Draw No Bet: chi rimborsa il pareggio e a quale prezzo
Il Draw No Bet è la scommessa a quota fissa che toglie il pareggio dal vostro rischio. Non lo toglie dalla partita, s’intende. Lo toglie dal risultato che vi fa perdere la puntata. Si sceglie la vittoria della squadra di casa o quella della squadra in trasferta, e se la partita finisce in parità la posta torna indietro.

Chi ha guardato una domenica di Serie A di fine stagione sa quanto valga questa distinzione. Il pari è l’esito che nessuno pronostica e che rovina più schedine di quanti gol sbagliati si contano. Il Draw No Bet lo mette da parte, a un prezzo che sta tutto nella quota.
Il prezzo è reale, e non è piccolo. Questa pagina spiega come si costruisce la scommessa, come si legge il suo prezzo dentro il margine del mercato, quali concessionari ADM la offrono sui propri siti .it e cosa dicono i loro termini su limiti, autoesclusione e bonus. Perché la differenza tra un operatore e l’altro non sta nel fatto che il prodotto ci sia. Sta in quanto vi costa averlo.
31 Ottobre 2026 · Dati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM (ex AAMS).
Che cos’è il Draw No Bet e perché si chiama «rimborso in caso di pareggio»
Il meccanismo sta in una riga di regolamento e in due esiti. Nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Niente risultato esatto da indovinare, niente doppia chance da calcolare a mente, niente protezione da comprare a parte.

Il nome italiano che il mercato usa è «rimborso in caso di pareggio», e descrive esattamente quello che succede: la puntata torna sul conto di gioco perché l’esito su cui avevate scommesso non si è prodotto. Non è una vincita, non è un bonus, non è un credito con condizioni da sbloccare. È il vostro denaro che rientra, e rientra pulito.
Questa è la differenza che sfugge a chi arriva da un’offerta promozionale. Un rimborso come bonus ha requisiti di puntata, scadenze e quote minime. Un rimborso da Draw No Bet non ha nulla di tutto questo, e il suo costo non è nascosto nelle condizioni: è nella quota, e si vede subito confrontandola con quella del segno secco.
Il fondamento del mercato: tempi regolamentari, esiti contemplati e multipla ricalcolata
Il primo dettaglio da fissare è quale partita state giocando. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. I supplementari non entrano nel conto, e i calci di rigore nemmeno.

Su una partita di coppa la conseguenza è concreta. L’1-1 dopo novanta minuti è un rimborso, e quello che succede nei trenta minuti successivi non cambia la vostra posizione né in meglio né in peggio. Su una partita di campionato la questione non si pone, ma chi gioca abitualmente competizioni a eliminazione diretta dovrebbe rileggere quella riga prima di puntare, non dopo.
Cosa succede quando l’esito non è contemplato
Il Draw No Bet è un caso particolare di una regola generale. Il regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione.
Vale la pena leggere la seconda parte con attenzione, perché è quella che tocca più giocatori. Una multipla con dentro un Draw No Bet finito in parità non si perde e non si vince: perde una gamba. La quota totale viene ricalcolata come se quella selezione non ci fosse mai stata, e il resto della schedina continua a correre.
Chi costruisce schedine con un Draw No Bet lo fa spesso proprio per questo. È una rete di sicurezza su una selezione in cui non si crede fino in fondo. Funziona, e ha un costo: la quota complessiva scende, e scende esattamente del valore di quella gamba. Chi la usa dovrebbe sapere quanto sta pagando per la rete.
Le frazioni di partita
Il Draw No Bet non vive solo sul risultato finale. Si trova anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata.
Il caso del basket merita una riga a parte, perché mostra come la regola si adatti. Nel basket il Draw No Bet si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Un Draw No Bet che includesse i supplementari sarebbe una contraddizione: nei supplementari il pareggio non esiste come esito finale. La partita si chiude, la parità si verifica o non si verifica, e il rimborso segue quella riga.
Per chi gioca frazioni di partita — un tempo, un quarto, un periodo — la logica è la stessa applicata a un orizzonte più corto. Cambia la variabile, non il meccanismo.
Un’ultima nota sui tempi regolamentari e sulle competizioni a eliminazione diretta, che vale come promemoria: la partita che finisce in parità nei novanta minuti è un rimborso, punto. Quello che succede dopo non vi riguarda, nel bene e nel male. È una regola che sembra ovvia e che genera discussioni ogni volta che una coppa arriva ai supplementari con una schedina aperta.
