine è 100% meno il payout. Su un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90 il payout è intorno al 95% e il margine si aggira sul 5%.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta unica cade sul concessionario, al 24,5% sulla raccolta a distanza calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. È una ricostruzione della stampa di settore, quindi la raccomandazione resta consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile in fase di registrazione. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale all’iscrizione, una riduzione con effetto immediato e sette giorni di attesa per aumentare un limite. Il valore del limite che ADM fissa nella gara non è noto.

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