La concessione ADM: il primo controllo, prima di qualsiasi quota
Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it proprio. Non è una formalità da nota a piè di pagina. È la linea che separa un operatore che risponde a un’autorità da uno che risponde soltanto a se stesso.
L’autorità è l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» e che conviene presentare come «ADM (ex AAMS)» alla prima menzione. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. La differenza non è terminologica: una concessione è un diritto limitato nel numero e nel tempo, e il numero dei concessionari attivi misura quanto sia chiuso il mercato. L’ADM ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande con la gara di settembre 2025, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’articolo 6, comma 3, fissa in nove anni il periodo massimo, senza rinnovo.
Come si legge l’elenco dei concessionari
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza è pubblico, tenuto dall’ADM e consultabile da chiunque. Al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. È il test completo e non ha alternative: chi non sta su quell’elenco non ha una concessione, e nessuna collocazione in una classifica editoriale sostituisce quella riga.
Bisogna però leggerlo per quello che è. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il concessionario spesso non porta il nome del marchio, e questo confonde chi cerca una corrispondenza diretta tra insegna commerciale e ragione sociale. L’elenco non ha una colonna per i giochi: un nome su quella lista dimostra che il titolare può operare, non che offra scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Che un operatore offra davvero scommesse sportive lo mostra il suo sito e la sua app, non l’elenco.
Quest’ultimo punto è quello che sfugge più spesso. Una pagina che elenca dieci marchi e una lista di concessioni diverse da quella dell’ADM non sono la stessa cosa, e chi cerca un operatore autorizzato dovrebbe sempre arrivare alla fonte. Il numero di concessione lo trovate nei termini dell’operatore, ed è la prima cosa da confrontare con l’elenco.
Il palinsesto approvato, gli eventi simulati e l’ippica
La legge definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa può essere accettata soltanto su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore.
Il catalogo di un operatore italiano non è quindi una scelta libera del bookmaker. È un perimetro autorizzato, e quando un mercato sembra mancare rispetto al sito internazionale dello stesso marchio la ragione spesso non è commerciale.
Gli eventi simulati stanno dentro lo stesso perimetro. La legge definisce le «scommesse su eventi simulati» come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammesse all’interno di una concessione per le scommesse sportive. I siti hanno una sezione «Virtuali», e i prodotti non mancano: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, mentre le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Chi arriva al Draw No Bet passando da qui deve sapere una cosa: in un evento simulato non c’è un pareggio nel senso calcistico del termine, c’è un esito generato da un software. Il rimborso è una logica del calcio reale e non si trasferisce automaticamente a un mondo animato.
L’ippica, infine, è due cose diverse nella legge. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione per le scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, tutti a totalizzatore — richiedono una concessione propria. Che un marchio prenda online i totalizzatori dell’ippica nazionale è una cosa che non risulta, e la domanda da fare allo sportello o in chat è semplice: questo gioco è coperto dalla vostra concessione per le scommesse sportive o da un’altra?
Il betting exchange e la zona grigia delle regole
Il betting exchange è ammesso come gioco separato: il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028.
Per chi cerca il rimborso del pareggio l’exchange è una strada diversa, non un’alternativa. Offre copertura in un modo che richiede una comprensione del funzionamento del banco, e chi non ha mai usato la modalità «punta e banca» dovrebbe trattarla come un prodotto a sé prima di confrontarla con una scommessa a quota fissa.
Gli strumenti di tutela: limiti, autoesclusione e RUA
Un conto di gioco italiano non è un conto anonimo, e le tutele che porta con sé non sono uno slogan. Sono obblighi del concessionario, e la differenza tra un operatore e l’altro sta in quanto li rende facili da usare.
L’articolo 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Leggere quell’elenco una volta chiarisce perché certe schermate compaiono senza che le abbiate cercate. Non sono intromissioni. Sono il minimo che la legge impone a chi accetta scommesse in Italia.
Il limite di deposito scelto in registrazione
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite.
Quell’asimmetria è la parte intelligente del sistema. Potete stringere le regole quando volete. Potete allentarle solo dopo una settimana di ripensamento. Chi ha mai ritoccato un limite alle due di notte, dopo una serata storta, sa esattamente perché la finestra esiste.
Il valore del limite che l’ADM fissa nella gara non risulta. Quello che risulta è che il limite di deposito è lo strumento che morde, mentre una soglia legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è nota. Chi cerca un tetto normativo alla propria puntata non lo troverà: gli strumenti che funzionano sono gli autolimiti scelti in registrazione e il limite di deposito. Admiralbet chiede di impostare, accanto a questi, un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto efficace subito e uno aumentato dopo 7 giorni. Tre tipi di limite su tre orizzonti è una configurazione più fine della media del mercato.
L’autoesclusione e il Registro Unico
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online con licenza ADM e le sale fisiche. Non è una lista consultiva: è un blocco operativo che attraversa tutti gli operatori autorizzati, e per questo è lo strumento più potente a disposizione di chi vuole fermarsi per davvero.
L’articolo 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Si può quindi escludersi dal gioco nel suo complesso oppure soltanto da una categoria, e continuare a usare le altre.
Le durate sono cambiate di recente. Le condizioni di Admiralbet prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il cambiamento va letto due volte: una finestra più fine per chi vuole fermarsi una settimana, un periodo molto più lungo per chi vuole fermarsi sul serio, e una revoca che a tempo indeterminato non è immediata. La finestra da 7 a 270 giorni copre quasi ogni intenzione, dalla pausa breve alla sospensione lunga, e questo riduce lo spazio per la decisione presa di impulso.
C’è una cosa che il RUA non fa, e va detta senza giri di parole: i siti senza concessione non sono collegati al registro. Un giocatore autoescluso che apre un conto su una piattaforma offshore non è protetto da nulla. La sua autoesclusione resta dove l’ha firmata.
Il Telefono Verde e il canale di contatto
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Quel numero va scritto una volta su questa pagina perché è l’unico contatto che esiste indipendentemente dall’operatore scelto. Il canale di contatto previsto dalla legge è invece un obbligo del singolo concessionario, e la sua qualità varia parecchio: alcuni rispondono in chat in pochi minuti, altri hanno un modulo che finisce in una casella di posta e nella casella resta.
Identità, SPID e i trenta giorni che contano
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID.
Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La maggiore età è fissata dalla legge italiana a 18 anni, e l’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 nomina la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore.
Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È un termine da segnare in calendario, perché il blocco arriva nel momento peggiore: quando c’è qualcosa da ritirare.
L’obbligo di informazione e chi lo paga
L’articolo 15, comma 2, prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
È una cifra modesta in proporzione al settore, e non è una donazione volontaria: è un obbligo. Chi legge le campagne di gioco responsabile degli operatori italiani sta leggendo, almeno in parte, l’adempimento di quella riga.
Quanto costa il rimborso: il margine dentro la quota
Ogni quota contiene il margine del bookmaker. Non è un sospetto sul settore, è aritmetica. Il margine è la parte che l’operatore trattiene su un mercato, e il modo per vederlo è calcolare la quota di payout: si sommano gli inversi di tutte le quote di uno stesso mercato e si prende il reciproco di quella somma; il margine è il 100 % meno quel valore.
Su un mercato a due esiti prezzato 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non una quota quotata da nessun operatore — la somma degli inversi vale 1/1,90 + 1/1,90, e il payout che ne esce è compreso tra il 94 e il 95 %. Il margine che resta sta nella forbice tra il 5 e il 6 %. Quella forbice è il numero da tenere a mente quando si legge una promozione.
Dove si vede il margine nel Draw No Bet
Nel Draw No Bet il margine è più visibile che altrove, perché il mercato ha due esiti e un esito neutro. Il bookmaker prezza due risultati sapendo che in caso di pareggio non incassa nulla ma non paga nulla. Il prezzo che ne esce è necessariamente più basso di quello del segno secco, e la differenza tra i due prezzi è la misura esatta di quanto pagate per la protezione.
Il modo pratico per vederlo è mettere a confronto la quota del segno 1 con la quota del Draw No Bet sulla squadra di casa, sullo stesso evento. Se il segno 1 vale 2,10 e il Draw No Bet sulla stessa squadra vale 1,70, la differenza non è un capriccio dell’operatore: è il prezzo del rimborso. Sono circa quaranta centesimi di quota, che su una puntata da 10 € valgono quattro euro di ritorno in meno quando la selezione vince.
Chi punta di rado non dovrebbe spaventarsi di quella differenza. Chi punta spesso dovrebbe fare il conto: su cento scommesse, quanto costa assicurarsi sistematicamente contro il pareggio? La risposta dipende da quanto spesso il pareggio si verifica nei mercati che giocate, e quella è una domanda a cui nessuno può rispondere dall’esterno. Il costo invece si vede subito, ed è fisso.
Perché il margine conta più sui mercati a due esiti
I mercati a due esiti — il Draw No Bet, l’Under/Over, il GG/NG — hanno margini tipicamente più bassi dei mercati a tre esiti. Questo li rende interessanti per chi gioca volumi. Un margine nella fascia tra il 5 e il 6 % su un mercato a due esiti non ha lo stesso effetto di un margine più largo su un mercato a tre esiti, perché cambia il numero di puntate necessarie per raggiungere un obiettivo.
La regola pratica è che il margine va guardato prima della quota. Una quota alta su un mercato con margine largo è un buon prezzo per il bookmaker, non per voi. Il contrario vale altrettanto: una quota che sembra bassa su un mercato a margine stretto può essere il miglior prezzo disponibile in quel momento.
La terza strada: Asian handicap con handicap 0
Sul mercato esiste un prodotto identico al Draw No Bet con un nome diverso. Nell’Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale.
L’equivalenza è la cosa più utile di questa sezione. Se un operatore propone sia il Draw No Bet sia l’Asian handicap 0 sullo stesso evento, e le due quote non coincidono, la differenza è informazione: una delle due è prezzata con più margine dell’altra. Confrontare le due è la verifica più semplice che potete fare prima di puntare, e costa un minuto.
Il margine non è l’unico costo
Il margine è il costo visibile. Ce ne sono altri, e stanno nelle condizioni dell’offerta. Un requisito di puntata, una quota minima per il conteggio della giocata, una scadenza per usare un bonus, un tetto alle vincite del bonus: sono tutti costi, e li paga il giocatore.
Un’offerta con margine stretto e requisiti pesanti può costare più di un’offerta con margine largo e condizioni semplici. È il punto in cui la lettura dei termini smette di essere noiosa: i termini sono il prezzo reale dell’offerta, la quota è solo la parte che si vede.
I dieci concessionari ADM a confronto
Dieci marchi con concessione ADM, tutti su dominio .it proprio. L’ordine che segue non è una gerarchia di qualità: è l’ordine in cui li ho guardati, e ogni scheda chiude su quello che il marchio è davvero, non su quello che promette.
Prima di leggerle, due precisazioni che valgono per tutte. L’elenco dei concessionari non è esaustivo del mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente da questa lista non è per questo privo di licenza. L’ADM ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, e dieci schede sono un campione, non un censimento. La seconda è che nessuna di queste schede è un invito a scommettere: sono descrizioni di ciò che i termini e le schede degli operatori dichiarano, con un giudizio alla fine, perché chi confronta opzioni ha bisogno di sapere cosa ne pensa chi ha guardato.
Concessione e trasparenza: la tabella
La tabella raccoglie le due cose che un giocatore italiano dovrebbe controllare prima di aprire un conto: chi è il concessionario, e cosa prevedono i termini sul soggetto di questa pagina.
| Marchio | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono i termini sul rimborso del pareggio |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata; limiti di ricarica, spesa e tempo in tre orizzonti |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO e Supercombo accanto a Goal, No Goal e Multigoal; Cash Out per chiudere prima |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Singole, multiple e sistemi; le schedine in corso e concluse sono raccolte in My Bets |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati e Bet Builder+ pre evento e live |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Mercati su 1X2, cartellini e minuto del primo goal, con quote speciali tipo Rete Inviolata |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Bonus senza deposito con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni; accesso anche con SPID e CIE |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Diretta streaming con tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo nel palinsesto quotidiano |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 |
Due marchi condividono lo stesso concessionario, e non sono gli unici due marchi del gruppo: Betsson e StarCasinò fanno capo entrambi ad Azzurri Limited. È un dettaglio che sfugge a chi confronta i loghi e che conta quando si valuta se due offerte siano davvero indipendenti.
La colonna di mezzo è quella che un giocatore può verificare da solo. Vale la pena dirlo chiaramente: quei numeri si controllano sull’elenco pubblico dell’ADM, e in una tabella non vanno presi sulla fiducia.
AdmiralBet: il marchio che rende leggibili le proprie regole
AdmiralBet apre il gruppo per una ragione poco commerciale: è l’unico dei dieci di cui i termini dicano qualcosa di concreto sull’autoesclusione e sui limiti, e quella è esattamente la materia di questa pagina.
Le durate dell’autoesclusione sono scritte nei termini, non sepolte in una nota: da 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un operatore che pubblica queste finestre sta dichiarando di conoscere la materia prima che il giocatore la cerchi, e questa è una forma di trasparenza che si vede di rado.
In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato su un limite ridotto e sette giorni di attesa su uno aumentato. Nove caselle da riempire, e chi le riempie in fretta sta sprecando lo strumento: un limite di tempo impostato per finta non morde.
Sul rimborso del pareggio AdmiralBet non offre una pagina di regolamento paragonabile a quella di un bookmaker specializzato, ma il suo regolamento delle scommesse a quota fissa copre il caso che conta: se il risultato non è tra gli esiti contemplati, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È la regola madre di ogni rimborso, scritta in modo comprensibile.
Il verdetto: la sua forza non è la quota più alta del listino, è la configurazione dei controlli. Chi ha un problema di spesa, non di prezzo, trova qui la scatola degli attrezzi più completa delle dieci.
Sisal: il catalogo più largo, la lettura più onerosa
Sisal porta sulla pagina un catalogo che pochi possono eguagliare. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
La Scommessa DUO è il pezzo che interessa qui. È una costruzione che condivide la logica del rimborso: si scegle un esito e una parte del risultato non conta. Chi arriva cercando la protezione sul pareggio trova in Sisal un prodotto con una logica vicina e un nome diverso, e la differenza tra i due va letta nei termini, non nel nome.
Il Cash Out cambia il calcolo in modo più sostanziale. Chiudere una giocata prima della fine dell’evento è un modo alternativo di gestire il rischio, e in qualche caso sostituisce la protezione sul pareggio. Non è la stessa cosa, però: il rimborso è noto al momento della puntata e ha un costo fisso dentro la quota, mentre il Cash Out è una quotazione variabile che l’operatore propone quando gli conviene.
Sui limiti e sull’autoesclusione, Sisal rimanda ai termini e alle condizioni pubblicati sul proprio sito, che è sempre opportuno consultare prima dell’apertura di un nuovo conto di gioco.
Il verdetto: il catalogo più ricco del gruppo per chi gioca molti mercati diversi, e il più oneroso in termini di lavoro che il giocatore deve fare da sé sulle condizioni di tutela. Il prodotto c’è; il tempo per capire le regole lo mette il lettore.
Eurobet: la casa della schedina ordinata
Eurobet non costruisce l’offerta intorno a un prodotto spettacolare. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
My Bets vale più di quanto l’operatore gli dia importanza. Il rimborso del pareggio genera giocate che non sono né vinte né perse, e i rimborsi generano confusione nei conteggi: una schedina con una selezione neutralizzata non sta in nessuna delle due colonne abituali. Vedersela elencata nella sua pagina la rende leggibile, e chi tiene un registro delle proprie giocate sa quanto questo conti alla fine del mese.
Il marchio appartiene a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la stessa società che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale con concessioni distinte sull’elenco ADM. Il dato va letto senza allarme e senza ingenuità: un concessionario che detiene più siti è la norma, non l’eccezione, e questo non toglie nulla alla solidità del gruppo.
Sul rimborso del pareggio specifico la scheda non dice nulla di più. L’app copre le tipologie base con un’organizzazione chiara, e per il resto vale il regolamento generale del marchio, che si trova nelle condizioni pubblicate.
Il verdetto: è l’operatore per chi vuole una schedina che si capisca a colpo d’occhio. Nessun prodotto esotico, nessuna promessa rumorosa, e un archivio che fa il suo lavoro meglio di quanto venga pubblicizzato.
bet365: il catalogo che rende difficile annoiarsi
bet365 è il marchio con il catalogo più largo del gruppo, e lo dichiara senza giri di parole: offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
Il Bet Builder+ cambia il modo di costruire una giocata. Invece di comporre una multipla con selezioni di partite diverse, si combinano più mercati sulla stessa partita in un unico biglietto. Per chi cerca copertura è una terza strada accanto al rimborso sul pareggio e all’Asian handicap 0: si costruisce un pacchetto in cui gli esiti si compensano, invece di scegliere un single protetto.
Il rovescio è ovvio per chiunque abbia fatto il conto di un margine. I mercati combinati hanno prezzi che si moltiplicano tra loro, e ogni moltiplicazione porta con sé un pezzo di margine. Le Quote Maggiorate su centinaia di mercati sono un’offerta reale e un invito a giocare di più, e le due cose convivono senza contraddirsi.
Sul fronte della tutela, bet365 è l’unico dei dieci di cui la scheda nomini esplicitamente il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. Un operatore che mette il numero in chiaro nel proprio materiale fa qualcosa di più che adempiere a una casella.
Il verdetto: è il marchio per chi vuole il catalogo più profondo e usa gli strumenti di composizione, e quello in cui il margine va guardato con più attenzione, perché le occasioni di sbagliare il conto sono più numerose che altrove.
Goldbet: calcio e virtuali sotto lo stesso tetto
Goldbet copre il calcio in modo quasi enciclopedico. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Si legge come un indice, e per un giocatore di calcio è una buona notizia.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. La copertura è dichiarata in modo trasversale: chi segue Serie A e una coppa nazionale nella stessa giornata non deve cambiare piattaforma.
Sui virtuali l’operatore fa qualcosa che vale la pena notare, perché non si limita a rivendere un catalogo: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
Il confine tra calcio reale e calcio animato è però sottile nelle interfacce, e va tenuto presente. Il rimborso del pareggio è un prodotto del calcio reale: si applica a un evento con un punteggio verificabile, non a un esito generato da un software. Nella sezione Virtuali quella logica non vale.
Il verdetto: è l’operatore per chi vive di calcio e vuole un catalogo che lo segua anche quando il campionato si ferma. Chi riempie le pause con i virtuali dovrebbe controllare due volte di essere nel mercato giusto, perché l’interfaccia non sempre lo rende evidente.
BetFlag: il bonus senza deposito e la porta stretta
BetFlag si distingue per un’offerta che non richiede un deposito iniziale, e questo la rende interessante per chi vuole provare senza mettere denaro. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
Leggiamo i tre numeri come li leggerebbe chi deve decidere. Quota totale minima 5.00 su una scommessa unica significa che il bonus non lavora sui mercati tranquilli: o si compone una selezione con quel prezzo, o i 10 € restano fermi. La finestra di 3 giorni dall’attivazione è stretta, e l’attivazione dipende da una verifica che richiede tempo. Il termine dei 30 giorni per il completamento è il vero limite dell’offerta: chi si registra e non chiude il processo nei tempi perde il bonus senza averlo mai toccato. Un bonus senza deposito che scade mentre aspettate il controllo del documento è, di fatto, un bonus che avete letto e non avete preso.
Sull’identificazione BetFlag è il più esplicito dei dieci: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Per un utente italiano con SPID attivo la procedura è più rapida della copia di un documento, e su un’offerta con finestra di tre giorni quella rapidità è parte del valore.
Il verdetto: l’offerta da provare per chi non vuole mettere denaro subito, a patto di leggere le scadenze come condizioni e non come dettagli. Il bonus è reale, la finestra è corta, e chi arriva con SPID parte avvantaggiato.
Betsson: migliaia di eventi e nessuna vetrina
Betsson è un marchio orientato al casinò con un bookmaker serio alle spalle, e la scheda lo conferma senza drammi: l’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il numero di eventi è la parte che colpisce, e va letto con realismo. Migliaia di eventi significa che il catalogo è profondo anche su sport minori e su competizioni internazionali che altri trattano di sfuggita. Per chi cerca un mercato su una partita di un campionato secondario, è una ragione concreta per aprire qui.
Il rimborso del pareggio non compare nella scheda. Non è un’assenza che si possa interpretare in un senso o nell’altro: significa che il prodotto, se c’è, va verificato dentro la piattaforma prima di contarci. Lo stesso vale per ogni mercato elencato come «combo», un’etichetta che copre cose diverse a seconda dell’operatore e delle giornate.
Il legame societario è il dato strutturale: il marchio appartiene ad Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò, con due concessioni distinte. Due piattaforme, un solo concessionario.
Il verdetto: è l’operatore per chi cerca profondità di catalogo e non si spaventa di un’interfaccia costruita intorno al casinò. Chi arriva per una partita di un campionato minore trova pane per i suoi denti; chi arriva per una vetrina calcistica curata troverà un bookmaker competente ma non il centro dell’offerta.
StarCasinò: lo sport come secondo ingresso
StarCasinò è dichiaratamente un marchio di casinò, e la scheda non finge il contrario: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Lo sport qui è un’ala della casa, non la casa. Per chi cerca il rimborso del pareggio significa una cosa pratica: il prodotto può esserci, ma non è il centro dell’offerta e non è ragionevole aspettarsi la stessa profondità di mercato di un bookmaker puro. Gli eventi coperti sono i principali, non i secondari, e su una giornata di campionato minore il catalogo si assottiglia.
Chi usa già il casinò e vuole aggiungere una scommessa sportiva saltuaria trova qui una piattaforma unica con due anime. Chi scommette ogni settimana e cerca il mercato giusto a ogni giornata troverà un catalogo meno profondo di quello di bet365 o Goldbet.
Il legame con Betsson è il dato che conta di più in questa scheda: stesso concessionario, Azzurri Limited, due concessioni distinte. Per chi valuta la solidità del gruppo è un’informazione utile; per chi confronta le offerte sportive è una ragione in più per non trattare i due marchi come alternative davvero indipendenti.
Il verdetto: è l’operatore per chi vuole un solo conto per casinò e sport, e di casinò ne fa più che di sport. Il lettore opposto ha opzioni migliori altrove, e non c’è nulla di male a dirlo.
Planetwin365: il tennis e il basket prima del calcio
Planetwin365 costruisce la propria proposta intorno allo sport in diretta: offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il tennis tavolo in un palinsesto quotidiano dice molto sul tipo di operatore. È uno sport che vive di volumi bassi e di orari lunghi, e occupa lo spazio che il calcio lascia libero. Chi punta su tennis o pallavolo fuori dagli orari classici trova qui una copertura che il calcio-centrismo degli altri marchi non offre, e questa è una nicchia vera, non una trovata pubblicitaria.
Lo streaming è l’altra parte dell’offerta, e per chi fa live betting è la differenza tra seguire una partita e indovinarla. Non tutti gli eventi sono trasmessi, e la disponibilità varia con i diritti: consideratela un vantaggio dove c’è, non una promessa su ogni partita del palinsesto.
Sul rimborso del pareggio la scheda non dice nulla. Il marchio ha una storia nel calcio, ma nulla di quanto si può citare copre il prodotto specifico, e non è il caso di attribuirgli quello che non risulta. Chi ci tiene lo verifica nella piattaforma prima di aprire il conto.
Il verdetto: è l’operatore per chi segue sport diversi dal calcio e vuole guardarli mentre li gioca. Chi arriva solo per il calcio troverà un bookmaker completo, ma non il motivo per cui questo marchio si distingue dagli altri nove.
NetWin: un bonus con un giro di puntate severo
NetWin arriva su questa pagina per il suo bonus di benvenuto, perché è l’unico dei dieci di cui si possa citare nel dettaglio come si sblocca. E il dettaglio vale più della promessa.
Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
La struttura è più severa di quanto appaia a prima lettura. Il giro di 3 volte il deposito è un requisito nella fascia medio-bassa del mercato, e su questo NetWin non è peggiore di altri. Sono le condizioni accessorie a pesare: multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e almeno 10.00 in totale. Una multipla con quelle caratteristiche è una scommessa ad alta varianza, e la finestra di 7 giorni non lascia margine per aspettare l’occasione buona.
Le esclusioni chiudono il quadro. Sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo non contano, e sono proprio le tipologie che un giocatore userebbe per contenere il rischio mentre sblocca il bonus. Il regolamento chiede di giocare la parte più volatile del catalogo, e questa condizione pesa più del fattore di 3. Un requisito che ti toglie gli strumenti di controllo mentre lo esegui è un requisito che va letto due volte.
Sul calcio NetWin non porta su questa pagina un catalogo paragonabile agli altri. Quello che si sa riguarda l’offerta di benvenuto, e questa è l’informazione disponibile.
Il verdetto: il bonus c’è ed è quantificato, ma le condizioni accessorie lo rendono una scommessa più che un regalo. Chi lo prende lo faccia sapendo che il giro è costruito su multiple ad alta varianza e che i sette giorni non premiano l’attesa.
Quale percorso scegliere, e cosa costa ciascuno
Il rimborso del pareggio è un buon prodotto per il giocatore italiano, e il motivo non è la protezione in sé. È che la protezione ha un prezzo visibile. In un mercato dove quasi tutto il costo è nascosto dentro un margine, avere un prodotto che vi dice apertamente quanto pagate per un vantaggio è una rarità.
Il prezzo è la quota più bassa rispetto al segno secco, e va pagato ogni volta. Chi gioca una volta al mese su una partita che conosce difficilmente troverà il costo eccessivo. Chi gioca ogni giorno e usa il rimborso come riflesso sistematico sta comprando una polizza su ogni singola puntata, e le polizze comprate sempre costano sempre.
Le tre strade davanti a voi
Chi cerca copertura ha tre percorsi, e la scelta tra loro è la decisione vera.
La scommessa secca sul segno 1 o sul segno 2 costa meno margine per unità, prende il rischio del pareggio e paga una quota più alta. È la strada giusta per chi ha una lettura della partita e vuole essere pagato per averla.
Il rimborso del pareggio elimina l’esito neutro e presenta il conto in forma di quota. È la strada giusta per chi vuole ridurre la varianza e accetta di pagarla, o per chi ha un’opinione sulla partita ma non sul risultato esatto.
L’Asian handicap con handicap 0 è lo stesso prodotto con un altro nome. Chi lo trova a condizioni migliori del rimborso sullo stesso evento dovrebbe prenderlo senza pensarci due volte: la coincidenza tra i due è la regola, non l’eccezione, e la verifica costa un minuto sul palmare.
Chi paga cosa
Chi sceglie un operatore con concessione ADM paga il margine del mercato ma ottiene il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano per ogni controversia.
Chi sceglie un sito senza concessione non paga nulla di tutto questo, e non ottiene nulla di tutto questo. Non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non lo blocca. È soggetto all’oscuramento DNS: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», e l’oscuramento insegue invece di chiudere.
La posizione del giocatore è peggiore di quella dell’operatore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda non risulta, e non risulta alcun caso concreto contro un giocatore. La norma però esiste ed è scritta così.
Chi paga le tasse, e chi dichiara
Sul fronte fiscale la posizione è semplice per chi gioca con un concessionario ADM e più complicata per gli altri.
L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa di settore. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 % — mentre le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Per il giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una dichiarazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi ha una posizione fiscale complessa dovrebbe consultare un commercialista.
Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono una strada diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. La posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
Dove finisce la vetrina e comincia la scelta
La scelta tra un operatore e l’altro, per chi cerca il rimborso del pareggio, non si gioca sulla presenza del prodotto. Quella la trovano quasi tutti i marchi italiani che coprono il calcio, e la regola che disciplina il rimborso è comune alla maggior parte dei listini.
Si gioca su tre cose: il prezzo del rimborso, cioè la differenza tra la quota del mercato e quella del segno secco; la qualità degli strumenti con cui potete fermarvi, che variano più di quanto i siti lascino intendere; e la chiarezza dei termini con cui un bonus si sblocca, perché è lì che un’offerta generosa in vetrina diventa cara alla cassa.
La concessione ADM è il prerequisito, non un vanto. Tutti e dieci i marchi di questa pagina ce l’hanno, e su questo punto non c’è partita da fare. La partita è sul resto.
Domande frequenti sul Draw No Bet e sugli operatori ADM
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
L’ADM tiene un elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un codice per ogni sito .it. Al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051. Ogni operatore indica numero di concessione e ragione sociale nei propri termini. Chi non compare su quell’elenco non ha titolo per accettare scommesse in Italia.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota fissata al momento della giocata. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Nelle multiple le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro e formano un’unica quota; una selezione annullata per esito non contemplato viene esclusa dal ricalcolo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si prende il reciproco della somma: quel valore è la quota di payout. Il margine è il 100 % meno quel valore. Su un mercato a due esiti prezzato 1,90 e 1,90 il payout è compreso tra il 94 e il 95 %, e il margine sta tra il 5 e il 6 %.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La legge impone autolimiti su tempo, spesa e perdita, ma la cifra del limite fissato dall’ADM nella gara non risulta.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sull’operatore: la stampa di settore parla di somme tassate alla fonte, con il giocatore che riceve l’importo netto. È un’informazione riportata dalla stampa, quindi conviene consultare un commercialista per il proprio caso.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non lo blocca, non offre gli strumenti di limite obbligatori e resta soggetto all’oscuramento DNS. L’ADM richiama la Legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le vincite andrebbero inoltre dichiarate come redditi diversi.
Mercati, regole e glossario – Portafogli Digitali
Contenuto creato dal team «Portafogli Digitali»
